Dal momento in cui si era infilata sotto le coperte, Samantha aveva chiuso gli occhi, sprofondando in un sonno profondo dal quale, era certa, non si sarebbe destata sino all'indomani. Riposò insieme al suo compagno, un peluche a forma di orca assassina che, dopo insistenti battaglie, era riuscita a farsi regalare per il compleanno. Se lo abbracciava ogni notte, promettendogli che non l'avrebbe mai abbandonato, nemmeno con il sopraggiungere dell'età della ragione, non sospettando minimamente che il distacco dal proprio amico notturno sarebbe avvenuta senza alcun pentimento.
Un rumore, simile a quello provocato da uno schioppo, la risvegliò bruscamente. La bambina si alzò a sedere, premendo con le mani sul soffice materasso, il cuore in subbuglio per l'enorme spavento. Dalla finestra filtrava la luce del lampione installato nella stradina adiacente ma, per convincersi che non ci fosse nulla di strano, accese la luce. Si guardò intorno, ma a parte un piccolo ragnetto che aveva deciso di costruire la propria casa in un angolino alto della stanza, tutto era nella norma.
Dopo aver scrutato ogni angolo della minuscola stanza, realizzò che c'era solo un luogo che non aveva ancora controllato e, come ogni bambino, nascondeva le più grandi paure. Sotto il letto. Si interrogò qualche istante sulla possibilità o meno di darci una sbirciata, con il tremore del corpo che cominciava a scemare, convinta oramai che non ci fosse nulla da temere. Le mura della casa erano spesse, ma capitava spesso, la notte, di udire rumori provenienti dal piano superiore o dal fabbricato comunicante con il loro appartamento.
Solo per togliersi ogni dubbio, Samantha si fece coraggio e si appoggiò con le mani sul bordo del letto, spingendolo lievemente verso il basso, non senza esitazione. Il timore che qualche strana creatura – magari il misterioso assassino che imperversava per la città – si stesse nascondendo sotto il suo materasso e la afferrasse per un braccio trascinandola sotto il letto le provocò forti brividi di terrore, amplificati dalla suscettibilità di una bambina di soli sette anni.
Si immaginò l'esistenza di un clima cupo e cavernoso sotto la propria schiena, maledendo la propria fervida fantasia che, sapeva, le avrebbe impedito di riprendere sonno troppo facilmente. Sospirò e abbassò lievemente il capo verso il suolo, con i lunghi capelli che lentamente accarezzarono il pavimento di legno, momento nel quale ebbe paura che un mostro terribile dagli occhi rossi glieli strappasse, mostrando denti putridi sogghignando malignamente. Il padre le aveva detto più di una volta di non guardare certi film, ma da bambina cocciuta qual era non lo aveva ascoltato e ora si pentiva amaramente di non avergli dato retta.
Fortunatamente, a parte un po' di polvere e una piccola macchiolina di muffa sulla parte inferiore della parte, nessun visitatore notturno aveva deciso di costruire la propria tana sopra il suo letto. Tornò a sedersi sul materasso e trasse un forte sospiro. Non aveva mai voluto ammetterlo davanti al padre, ma da qualche tempo aveva paura. L'idea che un assassino stesse colpendo ripetutamente la loro famiglia e dunque potesse giungere anche a loro era un indizio comprensibile anche per una ragazzina della sua età.
Proprio mentre stava per tranquillizzarsi, la luce della stanza si spense.
Ebbe l'impulso di mettersi a gridare, mentre la pelle d'oca le ricordava che la paura era ancora viva nella sua mente. Ricordò che qualche sera prima la lampadina aveva cominciato a lanciare segnali di esaurimento e Samantha, razionalmente, cercò di convincersi che fosse quello il motivo della improvvisa comparsa dell'oscurità. Si rimise velocemente sotto le coperte, abbracciò Molly, la quale probabilmente l'avrebbe guardata con sdegno, con riguardo alla scelta discutibile sul nome da dare a un'Orca assassina.
D'istinto, si coprì quasi interamente il capo con la trapunta, lasciando quel minimo spazio sufficiente per poter respirare. La sua insegnante di italiano, dispotica e poco tollerante, l'avrebbe rimproverata asserendo che non c'era nulla da temere la notte se ognuno ha la coscienza pulita. E Samantha, riflettendo, non aveva nessuno peccatuccio grave da doverla indurre a preoccuparsi, ma il respiro affannoso e pesante che le gonfiava rapidamente il torace sembrava testimoniare il contrario.
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Ombre
Mystery / ThrillerNelle tranquille montagne della Valtellina una misteriosa furia omicida si abbatte sui membri di una famiglia influente. Sulle prime si crede all'attacco di una belva feroce, ma in seguito le indagini porteranno a credere si tratti di un essere antr...
