Interi anni di lavoro aziendale erano stampati nero su bianco su quelle pagine. Leggendo la datazione intuì che risalivano a molti anni prima, motivo per cui avevano passato il periodo di necessaria conservazione a fini fiscali ma, per motivi sconosciuti, suo padre aveva deciso di conservarli uno dopo l'altro in quella soffitta ammuffita. E, se i suoi timori erano fondati, non avrebbe trovato altro nel resto dello scatolame. Tuttavia, per principio, sapeva di non potere esimersi dal controllare, anche solo per levarsi ogni dubbio.
Spinto dalla necessità di accelerare i tempi, per nulla conscio della quantità di tempo a propria disposizione per ultimare le operazioni di ricerca, Raffaele optò per l'unica soluzione razionale; ossia controllare una sola cartelletta per scatolone e, nel caso avesse contenuto altre fatture, sarebbe passato al cartone seguente, bollando come inutile quello scartato poco prima.
Gettò dalle Torre di cartone ogni scatolone, uno per uno, ma il risultato, come temeva, fu sempre il medesimo. Fatture, ricevute di pagamento e documentazione aziendale di ogni tipo riempivano le pareti di carta, facendo presagire che la pista della soffitta rischiava di tramutarsi in un colossale buco nell'acqua. Preso dalla rabbia, lanciò contro la parete un contenitore, poi cercò di riprendere il controllo, respirando forte con le mani sui fianchi. Non poteva permettere all'ira di impadronirsi della sua mente.
Non in quel momento.
Arrivato all'ultimo cartone che, per scaramanzia, era stato scelto tra la fila centrale, si toccò nervosamente la punta del naso. Quante potevano essere le possibilità di trovare ciò che cercava, dal momento che il novantanove per cento dello scatolame aveva un contenuto standard? Se davvero in quel agglomerato di carta ammuffita era contenuta la verità che bramava, allora doveva essere una beffa bella grande aver dovuto ispezionare a vuoto il resto del materiale.
Avvicinandosi a esso, però, notò qualcosa di diverso. Il cartone non era chiuso da un semplice pezzo di nastro adesivo, ma era sigillato da un generoso strato di carta da imballaggio. Il velo di un sorriso comparve sul suo volto. Era superfluo chiedersi per quale motivo fosse proprio quello l'unico pacco ad aver ricevuto una protezione differente, in quanto la risposta poteva essere solo una; conteneva qualcosa di importante. Poi, che fosse stato ciò che stava cercando lo avrebbe scoperto a breve.
Aiutandosi con il pugnale, aprì il rivestimento e tagliò il nastro adesivo che lo ricopriva. Poi udì un rumore alle sue spalle. Si voltò di scatto e un brivido di terrore lo pervase. Pensò di nascondersi dietro agli scaffali ma il fragore era scomparso immediatamente, lasciandogli intendere che era solo la suggestione a giocargli brutti scherzi e che rimettersi al lavoro era l'unico modo per non pensarci.
Il timore di una grande delusione promanò dalla visione delle ennesime cartellette colorate che rappresentavano il modo del padre di catalogare in modo ordinato le proprie scartoffie, mostrando una organizzazione del tutto aliena a Raffaele il quale, almeno in ciò, non aveva certamente preso da lui. Senza particolari speranze, afferrò la prima delle cartellette e ne esaminò il contenuto.
La lettura del primo documento fu una tremenda delusione. A prima vista, tutti i fogli costituivano un'enorme stampa del bilancio annuale dell'azienda, con tanto di costi e ricavi che mostravano un attivo impressionante, segno che l'impresa era fiorente e lo sarebbe stata a lungo. Era sicuro che anche il resto dei fascicoli non avrebbe mostrato nulla di diverso e fu solo per scrupolo che Raffaele, oramai conscio di aver perso tempo inutilmente, decise di controllare il resto della documentazione.
Nel secondo raccoglitore, oltre a incassi stratosferici e noiosi elenchi di voci commerciali, non c'era nulla che facesse al caso suo. Sgranò gli occhi, alla ricerca di un minimo indizio, forse nascosto tra le righe di quell'analitico documento ma per quanto si sforzasse, l'unica cosa interessante che traspariva da essi era la scoperta che c'era solo un rendiconto eseguito durante la sua vita e risaliva all'infanzia, ossia al 1990, quando aveva solo 5 anni.
