CHAPTER 1

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Mr. White

PROLOGO - 18 ANNI PRIMA NELLA CASA DEL DOTTOR JAMES

Le urla di Lisa mi graffiavano le orecchie. Nel corridoio stretto della casa del dottor James il buio sapeva di disinfettante e paura. Massaggiai con dita tremolanti le mie tempie addolorate e cercai, invano, di respirare profondamente. Contai i passi fino a dieci, poi ricominciai. Non dovevano trovarci, non stasera. 

<< vedo la testa! >> gridò il dottore << spinga ancora signora! >> mi appoggiai al muro freddo e chiusi gli occhi. Poi il pianto: breve ed acuto.

<< è una femmina >> annunciò. Quando entrai, vidi Lisa stringere la bambina come un talismano. Aveva il viso bagnato di sudore, i capelli incollati alla fronte, ma negli occhi c'era luce.

<<A- Andrew >> balbettò Lisa, stringendo la bambina ancora sporca del suo sangue. Deglutii e attraversai la porta, lacrime amare scendevano rapide sul viso di quella donna che aveva perso speranza e l'unica persona che le desse forza: mio fratello.

<< avvicinati, vieni a conoscere tua nipote >> bagnai i contorni della mia bocca e annuii.  Mi avvicinai al suo letto e osservai con occhi dolci la piccola.

<< come la chiamerai? >> domandai, scalfendo con le mie dita grandi una sua guancia.

<< Victoria...mi è sempre piaciuto questo nome >> la coccolò dolcemente fra le sue braccia esili e si girò verso di me << tu sai cosa devi fare >> in qualche modo sapevo che per lei sarebbe stato più difficile di quanto potessi immaginare.

<< si lo so >> guardai incuriosito Victoria, quando vidi le sue piccole palpebre aprirsi. Dell'amara malinconia attraversò tutto il mio corpo. I suoi occhi...

Strinsi le mie mani in due pugni e serrai la mascella << ha i suoi stessi occhi >> mormorò Lisa flebilmente.

<< quella canaglia non dovrà torcerle nemmeno un capello >> ringhiai. John White è un uomo pericoloso e più folle del sottoscritto.

<< non deve succedere >> scosse la testa la donna al mio fianco e strinse d'istinto la neonata.

<< è stata molto brava Lisa >> si complimentò James con voce calda << ha già pensato ad un nome? >>

<< Victoria, Victoria Turner >> le labbra le tremarono. Annuii. Turner al posto del nostro cognome: doveva sparire ogni traccia che la legasse a noi. 

<< scusi Lisa, voglio solo pulirla >> le piantò un piccolo bacio sui capelli bagnati e lasciò la piccola nelle sue mani.

<< portala via oggi stesso >> mi guardò con intensità. Non avevo mai amato particolarmente gli occhi scuri, ma i suoi riuscivano ad essere luminosi, nonostante tutto. Le sorrisi e aprii la mie braccia per lei << ho tanta paura >> piagnucolò.

<< ti prometto che John non troverà tua figlia, ho già pensato a tutto...lascia che rettifichi la situazione, okay? Ho già un posto. Non faranno domande >> annuì e tirò su col naso. Le sue dita tremolanti spostarono una ciocca di capelli dietro ad un orecchio.

<< John pensa che sono ancora all'ottavo mese, mi crede all'ospedale per fare gli ultimi controlli per sapere la data di scadenza, non sa che sono in questo posto, dove sono i suoi scagnozzi? >> chiese allarmata con occhi sbarrati.

<< ci ho pensato io >> la informai con tono pacato. Come un fulmine, ricordai le loro facce arrabbiate e le loro parole incomprensibili a causa dello scotch sulle loro bocche. Chiusi la porta a chiave mentre i miei occhi, in modo fugace, videro i loro corpi dimenarsi bruscamente, i nodi  stretti accuratamente alle loro mani e alle loro braccia, erano abbastanza resistenti. Ringraziai i miei complici per il lavoro svolto e li pagai. Non tolsero il passamontagna dalle loro teste nemmeno dopo aver sistemato la '' faccenda '', non vidi mai i loro volti, oltre quello del loro capo. Un uomo abbastanza taciturno, avido di soldi e non curante del resto. Noi Clark d'altronde, non siamo di certo migliori dei White, siamo soltanto una delle tante famiglie di New York che hanno scelto d'intraprendere un cammino poco onorevole per il vile denaro. E in questa partita, John White non avrebbe vinto.

Mr. WhiteDove le storie prendono vita. Scoprilo ora