16
«Allora, cosa ne pensi di Harry?» chiese Ashley.
I miei pensieri tornarono alla gara. Al fatto che, in quel momento, il mio destino stava correndo dentro due stupide auto.
«Dire che è un tipo particolare è riduttivo.» mormorai.
La bionda abbozzò un sorriso.
«È affascinante, non è vero?»
Magnetico, sì. Ma non m'interessava ammirarlo.
Il suo fascino era un'illusione: dietro c'era un temperamento insopportabile, lunatico, capace di farti girare la testa nel modo peggiore.
La sua camminata era affascinante.
Il suo modo di guardare, intenso.
La sua voce, così profonda, a volte—
Scossi la testa. Harry White non era di certo il tipo di persona da frequentare.
«Com'è a letto?» intervenne Indiana.
Il silenzio scese nell'abitacolo, il rumore del motore si fece assordante. Sentii lo sguardo azzurro di Ashley trapassarmi dallo specchietto retrovisore.
Nel cervello, come un flash, rividi loro due sul divano, le gambe di lei intorno al suo corpo, la sua voce rotta che ripeteva il suo nome. Quel ricordo m'infiammò le guance.
Pensa che Harry mi abbia toccata così?
Non l'avrebbe mai fatto. Non così. Non con me.
Ashley distolse lo sguardo da me per fulminare l'amica. Indiana si limitò a fare spallucce.
«Non l'abbiamo mai fatto.» dissi, piatta.
Le parole uscirono per conto loro. Non era contemplato fare sesso con Harry.
Non ero lì per quello. Non sarei MAI stata lì per quello.
«Notevole,» borbottò Indiana, decisamente troppo curiosa per i miei gusti.
«Indiana.» sibilò Ashley.
Non potei fare a meno di notare come il suo viso si distendesse, dopo la mia risposta.
Mi pentii di essere venuta con loro non appena la macchina si addentrò in un piazzale malridotto.
Davanti a noi, una casa in condizioni pietose.
«Questa è la casa dei Blackwood.» spiegò Ashley. «Qui aspetteremo il vincitore.»
La mia coscienza iniziò a grattarmi il cervello con furia.
Osservai la casa, inghiottita dal buio.
Il porticato, che circondava il piano inferiore, era pieno di vecchi mobili: una sedia a dondolo vicino all'ingresso, un tavolo scrostato con sedie traballanti. Il tempo e l'abbandono avevano rovinato tutto, scolorito tutto.
Il giardino era soffocato dall'erba alta, selvaggia.
Era evidente che quella casa fosse disabitata da anni.
«Non farti ingannare dall'aspetto» disse Indiana. «Fa schifo, ma ci siamo abituate.»
«Un posto curioso» mormorai. «Mi sfugge il motivo, però. Perché qui?»
Mi grattai la nuca. Ma il prurito era dentro, non lì.
«Perché è un luogo isolato.» rispose Ashley. «Perfetto per gente come Harry e come Ridge.»
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Mr. White
Romance> gli chiesi arrabbiata, i suoi occhi verdi mi guardarono con malizia. > anche se l'odiavo con tutta me stessa il mio corpo non poteva di certo essere d'accordo con la mia mente, ad ogni sua parola accattivante rispondeva > dissi perplessa, picchiet...
