Catherine
«Adam non penso di potercela fare. Quando il mio ipotetico capo mi ha chiamata questo fine settimana l'ho praticamente attaccato convinto fosse quell'iperprotettiva di mia madre. Mi spieghi ora come dovrò a affrontare questa "colloquiale conversazione", come la definiscono, con il mio capo? No, io...»
«Cat calmati. Vedrai che andrà tutto bene. E poi è stato semplicemente un equivoco. Cosa potrebbe farti per una cosa del genere? Stai delirando, bambina.»
«Smettila di chiamarmi così. Lo Sai perfettamente che quel nomignolo mi manda fuori di testa e credimi se ti dico che in questo momento sarei anche capace di ucciderti.» affermo convinta di me mentre gli mostro il mio temibile pugno, così forte da fargli cadere, a parer mio, tutti i denti.
Sarò licenziata prima ancora di farmi assumere, ne sono più che certa! Ecco a cosa mi riferisco quando dico di essere così sfortunata. Ammetto che ci possano essere persone molto meno fortunate di me, ma a questo punto penso che sia proprio una punizione divina. Mi agito sulla sedia della piccola cucina mentre continuo ad osservare il mio cellulare. Sto aspettando una semplice chiamata, la chiamata che avrebbe cambiato la mia vita. Un lavoro non è qualcosa che trovi facilmente, è più difficile da trovare di un tesoro e io in questo momento sono tentata di lasciarlo sotto terra. Qualcuno prima o poi lo troverà e io sicuramente non posso aspirare a qualcosa di così umiliante.
«Bambolina è tardi. Se verrai licenziata ancora prima di essere assunta stai tranquilla che non è sicuramente a causa della tua ipotetica insolenza, ma perché hai fatto tardi. Quindi adesso datti una mossa, pantaloni in spalla e vai. Hai superato la sezione di modelle, perché non dovresti affrontare e superare anche questa?» Bellissima domanda. Perché? Forse in fondo preferisco diventare una famosa modella, almeno avrei impiegato la mia risorsa intellettuale in qualche cosa di diverso piuttosto che utilizzarla per uno stupido impiego da avvocato.
Mentre i miei pensieri prendono il sopravvento il mio coinquilino sembra preoccupato per me, così preoccupato da inginocchiarsi davanti alla sottoscritta sorreggendosi con le mani sulle mie ginocchia tenute strette per la paura che si sta propagando nel mio esile corpo.
«Sarà un vecchio al quale non importa niente della sua azienda. Non puoi mollare per uno stronzo patentato. Non puoi gettare il tuo sogno nella spazzatura per un vecchio che non sa rispettare i suoi ipotetici dipendenti. È uno stronzo e allora? Catherine tu sei più in gamba di lui. Hai superato un tradimento, sopporti le mie stronzate, vivi in uno stupidissimo monolocale con una finestra, un divano letto e un bagno. Dormi con il sottoscritto e a volte preferisci dormire fuori pur di non sentire le urla della mia donna. Cat sei una tosta e le toste combattono vincendo le sfide. Quindi ora alza quel culetto meraviglioso dalla sedia e vai di corsa in quella maledettissima azienda.»
Giuro che quasi sto iniziando a piangere per il suo lungo soliloquio. Adam sarà anche una grandissima testa di cazzo, ma la verità è che gli voglio un mondo di bene. In poco tempo è riuscito ad abbattere i muri che avevo creato per autodifendermi dal mondo esterno dopo la dura coltellata di mia cugina e del mio ex ragazzo. Quasi rido al solo pensiero che solo qualche mese fa indossavo un meraviglioso anello di fidanzamento mentre adesso piango per uno stupidissimo lavoro che, come ha appena rivelato Adam, ho sempre voluto intraprendere sin da bambina.
«Pantaloni in spalla, Adam? Sei serio? Si dice "gambe in spalla".» rido della sua ingenuità mentre il ragazzo di fronte a me mi guarda perplesso.
«Cazzo, vedi? È questo quello che intendo! Forza Cat alzati e spacca il culo a tutti lì dentro!» urla dopo che mi sono alzata dalla sedia e lasciandomi una leggera pacca sul sedere. Ha ragione: devo darmi da fare perché non sarà la vita a sconfiggere me, sarò io a sconfiggere la vita perché in fondo ha ragione Adam. Io sono sempre stata una ragazza forte, non mi sono mai fatta abbattere dalle difficoltà e questo non accadrà neanche ora.
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Hug my heart
ChickLitCatherine Stewart è un giovane avvocato pronta a lottare per i propri clienti. Grazie alla sua ambizione è riuscita a realizzare il suo più grande sogno: diventare l'avvocato di una delle società più rinomate di quel momento. Cosa potrebbe succedere...
