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HARRY'S POV
Era li in piedi a guardami con le braccia incrociate al petto.
<< Allora? >> le chiesi, mettendomi comodo sul divano.
<< Tanto lo so che stai per chiedermi qualcosa. Riesco a vedere da qui il tuo cervellino girare >>
I suoi occhi grigi, troppo grandi, si puntarono ai miei. Fermi, decisi.
<< Quindi troverai il modo? >> continuai a studiarla. Il suo viso, le sue labbra rosee, i suoi capelli lunghi e scuri che facevano da contrasto con la sua pelle chiara. Era un quadro rinascimentale vivente..
<< Di fare cosa? >> parlai con voce assopita.
<< Di trovare quell'uomo. Di capire chi è >> mi leccai le labbra distrattamente.
<< È quello che intendo fare, ma tu l'hai già sentito >> accavallai le gambe e sprofondai contro il divano.
<< Cody.. potrebbe aver ragione ? Sul fatto che - >> sapevo che quella domanda sarebbe arrivata. La speranza nei suoi occhi era così evidente..
<< È da vedere >> la interruppi bruscamente.
Serrò la mascella e mi lanciò un'occhiataccia.
<< Ma potrebbe essere >> sibilò indispettita.
<< È da vedere >> le feci muro.
Il nostro battibecco si prese una pausa.
E tornai ad osservarla. Cominciando a cogliere ogni minimo particolare che la riguardava: gli zigomi che le si arrossavano quando diventava nervosa, il piccolo neo vicino alla sua bocca, il suo seno prosperoso che si muoveva su e giù quando il suo corpo compieva un movimento troppo repentino - il che mi faceva intuire che fosse morbido.. e il solo pensiero mi provocò un brivido di piacere nell'inguine.
Mi schiarii la voce e mi preparai a dirle dell'evento che si sarebbe verificato l'indomani.
<< Domani sera mio padre verrà qui. Ci sarà un incontro con persone che fanno parte della nostra " cerchia " >> enfatizzai sull'ultima parola.
<< Quindi sarà meglio per te, rimanere di sopra >> abbassò la testa e annuì bruscamente.
<< Come vuoi >> rispose piatta.
Mi accesi una sigaretta e aspirai un tiro lungo. Avevo bisogno di scaricare un po' di tensione.
<< Non è nulla di personale, Victoria. Ma non credo che tu voglia mostrarti a quei buffoni. Non sei un'animale >>
'' non voglio che gli altri ti vedano '' aggiunse la mia voce interiore e chiusi gli occhi, frustrato.
<< Ma sono la tua cameriera o almeno una specie >> la sua voce era dura, ma calma.
Aggrottai le sopracciglia in risposta.
<< Sto solo cercando di farti un favore >> borbottai.
<< Si, certo >> sbuffò << Vado in camera mia, sono stanca >> annunciò.
Ma prima di attraversare gli scalini, la vidi lanciami un'occhiata fugace.
<< Stupida >> farfugliai.
*IL GIORNO DOPO*
VICTORIA'S POV
Un rombo lungo e prolungato faceva da eco fra le nuvole che ricoprivano la villa White.
Ogni tanto le sue luci ci raggiungevano, squarciando il buio della sera.
L'odore di acqua piovana mi pizzicò il naso e mi affrettai a chiudere il piccolo balcone della mia camera.
Nel frattempo, gli invitati iniziarono ad arrivare. Riuscivo a sentire le loro voci ovattate dal piano di sotto. Il padre di Harry aveva organizzato una festa, ma si trattava più di un incontro intimo fra amici fidati. Sarebbero stati presenti anche i padri di Terence, Cody e altri che non conoscevo. Mi aveva intimato di restare al piano di sopra, dicendomi che la mia presenza avrebbe causato " distrazioni indesiderate ".
E potevo immaginare quali..
Sarai stata vista come un barattolo di miele ambulante, messo lì, per attirare e sfamare ogni sorta d'insetto.
Una tortura lenta e agonizzante.
Ed io non ero fatta di miele e John White non era Vlad l'imperatore.
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Mr. White
Storie d'amore> gli chiesi arrabbiata, i suoi occhi verdi mi guardarono con malizia. > anche se l'odiavo con tutta me stessa il mio corpo non poteva di certo essere d'accordo con la mia mente, ad ogni sua parola accattivante rispondeva > dissi perplessa, picchiet...
