Matthew
Il suo odore invade le mie narici appena sveglio. Ancora una volta abbiamo dormito insieme fregandomene delle sue parole die ieri sera. Lei non vuole alcuna relazione, non vuole tornare a vivere, vuole semplicemente essere dedita al suo lavoro e io le farò cambiare idea. Fosse l’ultima cosa che faccio su questa terra la riuscirò a conquistare e a farla diventare mia perché lei ha bisogno di questo. Catherine ha bisogno di un uomo che si ingelosisca quando lei viene a contatto con gli altri uomini, ha bisogno di qualcuno che le porti la colazione a letto, ha bisogno di qualcuno che sia suo amico, che diventi suo complice.
La stringo tra le mie braccia facendo finta che sto continuando a dormire. Non voglio che si svegli e che scappi via da me. Nel frattempo mi beo della sua fragranza al lampone che mi fa girare vertiginosamente la testa. Ha un buonissimo profumo e io potrei drogarmi dello stesso. Accarezzo leggermente i capelli di quella che potrebbe essere la mia donna nella speranza che non si svegli. A tutto questo penso che mi ci potrei abituare perché mi è mancato tutto ciò. Mi è mancato condividere il mio letto con una persona speciale, portarle la colazione e svegliarla con e mie carezze. Guardarla dormire però rimane la prima in tutta la classifica perché vedere la tranquillità con cui dorme rispecchia quella mia mentre la guardo.
Catherine si sveglia improvvisamente puntandomi i suoi occhioni. Li strofina e poi continua a guardarmi come se non capisse cosa sia successo. Ieri sera le ho prestato dei miei vestiti: la tuta di un pantalone e una maglietta bianca che devo ammettere sta meglio a lei che a me. Ho deciso di regalargliela, o magari di tenerla qua quando si ritroverà nel mio letto.
<< Buongiorno. >> dice seria guardandomi negli occhi. E forse vedo aria di tempesta. << Cosa ci faccio qui? Di nuovo? >> domanda alzandosi sui gomiti per guardarmi meglio.
<< Ti sei addormentata tra le mie braccia e non volevo svegliarti. Così ti ho portata in camera mia, ti ho spogliato e ti ho messo addosso i miei vestiti per farti dormire comodamente. >> tralascio appositamente la parte in cui mi sono tremendamente eccitato nel vederla con un reggiseno in pizzo nero coordinato a delle mutandine striminzite. Al solo pensiero mi sento nuovamente male.
<< E non è successo nient’altro? >> domanda preoccupata. Forse se fosse successo veramente qualcosa si sarebbe allontanata? Non ci voglio neanche pensare.
<< Tu avresti voluto che succedesse qualcosa? >> la provoco sperando di ottenere una qualsiasi reazione. Qualsiasi, ma per favore reagisci a questa merda di vita.
<< Mi stai provocando? >> risponde di rimando facendomi sorridere. Ed ecco che è tornata ad essere la Catherine che ho conosciuto il primo giorno. Quella scherzosa, quella che non si fa sopraffare da nessuno. Le confesso che forse ha ragione ma che in fondo non le darei mai la piena certezza. Per come è fatta so per certo che si vanterebbe di aver conquistato un uomo come me, quindi per sicurezza è meglio rimanere sul vago. << Sai che a volte sei fastidioso? >> domanda retoricamente facendomi ancora una volta ridere di gusto. Lei è l’unica che lo sa fare da quando è morta Clara. Fino ad adesso solo risate forzate, finte. D’un tratto mi faccio serio guardandola negli occhi.
<< Te la senti di andare al lavoro oggi? >> le domando cercando di raccogliere quante più informazioni possibili sul suo stato d’animo. Catherine scuote la testa ignorando la mia domanda. Si alza dal letto mostrandomi le sue cosce ormai nude dato che nella notte ha deciso di spogliarsi perché sentiva troppo caldo. La cosa assurda è che non si è ancora accorta di niente e sta camminando indisturbata per la mia stanza con delle sole mutande in pizzo che lasciano poco all’immaginazione. Fortuna che buona parte del suo sedere sia coperto dalla mia maglietta perché sennò in questo momento non sarei sicuramente su questo letto a guardarla camminare indisturbata. Mando un messaggio a Simon avvertendolo della mia totale assenza. Se lei non vuole andare al lavoro, bhe non ci andrò neanche io.
<< Cosa ti ho detto di umiliante eri? >> m domanda infilandosi i pantaloni della tuta e lasciandomi desiderare il suo corpo. Mentre li indossa arrossisce inevitabilmente facendomi ancora una volta sorridere della sua ingenuità. Anche se ad essere sincero non penso affatto che lei sia un tipo timido e facilmente imbarazzabile. Decido coì di provocarla e di farle saltare i nervi osservando la sua reazione alla mia affermazione. Le ricordo della mia domanda sui sentimenti nei confronti de suo ex e la sua inequivocabile risposta. Spero che quelle sue parole siano dettate semplicemente dal suo dolore e che non pensi che sia ancora innamorata di quello stronzo. Spero tanto che si penta di quelle parole e che mi chieda scusa per essere stata così superficiale e non aver badato ai miei sentimenti.
<< Non penso tutto ciò che ho detto, ma rimane il fatto che per liberarmi di tutta questa storia devo avere delle spiegazioni. >> e ovviamente ciò implicherà una sua possibile vicinanza al suo ex.
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Hug my heart
Chick-LitCatherine Stewart è un giovane avvocato pronta a lottare per i propri clienti. Grazie alla sua ambizione è riuscita a realizzare il suo più grande sogno: diventare l'avvocato di una delle società più rinomate di quel momento. Cosa potrebbe succedere...