In quel momento, qualcosa di accese nella sua testa. Di lì a poco un mondo si sarebbe aperto di fronte ai suoi occhi.
Il riferimento al 1990 fu la chiave di volta della propria scoperta. Non poteva essere un caso, in quanto, distrattamente, aveva letto la data del documento precedente e, nonostante l'avesse ignorata, i suoi occhi l'avevano messa a fuoco per un istante e ora la propria mente gli stava fornendo un collegamento tra i due numeri, che Raffaele avrebbe avuto tutto l'interesse a interpretare.
Cercò nel groviglio di documenti ma, purtroppo, il giovane non si era preoccupato di ripristinarne l'ordine in cui erano stati inseriti nel cartone. Ora, dunque, c'era un arcobaleno di fascicoli sopra i propri occhi e non ricordava quale fosse quella che gli interessava. Dal momento che sarebbe stato sufficiente controllare la data all'inizio del dossier, non rappresentava un gran problema.
In realtà, il sentore di essere vicino alla verità lo rese consapevole che il tempo a disposizione stava per scadere, per cui prese a controllare freneticamente ciascun raccoglitore, fino a trovare quello che cercava. Lesse la data.
Ci siamo, pensò.
L'intestazione recitava 1965, proprio come immaginava. Se la sua intuizione corrispondeva al vero, negli altri bilanci avrebbe individuato il collegamento. Il documento, datato 1940, rappresentava alcune differenze estetiche. Oltre alla qualità della carta, anche la scrittura rappresentava delle novità in quanto, mentre il primo bilancio era redatto a computer e il secondo presentava una battitura tipica della macchina da scrivere, il terzo era compilato a mano, in bellissima grafia.
Esaminando i restanti incartamenti, Raffaele effettuò un insolito viaggio nel tempo, arrivando al 1915, poi al 1890 fino a metà secolo quando, oramai convinto della propria ipotesi, scelse di non proseguire nella lettura. Era tutto chiaro. Tra un bilancio e un altro c'erano un certo numero di anni di differenza sempre uguale. Venticinque anni, per la precisione. Una distanza temporale precisa e non confondibile.
Per quale motivo in questo scatolone ci sono solo i bilanci relativi al termine di venticinque anni di attività? Perché sono stati separati dagli altri? Al momento Raffaele non conosceva la risposta, ma era convinto che non potesse essere solo una banale coincidenza. Forse l'impresa Pozzo misurava il proprio rendimento ogni cinque lustri, ma solo a pensarla appariva come un'idea assurda.
Ancora una volta, il suo pensiero non poté che andare al sogno che lo aveva condotto fin lì. Il punto di inizio era la soffitta, gli aveva detto l'anziano e, se davvero voleva crederci, quello scatolone sigillato era l'unico cosa lontanamente simile a un indizio che aveva trovato. Il secondo passa sarebbe dunque consistito nello scoprire per quale motivo il padre aveva deciso di nascondere quei pochi bilanci, separandoli dagli altri.
Sarà una passeggiata, si disse sarcasticamente Raffaele.
Appagato dalla propria scoperta, ripose lo scatolone nella carta da imballaggio e lo mise davanti alla porta di ingresso. Dopodiché, molto accuratamente mise a posto il resto dello scatolame, cercando di ripristinare l'ordine che aveva trovato anche se, si ripeteva, il padre non saliva mai fin lassù. Eppure, pensò, se mancava il bilancio del 2015 ciò implicava che di lì a qualche mese Fausto sarebbe tornato nella propria soffitta per unire il nuovo bilancio ai precedenti e non avrebbe trovato la sua preziosa scatola.
Motivo in più per accelerare le indagini, si incoraggiò Raffaele, il quale prese il suo pacco, abbandonò il solaio e abbandonò la magione familiare, poi salì in auto e tornò a casa senza voltarsi.
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Ombre
Mistero / ThrillerNelle tranquille montagne della Valtellina una misteriosa furia omicida si abbatte sui membri di una famiglia influente. Sulle prime si crede all'attacco di una belva feroce, ma in seguito le indagini porteranno a credere si tratti di un essere antr...
