-"B- Benjamin..." Lo chiamò il più piccolo e si strinse a lui.
-"Dimmi amore, dimmi." Rispose il maggiore mentre continuava ritmicamente a spingersi nel corpo del suo fidanzato che non poteva fare a meno di gemere e contorcersi dal piacere.
-"V- voglio tornare a vivere qui."
La bocca del moro si spalancò quando sentì quelle parole, da quando erano tornati insieme non faceva altro che chiedergli di tornare a vivere con lui, di tornata a condividere tutto ciò che gli succedeva, la loro quotidianità, Benjamin gli aveva proposto di viverlo il più possibile e averlo di nuovo a casa sua non poteva essere che la cosa giusta da fare, da quando erano tornati insieme il moro non faceva altro che desiderare di riaverlo a casa sua, nel suo letto, tra le sue braccia ma sentirsi dire ciò che tanto voleva lo aveva sorpreso, Federico lo aveva sorpreso ancora una volta.
Federico voleva tornare a vivere a casa sua, voleva tornare a vivere con lui.
-"N- ne sei s- sicuro?" Gli chiese balbettando e ingoiò a vuoto, fermò le sue spinte per poter vivere al meglio quel momento, non voleva che le parole dette dal più piccolo fossero solo dovute al momento, voleva che le sentisse davvero.
Il più piccolo si sistemò meglio e fece in modo che i loro occhi si incontrassero prima di sorridergli.
-"Come posso non esserne sicuro?" Gli chiese retorico e iniziò ad accarezzargli la guancia. "Proprio come mi hai detto tu tante volte, io voglio viverti e quale modo migliore di farlo se non vivendo insieme?
Voglio tornare a vivere qui, viverti nella tua quotidianità e condividerla con te la mia, voglio poterti dire, quando ci separiamo, 'ci vediamo a casa', voglio avere un posto da chiamare casa nostra.
Voglio che tu sia la mia casa, Benjamin." Concluse.
-"Sarò per te tutto ciò che vuoi, fiorellino." Rispose Benjamin e gli scostò i capelli dalla fronte. "Ti amo."
-"Ti amo anch'io."Quella notte i due ragazzi si donarono, ancora una volta, tutto ciò che avevano, si donarono tutto ciò che erano affinché l'altro potesse scoprirlo del tutto, si dedicarono parole sentite dal profondo del cuore, parole che narravano la storia del loro amore.
Anche quella notte Benjamin e Federico si donarono del tutto.
Il sole era alto nel cielo, gli uccellini avevano iniziato il loro canto melodioso, New York aveva dato il via alla loro ennesima giornata di lavoro mentre due ragazzi innamorati erano ancora persi nel mondo dei sogni, stretti l'uno all'altro dopo aver trascorso una delle notti più belle delle loro vite.
I raggi del sole illuminavano tenuemente la stanza dai colori chiari, illuminava la testa bionda di Federico posta sul petto nudo del moro mentre questo gli cingeva i fianchi con un braccio e l'altro si confondeva tra le candide lenzuola che coprivano i loro corpi nudi.
-"Mh..." Mugolò il più grande, mosse le mani lentamente e strinse gli occhi nel tentativo di addormentarsi nuovamente.
Il rumore di qualcosa che cadeva, proveniente dalla stanza accanto dove sicuramente una delle domestiche stava pulendo, lo svegliò del tutto e imprecò contro chiunque avesse interrotto quel suo meritato riposo.
-"Mh." Mugolò nuovamente e sbatté più volte le palpebre prima di mettere a fuoco la stanza che lo circondava, un tenero sorriso comparve sul suo volto quando vide il ragazzo dal ciuffo biondo dormire beatamente sul suo petto, stretto a lui e con un sorriso appena accennato, ma che a lui sembrava la cosa più bella del mondo, stampato sul viso.
