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Aveva passato tutta la notte a pensare. Immaginare Kate, sola in ospedale in balia degli eventi, non lo aveva fatto dormire.
Era mattina presto quando, cercando nella rubrica del suo telefono, trovò il numero che cercava. Era salvato sotto un nome inequivocabile: "Big R", dove R stava per Russel. Non sapeva nemmeno se fosse il nome o il cognome, tutti però lo chiamavano Big R. Ed a ragione, visto che era veramente grosso ed alto. Era stata la sua guardia del corpo durante uno degli ultimi eventi ai quali aveva partecipato, più per scena che per necessità, come aveva sostenuto Gina, visto che al massimo, quando non era con la detective, chi lo assaliva era qualche ragazza un po' troppo calda.
Mettersi d'accordo con Big R non fu difficile. Lui aveva sempre voluto definirsi come un freelance, e quindi senza un padrone a cui dover far riferimento. Era solo una questione di soldi e Rick lo avrebbe pagato bene, e non solo a lui. Gli aveva chiesto di trovare altri "come lui" per poter organizzare una sorveglianza h24 fuori dalla stanza di Kate. Big R gli disse che non doveva preoccuparsi. Pagando, lui ne avrebbe trovati quanti ne voleva. Castle si fidò, e lasciò tutta l'organizzazione in mano a lui, non voleva sprecare energie per preoccuparsi di cose così materiali. Avvisò solo Corwin, che subito provvide ad autorizzare la presenza degli uomini di sicurezza nel reparto.
Big R lo richiamò appena ebbe preso posizione e gli assicurò che almeno due uomini si sarebbero alternati in tre turni giornalieri. Tutte persone fidate, aveva sottolineato. Amici suoi, gente d'onore, e nel suo gergo voleva dire che non si sarebbe dovuto preoccupare della loro fedeltà alla causa.
Castle non si sentiva più sicuro. Qualunque cosa ci fosse dietro a tutto questo, era terribilmente grande e potente e non sarebbero state due guardie fuori dalla porta a fermare un ulteriore tentativo di aggressione. Ma era l'unica cosa pratica che poteva fare per lei, per sentirsi meno inutile.

Dopo qualche ora lo chiamò Jim. Era appena stato in ospedale e gli avevano confermato che Kate avrebbe potuto rimanere lì per tutto il tempo in cui avrebbe necessitato delle cure ospedaliere.
Lo ringraziò per il suo interessamento, dicendosi molto sollevato che la figlia potesse continuare a ricevere le ottime cure del Presbyterian senza essere spostata altrove. La sua situazione era ancora molto grave ed i tempi e i modi di recupero ancora incerti. Per quanto Castle cercasse di dimenticarselo, la situazione di Kate era quella. Era grave, anche se ogni volta che la vedeva lui si sforzava di cercare dei piccoli miglioramenti, fossero anche solo la maggior forza con la quale stringeva la sua mano.
Passò in ospedale tutto il pomeriggio e rimase più del solito, sempre in silenzio, spiegandole che aveva corrotto tutte infermiere per concedergli di passare più tempo con lei. Quando Beckett roteò gli occhi verso l'alto Rick si lasciò andare in un gran sorriso. Certe cose forse non sarebbero mai cambiate.

Esposito e Ryan passarono da Castle appena usciti dal distretto.
Nessuna novità. Ancora nessuna novità.
Ripercorrevano incessantemente le ultime tracce lasciate da Kate nella sua folle ricerca, ma niente.
"Nessuna novità". Queste due parole stavano facendo impazzire Castle.
In compenso, i due detective avevano condiviso la sua decisione di far proteggere Kate, per quel poco che gli era possibile, mentre era in ospedale. Erano gli unici a saperlo, oltre al personale del Presbyterian. Non voleva pubblicizzare troppo la cosa, per vari motivi. Primo fra tutti, non volevano dare a vedere quanto fossero ancora preoccupati per la situazione. In secondo luogo, perché Kate sarebbe stata la prima a non apprezzare il gesto e poi spiegarglielo avrebbe voluto dire ammettere troppe cose.
Stavano aspettando l'ascensore al piano di Castle quando videro uscire il sindaco, accompagnato da un distinto signore vestito in modo elegante. Salutarono il primo cittadino rispettosamente ed il suo amico con un segno del capo, convinti che fosse una faccia già conosciuta, ma non ci prestarono troppa attenzione. Dopodichè presero l'ascensore ed andarono via, proprio mentre quest'ultimi suonavano al campanello di Castle.

- Ciao Bob! Sei il primo ad arrivare, come sempre! - Lo salutò Rick invitandolo ad entrare.

- Ciao Rick! Ti presento il mio amico, il senatore William Bracken. - L'uomo sorrise a Rick, allungando la mano per stringergliela calorosamente.

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