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Entrammo dentro l'enorme villa. Il salone sembrava uscito da un sogno vittoriano: luce calda, stucchi dorati, profumo di vino. Emanava calore. Al suo interno, la fiera della vanità era in atto. Capii subito perché Harry avesse scelto con tanta cura il negozio. All'interno c'erano donne bellissime con abiti così raffinati da sembrare dipinti. E il mio, per i miei occhi inesperti, sembrava all'altezza della serata. Anche gli uomini erano tutti in tiro, pareva più di assistere ad un ballo di classe che ad una festa. Harry si fermò parecchie volte a salutare alcuni uomini e soprattutto si fermò a salutare delle donne.
<< Harry chi è la tua amica? >> due donne, sulla cinquantina, mi guardavano incuriosite. Era tutto così altezzoso, fuori dalla mia portata.
Decisi di estraniarmi e guardai all'insù: sopra la mia testa c'era un meraviglioso lampadario di cristallo. << Lei è Victoria Turner, la mia accompagnatrice >> rispose lui, con la sua calma infastidita. . Mi lanciarono varie occhiatacce. Il mio atteggiamento scortese le aveva infastidite. << Se volete scusarci >> aggiunse Harry, e mi trascinò via.
<< fai parte dell'arredamento della casa o intendi comunicare come fanno le persone? >> mi provocò.
<< No, faccio parte dell'arredamento della - tua - di casa >> scosse la testa, aggrottando le sopracciglia.
<< Ti comporti come una bambina >>
<< Harry! >> lo chiamò un uomo, la voce profonda e allegra. Aveva sulla quarantina, capelli brizzolati e un sorriso sincero.
«Finn!» rispose lui. Si abbracciarono come vecchi amici.
«Come vanno le cose, ragazzo?»
«Abbastanza bene,» replicò Harry, nascondendo qualcos'altro dietro la facciata. Quell'uomo mi guardò e mi rivolse un sorriso sincero.
<< E questa splendida signorina al tuo fianco? >> si voltò verso di me.
<< Lei è Victoria Turner >> rispose gentilmente alla sua domanda. Sfoderai un sorriso forzato.
<< Allora, che ne pensate della festa che ho organizzato? >> sgranai gli occhi quando mi resi conto che il proprietario della villa era di fronte a me.
<< Molto piacevole Finn, vedo che hai invitato tutti >> Harry e lui incominciarono a conversare. Non l'avevo mai visto così. Con la faccia distesa. Sembrava dimostrare finalmente i suoi ventitré anni.
«Avrei invitato anche tuo padre,» disse, «ma so che è sempre... impegnato.»
Per un attimo, il viso di Harry si fece duro.
«Sì, mio padre è un uomo molto impegnato.» Tagliò corto, freddo.
Finn parve capire e si congedò con eleganza. << Allora ci vediamo dopo ragazzi >> e i miei pensieri sul padre di Harry si allontanarono.
«Amico mio, ti cercavo!»
La voce arrivò da dietro, allegra. Mi voltai di scatto.
«Terence!»
Si abbracciarono con la spontaneità che non avevo mai visto in Harry.
«E lei?» chiese il nuovo arrivato, sorridente.
<< Lei è Victoria, Terence >> si guardarono con intesa e abbassai la testa imbarazzata.
<< Piacere di conoscerti Victoria >> alzai lo sguardo verso quel ragazzo dagli occhi color nocciola e gli sorrisi falsamente.
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Mr. White
Romance> gli chiesi arrabbiata, i suoi occhi verdi mi guardarono con malizia. > anche se l'odiavo con tutta me stessa il mio corpo non poteva di certo essere d'accordo con la mia mente, ad ogni sua parola accattivante rispondeva > dissi perplessa, picchiet...