-"Piccolino." Lo chiamò il maggiore e iniziò a giocherellare con i suoi capelli. "Amore, svegliati, è tardi." Aggiunse e lanciò un'occhiata alla sveglia accanto a lui per vedere che ora fosse, erano da poco passate le dieci e mezzo. "Su, fiorellino, svegliati." Disse e gli accarezzò la schiena nuda.
Il più piccolo, per tutta risposta, balbettò qualche parola priva di senso e si strinse al corpo del suo fidanzato.
-"Devo proprio alzarmi?" Chiese con la voce impastata di sonno, mentre faticava ad aprire gli occhi.
-"Sì che devi." Rispose il maggiore e gli stampò un bacio sulla fronte. "Dobbiamo fare un sacco di cose oggi."
-"Ma io non voglio fare nulla!" Esclamò Federico e cercò di nascondere il viso, incapace di sopportare oltre la luce del sole. "Io voglio solo dormire!"
Il moro roteò gli occhi e fece voltare il minore per poi ritrovarsi sopra di lui.
-"Non vuoi neanche tornare a vivere qui?" Gli chiese e gli morse il labbro inferiore.
Un'idea balenò nella testa del più piccolo che sorride divertito.
-"Benjamin, sai che non voglio farti soffrire ma non voglio tornare a vivere qui." Disse. "Almeno non per il momento, voglio prima recuperare il nostro vecchio rapporto ed essere sicuro che nulla si intrometta ancora tra di noi."
Benjamin aprì la bocca più volte per replicare, la gola gli era diventata improvvisamente secca, si spostò dal corpo del minore e si sedette nel bel mezzo del letto.
-"Tu però stanotte mi hai detto che volevi tornare a vivere qui..." Sussurrò, cercando di nascondere quanto triste fosse. "Mi hai detto che volevi vivermi ancora, condividere tutto con me..."
-"Sai che alla festa di ieri ho bevuto." Replicò il più piccolo e lo imitò, accomodandosi accanto a lui. "In realtà ricordo poco e niente di questa notte ma, vedendoci nudi, immagino che siamo stati a letto insieme." Aggiunse sorridendo e gli diede un bacio sul collo. "Mi dispiace averti illuso."
Il più grande si morse il labbro inferiore e abbassò il capo, non voleva mostrare al suo fidanzato quanto lo avesse fatto soffrire, in fondo però aveva ragione, Federico era ubriaco ed era stato lui lo sciocco che gli aveva creduto.
-"F- fa nulla..." Balbettò e fece per alzarsi ma il più piccolo gli strinse il polso e lo tirò nuovamente sul letto, tra le lenzuola aggrovigliate, facendolo sdraiare.
-"Certo che sei sciocco." Disse Federico e si sedette sul suo bacino. "Il mio sciocco, sciocco, Benjamin." Continuò e si abbassò per dargli un bacio a stampo. "Come puoi credere sempre a tutto?" Gli chiese.
Il moro aggrottò la fronte.
-"Che cosa stai dicendo?" Gli domandò. "Mi stai ancora prendendo in giro?" Aggiunse.
-"È divertente farti degli scherzi, sei un tale credulone." Rispose il più piccolo e gli sfiorò la punta del naso con un dito. "Come puoi pensare che io non voglia vivere con te?" Chiese. "Come puoi pensare che io non ricordi anche solo un momento vissuto con te?
Non potrei mai farlo." Aggiunse.
-"Quindi mi stai dicendo che..."
-"Sì, Benjamin, ti sto dicendo che voglio tornare vivere qui, con te." Lo interruppe Federico, prima di far unire le loro labbra e lasciare che il maggiore lo stringesse come mai aveva fatto prima di quel momento.-"Benvenuto a casa, fiorellino."
-"A casa nostra."
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Terminal || Fenji.
Fiksi PenggemarTerminal || Fenji. «Terminal 3. Un aereo preso nella speranza che tutto possa cambiare, tanti sogni ma poche speranze. Qualcosa però accadrà. Un paio di occhi saranno la sua turbolenza, sconvolgeranno la sua vita e lo cambieranno in ogni senso. Un v...