CHAPTER 14

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 Harry guardò me e poi lui con occhi di fuoco. La rabbia lo stava mangiando. Con passi decisi venne verso di me per allontanarmi da lui.

<< La mia auto è parcheggiata qui fuori. Entraci dentro >> la sua mano mi spinse gentilmente verso l'uscita della stanza.

<< Grazie per essere qui >> sussurrai flebilmente contro i suoi capelli. Non disse nulla, annuì soltanto.

<< Vai, Ashley >> il suo tono non ammetteva repliche. 

Aveva la mascella serrata e i pugni stretti.  Mi girai verso John, per un' ultima volta prima di uscire. 

<< Ehi Ashley. Tesoro stai bene?>>  Lexi mi abbracciò. Le altre mi guardarono con occhi colmi di preoccupazione. Una piccola parte di me, sapeva che sarebbe accaduto. Che lui avrebbe avuto questa reazione, nel vedermi addosso la collana. 

Ma non potevo prevedere il resto: la conversazione, dura e aspra fra me e John. Le sue parole si erano infilate come chiodi nel mio cervello.

'' Quella piccola stella rossa mi era stata data per ripicca o per affetto ? '' 

Solo il tempo mi avrebbe risposto. 

E nel frattempo, potevo sentire i miei piedi camminare verso il patibolo. Avevo fatto la mia scelta, correndo un enorme rischio. Farsi nemico John White non conveniva a nessuno. Speravo soltanto che Harry, non mi lasciasse cadere giù. 

HARRY'S POV

<< La collana al suo collo sta li per un motivo >> ringhiai. 

Lo guardai con aria di sfida. << E' una regola che hai inventato tu. Eppure ti ritrovo qui, avvinghiato alla mia favorita >> 

Sollevò il mento, impettito. << Mi hai trovato avvinghiato a lei, perché quella collana perde totalmente di significato quando viene usata come arma e non come protezione >> 

Aggrottai le sopracciglia e continuai a restare in silenzio. Lui si limitò a far presenza. Serrando le labbra. Come se avesse deciso dentro di se, di avermi già detto fin troppo. 

<< Che diamine significa ? >> lo intimai. 

<< Che quella collana l'hai messa li per proteggerti da me. Per colpirmi, in egual misura. >> si avvicinò a me << Continui a fare i capricci come un bambino, usando Ashley come scudo verso il patto, verso Victoria >>

E scattai << Sei fuori strada e come al solito non capisci e non comprendi quali sono i miei reali interessi! >> sgolai, diventando paonazzo.

<< Si che lo so figliolo >> la sua postura rilassata era in netto contrasto con la mia, come due correnti che si scontrano.

<< No che non lo sai! >> gli puntai il dito contro.

<< Tu hai solo deciso per me. Ed io sto tentando con tutte le mie forze di stare al mio posto >> toccai il suo petto, desiderando di bucarlo con il mio dito. Desideravo infliggergli una ferita che non poteva essere rimarginata. Eterna, letale, come aveva fatto con me. 

<< Io e quella ragazza siamo in catene in casa mia. Mi disprezza, non mi desidera. E io ho già scelto con cui potermi consolare durante la notte >> staccò la mia mano dal suo corpo. Con cautela. Come se temesse che la mia carne, potesse sul serio diventare affilata come un' arma. 

<< Tu hai fatto la tua scelta anni fa. Io la mia adesso. Quella collana è nel posto in cui deve stare. >> alitai contro il suo viso e l'ombra di un sorriso iniziò a venir fuori. 

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