Un pazzo esaltato.
Era l'unica spiegazione razionale che riusciva a darsi Raffaele, dato che di per sé un omicidio in un paesino così ristretto come Tovo di Sant'Agata fosse un evento più unico che raro. Dunque, oltre all'ipotesi del folle tossicodipendente reso forte come una bestia a causa di qualche nuova droga eccitante, le altre idee sull'accaduto sembravano semplici supposizioni da pub, recitate da un gruppo di pensionati amanti del vino a colazione. Si potevano però accavallare numerose altre supposizioni nella voluminosa torre di fascicoli che, data l'importanza e l'influenza economica della famiglia Pozzo, sarebbe stata montata in fretta e furia dalle forze dell'ordine, intente a conferire una decisa accelerata alle indagini.
Il giovane operaio si raffigurò originali progetti di interrogatori ai potenziali concorrenti dell'impresa che tuttavia non possedevano sedi centrali o distaccate vicine all'azienda Pozzo, fatto che avrebbe spinto quella pista nel dimenticatoio; oppure si sarebbe potuta seguire la strada della prostituzione o addirittura la ricerca di ciascuno dei debitori del defunto Saverio, anche se la mancata riscossione dei crediti, avrebbero scoperto in seguito, era imputabile più alla pigrizia dell'uomo nella gestione dei propri affari che alla scaltrezza dei sospettati.
Certo, Raffaele desiderava che il colpevole fosse catturato e assicurato alla giustizia ma troppi elementi, tra cui la brutalità dell'omicidio e l'assenza di un valido movente, non giocavano certo a favore di una veloce ricerca della verità. Se poi era vero che un pazzo si aggirava per i dintorni della fila di paesini che da Sernio proseguiva fino a Sondalo, allora era necessario allertare gli abitanti, intimando loro prudenza, soprattutto se sceglievano di gironzolare per le strade buie nella notte. Il compito non spettava a lui, ma conosceva alcuni piedi-piatti locali e sapeva che la pensavano allo stesso modo; avrebbero preso la decisione giusta.
Nel frattempo, il funerale di Saverio era stato organizzato nei minimi dettagli, con uno sfarzo fuori dal comune, il cui risalto era stato reso noto tramite mezzi di comunicazione svariati, grazie i quali chiunque potesse aver avuto anche solo un'azione o un'obbligazione nella gloriosa Azienda Pozzo si era recato alla Chiesa di Grosotto. Questa era considerata l'unica in grado di contenere la contingente massa di addolorati amici che si era accalcata tra i ciottoli, in attesa dell'inizio della funzione religiosa.
Raffaele si sentì mancare il respiro vedendo la ressa di gente e pensò che sarebbe stato difficile trovare un parcheggio, considerato che la maggior parte dei partecipanti all'estremo saluto si erano premurati di sostare ai bordi della strada, creando una colonna talmente lunga da far presagire che si sarebbe ritrovato presto nei pressi di casa propria, pronto per un buona mezz'ora di cammino.
Dopo aver temuto il peggio, ringraziò mentalmente l'automobilista che aveva deciso di levare le tende e lasciare che qualcun altro occupasse il breve spazio orizzontale in cui si infilò con rapidità, lanciando occhiatacce a destra e a manca in direzione degli altri autisti, i quali avevano adocchiato il parcheggio pochi istanti dopo, aggirandosi attorno a esso come avvoltoi. Fortunatamente, la distanza tra il mezzo e la piazzetta della Chiesa parrocchiale non era troppa; Raffaele chiuse a chiave l'automobile e prese per mano Samantha, incamminandosi verso i parenti che, a dirla tutta, non aveva gran voglia di vedere. Per quel giorno, avrebbe fatto un eccezione.
Camminò lentamente, quasi volesse rimandare l'agonia che l'incontro con gli spocchiosi cugini gli avrebbe provocato. Sospirò amaro e lanciò uno sguardo alla figlioletta; lei non aveva avuto particolari rapporti con lo zio, il quale però aveva dimostrato nei suoi confronti un buon affetto, maggiore dell'interesse che Fausto, sulla carta il nonno, avrebbe dovuto manifestare. Negli occhi della bimba leggeva una serie di sentimenti contrastanti, tra cui smarrimento, tristezza e la confusione dettata dal fatto di essere stata catapultata in mezzo a una folla di sconosciuti, comprendendo solo che una persona importante nella vita del padre non c'era più.
Raggiunsero la piazzetta e ben presto dovettero subire gli sguardi di tutti i conoscenti, i quali lanciarono a Raffaele profonde occhiate di compassione, con calorose pacche sulla spalla. Tuttavia, quelle attenzioni lo stavano colpendo come una scarica di frecce, procurandogli un imbarazzo fuori dal comune. Sorrise impacciato e superò a fatica le persone che si stavano stringendo attorno a loro, parlottando e senza lesinare importanti sguardi alla piccola, la quale lanciò uno sguardo al padre, quasi lo stesse implorando di prenderla in braccio e portarla via.
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Ombre
Mystery / ThrillerNelle tranquille montagne della Valtellina una misteriosa furia omicida si abbatte sui membri di una famiglia influente. Sulle prime si crede all'attacco di una belva feroce, ma in seguito le indagini porteranno a credere si tratti di un essere antr...
