19
Bloccò i suoi passi non appena pronunciai quelle due parole
<< Cosa?>> disse con un cipiglio sul volto. Visibilmente sorpreso dalla mia rivelazione.
<< Ti amo >> farfugliai, vergognandomi della mia stessa voce.
Spalancò la bocca e poi la richiuse. Interdetto.
<< Ti amo davvero, Harry >> continuò a fissarmi con occhi smarriti.
<< Credevo davvero che quella collana avesse un significato per te >> presi coraggio a dar voce ai miei pensieri.
E quelle parole bastarono a ricondurlo da me. I banchi di nebbia dietro i suoi occhi si erano dissipati.
<< Non ti ho dato quella collana per amore >> tagliò corto. E sentii qualche pezzo del mio cuore frantumarsi.
<<... allora perché? >> sussurrai.
<< Perché non volevo condividerti con nessun altro >> il mio labbro inferiore tremò.
<< E questo non significa niente per te ? >> tentai ancora.
<< Significa solo quello che ti ho detto >> categorico, freddo.
<< Perché? >> chiesi di nuovo. Come se non potessi o volessi capire.
<< ... Perché non ti ho mai guardata nel modo in cui lui guardava lei >> ma quella risposta non era rivolta a me, ma a qualcun altro. E quel qualcuno aveva un nome.
John White aveva ragione, ero solo un capriccio. Un giocattolo che tentava di custodire gelosamente.
La gola iniziò a farmi male, il groppo che trattenevo voleva solo uscir via.
Ma ero incapace di parlare, di respirare. Farlo sarebbe stato fatale. Farlo sarebbe stato arrendersi al mio destino: cadere in pezzi.
Ed ero troppo orgogliosa per finire in un cumulo di macerie davanti a lui. L'uomo che mi aveva mandata in rovina. Non per sua scelta, ma per mia.
<< Esci >> ordinò con tono duro << Hai detto abbastanza e non sono più interessato ad ascoltarti >>
Fece cenno verso la porta con una certa impazienza << Vai >>
Non mi mossi. Non volevo andar via..
L'idea di perdere tutto quello che avevo, mi terrorizzava.
Perdere Harry, il mio status, la mia credibilità.. era un contro troppo alto da pagare.
Chi sarei diventata una volta superata quella porta? Un'ombra che vaga nel bordello o una a cui lanciare maledizioni?
Mi voltai verso di essa, con gli occhi appannati e con il petto scosso dai singhiozzi.
Sarei diventata trasparente, come una pellicola. Ancora percettibile, visibile, sfruttabile a chi avesse voluto. Sarei diventata una Mr. Cellophone, come Amos in Chicago.
<< Harry no .. >> mormorai appena.
<< No cosa? >> sbottò.
<< Quella stella rossa ti ha dato alla testa. Se avessi saputo in che modo ti avrebbe ridotto quel ciondolo, non te l'avrei mai dato >> ringhiò.
Sentii i suoi passi avanzare verso di me.
<< Avevi detto che non ti saresti rimangiato la parola >> si fermò.
<< Ripetilo >> m'incitò.
<< Avevi detto che .. non ti saresti rimangiato la parola >> suonai patetica e disperata alle sue orecchie.
Aggrottò le sopracciglia e sospirò.
<< Alza la voce. Non ti ho sentito >> la sua voce graffiante mi fece indietreggiare.
<< Avevi detto che non ti saresti rimangiato la parola! >> più lo ripetevo, più mi sentivo sciocca.
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Mr. White
Romance> gli chiesi arrabbiata, i suoi occhi verdi mi guardarono con malizia. > anche se l'odiavo con tutta me stessa il mio corpo non poteva di certo essere d'accordo con la mia mente, ad ogni sua parola accattivante rispondeva > dissi perplessa, picchiet...
