Catherine
«Sei sicuro che io ti conosca?» la verità è che da quando è entrato non riesco a capire ancora chi possa essere. Non auguro a nessuno di perdere la memoria, neanche al mio peggior nemico perché alla fine dei giochi nessuno merita di vivere un'esperienza simile. Avere alle spalle una confusione così grande da sentirsi quasi morire.
Una risata arriva da dietro la porta. Una risata che mi provoca uno strano torpore allo stomaco, quasi un vuoto.
«Non ti arrendi non è vero? E poi perché non vuoi capire che hai avuto il piacere di conoscere una persona come? Una persona così bella?»
«Scendi, perché odio le persone che si vantano!»
«Lo so bene e mi fa piacere che almeno su questo tu non sia cambiata.» afferma incrociando le braccia e mostrando un tenue sorriso. Istintivamente sorrido non riuscendo a capire quello che mi stesse succedendo.
«Da una parte sono consapevole di conoscerti, ma dall'altra parte, una parta di me, sa benissimo che non dovrebbe fidarsi.» gli confesso non riuscendo a trattenere i miei pensieri. Parlare cuore a cuore con lui sembra così automatico che mi stupisco pure di me stessa conoscendo il mio timido, per certi versi, carattere.
Matthew, o almeno ho capito che si chiami così, si avvicina lentamente a me. La sua mano si poggia sulla mia. La stringe per poi guardarmi dritto negli occhi. Gli stessi occhi che, non so per quale e assurdo motivo riescono ad infondermi una sicurezza tale da mettermi quasi paura.
«Non so se ho preso la giusta decisione. Ma ho una voglia matta di fare una cosa che forse non ti piacerà per niente. Non mi interessa se andrò incontro a qualcosa di pericoloso ma lo devo fare per me. Per te. Per noi!» le sue parole continuano a causarmi una confusione tale da non riuscire più a capire che -cosa stia succedendo veramente. È come se fossi stata catapultata in un'altra dimensione, una dimensione per certi versi più serena rispetto alla realtà dolorosa in cui mi ritrovo.
Lo vedo avvicinarsi a me lentamente. Occhi contro occhi. Forse sbaglio, ma sento il mio cuore sincronizzato con il suo battito: cuore contro cuore. Anima contro anima. Perché sì, lo sento. Lo sento come mi vuole. Sento quella passione che ci lega, quell'attrazione fisica che sembrava inesistente e che invece si sta manifestando solamente ora.
Labbra contro labbra. E sembra di vivere in un altro pianeta, un pianeta dove tutto è più bello. Gli stessi pianeti che vediamo nei cartoni animati: pianeti pieni di colori e fiori.
Un brivido percorre il mio stomaco, lo stesso brivido che sale lungo la mia pelle per arrivare al mio cuore.
«Dimmi che hai sentito quello che ho sentito io!» esclama poggiando la sua fronte sulla mia. Respiro contro respiro. Pelle contro pelle. Occhi contro occhi.
Tutta la paura che avevo in quei pochi minuti in cui mi guardava sembra essere sparita. Adesso è come se vivessi in una favola meravigliosa, una di quelle che quando ti svegli trovi il tuo principe azzurro al tuo fianco.
«Chi sei veramente? E cosa vuoi da me?» domando incuriosita. E se lui potesse essere l'unico in grado di far riaffiorare in me tutti i ricordi passati? Necessito delle risposte penso che lui possa essere l'unico in grado a darmele.
«Vuoi sapere veramente chi sono?» domanda incredulo dell'interrogativo che gli ho appena posto. Annuisco tacitamente. In cuor mio so già che lui sa la risposta. Lo vedo dai suoi occhi e dalla sua voglia matta di rivelarmi tutti i misteri della mia vita.
«Che sei un avvocato te lo ricordi non è vero?» non capisco a cosa possa essermi utile questa domanda. Alla fine io voglio altri tipi di risposte.
«Si, so che sono un avvocato e che questo è sempre stato il mio più grande sogno.» affermo decisa. In fondo questa è l'unica reale certezza che io ho.
«Lavoravi nella mia azienda. O per meglio dire: lavori. Ti ho assunta solo qualche mese fa e in soli pochissimi giorni hai praticamente fatto faville all'interno del mio studio.»
«Perché sono stata assunta?» domando incuriosita. Non pensavo che un uomo del genere potesse assumermi. In fondo mi avete vista. Non sono tutto quel gran vedere e lui è un uomo importante che tra le altre cose mi ha appena baciato. «Perché mi hai baciata se sono una tua dipendente?» continuo poi incuriosita. Lui mi potrà dare tutte le risposte di cui necessito.
«Abbiamo una relazione. Stiamo insieme da poco anche se tu non ti vuoi decidere ad ufficializzare la cosa. Hai una paura che ti possano prendere per una poco di buono.»
«Ciò significa che stiamo insieme di nascosto?»
«Solo poche persone sanno di questa relazione e penso proprio che una di queste sia stata proprio la causa di questo assurdo incidente.» le sue parole mi mettono i brividi. Non gli stessi che mi avevano causato i suoi casti baci. Dei brividi di paura, quasi di terrore. Dei brividi che mi fanno capire quanto io abbia paura per la mia incolumità.
«Chi è stato?» domando digrignando i denti per la rabbia.
«Non lo sappiamo. Ma fino a qualche tempo fa ero io in quel tuo stesso letto. Fino a qualche settimana fa volevano uccidermi per impossessarsi della mia azienda. E di fatto anche se mio fratello è fuori dai giochi, rimane la stessa persona che ci ha provato con te in tutti i modi possibili. La stessa persona che penso che sappia perfettamente che il tuo cuore mi appartiene, ma che non si dà per vinto fino a quando non avrà in mano i suoi due trofei più importanti: tu e la mia azienda.»
«Ryan?»
«Ti sei ricordata qualcosa?» domando incredulo che tra le tante cose potrebbe ricordare, ricordi proprio un viscido bastardo come lui.
«No, ma ho questo nome che vaga nella mia testa. Non sono riuscita ancora ad associarlo ad un volto, né tanto meno ad una persona, ma a quanto pare penso di aver indovinato, non è vero?»
«Si, è proprio lui. È un socio alla pari, uno di quelli che non si dà per vinto fino a quando non diventerà un socio di maggioranza.»
«E il mio compito qual è stato fino ad ora? Perché mi hai assunta?» un sorriso quasi a trentadue denti incide il suo volto.
«Ti ho assunta per contrastare la sua malvagità e devo dire che ci sei quasi riuscita. Il tuo piano era semplicemente quello di attrarlo a te e anche se mi ha sempre dato fastidio ti ho sempre lasciato fare.»
Le sue parole mi fanno riflettere. Mi ha assunta con uno scopo preciso e alla fine ho intrapreso una vera e propria relazione con questo uomo. È stato disposto a farmi giocare sporco pur di raggiungere i suoi obiettivi e fino ad ora non si è mai arreso, anche quando ho cercato in tutti i modi di cacciarlo via dalla mia inutile vita. Fino alla fine è rimasto al mio fianco e questo mi dà seriamente da pensare. Se fino a qualche tempo fa ho avuto dei seri dubbi sulla sua persona, per quello che mi ha raccontato, ora non penso che dovrei averne più.
«A che cosa stai pensando?»
«Che dovrei imparare a fidarmi di te in ogni caso.»
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Hug my heart
ChickLitCatherine Stewart è un giovane avvocato pronta a lottare per i propri clienti. Grazie alla sua ambizione è riuscita a realizzare il suo più grande sogno: diventare l'avvocato di una delle società più rinomate di quel momento. Cosa potrebbe succedere...
