La stanza comunicante con il locale adibito agli interrogatori si svuotò in pochi attimi. Chi parlottando, chi sorridendo abbandonò presto l'edificio, ma l'unica cosa che riuscì ad appurare con certezza Raffaele fu l'assoluta assenza di delusione sui loro volti; ciò poteva significare solo che anche loro, al pari di Sonia, fossero ben consapevoli del'innocenza di Proietti e la loro presenza alla Centrale facesse parte di una architettata recita diretta ad arte per nascondere la verità.
Chi era il colpevole?
Lucrezia, cercando di non farsi vedere dal marito, il quale sicuramente le aveva intimato di non dare confidenza al precario operaio verso cui v'era grande risentimento, si voltò e lo salutò con un cenno della mano. Il nipote acquisito, sorridendo, ricambiò. Fausto, dopo aver salutato Mario, se ne andò con molta tranquillità, conscio della conclusione di un'inutile pomeriggio, affiancato da Katia, la quale certamente si stava prodigando di convincere il fratello a partecipare a qualche pericoloso e potenzialmente proficuo affare.
Raffaele ebbe l'impulso di imitare la parentela e darsela a gambe ma sapeva che prima c'era un problema da risolvere. Mario, sulla porta dell'ufficio, lo chiamò, intimandogli di seguirlo lungo il corridoio. L'amico obbedì, temendo di essere a conoscenza di ciò di cui gli avrebbe parlato. Tuttavia, questi si limitò camminare con lo sguardo basso e le mani in tasca. Raffaele lo scrutò, pensando a come si era lasciato sopraffare da Proietti durante l'interrogatorio e, lungi dal credere ad una sua incompetenza, sapeva che l'attuale ispettore era un ottimo poliziotto, che non era rimasto in silenzio per tutto il colloquio per debolezza ma, da ottimo detective, aveva intuito subito che l'uomo di fronte a lui non era il colpevole.
Dunque, cosa avrebbe potuto replicare?
Eppure, negli occhi dell'amico lesse molta amarezza. Sembrava quasi che il suo dispiacere fosse dovuto alla volontà di ottenere una confessione da Proietti, a prescindere dalla sua innocenza ma non c'era motivo di dubitare della sua integrità morale e professionale, in quanto certamente si sarebbe battuto fino all'ultimo per trovare il responsabile di quella mattanza, la cui identità, a detta di Raffaele, era tenuta nascosta dalla gloriosa casata dei Pozzo.
"Vuoi dirmi che diavolo ci facevi a casa di Sonia Pozzo prima che si suicidasse?" domandò senza introduzioni preliminari Mario. Raffaele si aspettava tale domanda e scelse di rispondere con le stesse parole propinate al padre.
"Volevo sapere come stava. Tenevo molto a lei e sapevo che la morte del marito l'aveva gettata nello sconforto."
Mario lo fissò di sottecchi e, da buon investigatore, fece intuire al proprio interlocutore che non credeva a una sola parola, ma fece finta di nulla. "Complimenti per il tempismo, compare."
"Aspetta. Non starai pensando che l'abbia uccisa io?!".
"Certo che no. Dico solo che forse la tua visita le ha fatto sovvenire ricordi dolorosi che l'hanno spinta ad un tale gesto... solo che c'è qualcosa che non capisco; cosa può essere successo di così tragico da spingere una donna a suicidarsi? Poteva essere innamorata, non lo nego, ma dubito che sia tolta la vita per questo. Secondo me, colui che sta sterminando i Pozzo è depositario di un segreto, qualcosa di oscuro che fa, come dire... paura."
Mario pronunciò l'ultima parola con enfasi, accompagnandone la pronuncia allungando lo sguardo su Raffaele, il quale si allarmò. Oramai era chiaro che non poteva più mentire e ogni bugia rischiava di minare la loro già logorata amicizia. Rifletté sulle due strade da percorrere, ossia perseverare con le menzogne o vuotare finalmente il sacco. Dopo essersi fermato al termine del corridoio, di fronte alle macchinette del caffè, il giovane operaio capì che, per il suo bene e per quello dei suoi familiari, doveva parlare.
"Mario, c'è qualcosa che devo dirti. Ma non so se mi crederai."
L'ispettore, presagendo che quel momento sarebbe giunto presto, gongolò, sfoggiando per l'occasione il migliore dei sorrisi. "Ebbene, confessati, amico mio. Cosa devi dirmi di così incredibile?".
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Ombre
Mystery / ThrillerNelle tranquille montagne della Valtellina una misteriosa furia omicida si abbatte sui membri di una famiglia influente. Sulle prime si crede all'attacco di una belva feroce, ma in seguito le indagini porteranno a credere si tratti di un essere antr...
