"Vorrei seguirti e aiutarti, ma non posso purtroppo." spiegò Luca. "Se mi scoprissero, per me sarebbe la fine. Mi sono già esposto fin troppo, scusami."
"Lo so bene, non devi giustificarti. Anche se c'è da dire che per questo incontro hai scelto un posto non propriamente isolato."
"Già, ma un luogo significativo per me. Si tratta del luogo dove mi sono fermato per fare due passi la prima volta che feci la mia apparizione in Valle. Maledetto quel giorno. L'inizio dell'incubo."
"Tutti pensano che la Valtellina sia una valle di lacrime in cui nulla di significativo accade." osservò Raffaele, sorridendo amaro.
"Invece è un luogo pieno di segreti. E a quanto pare, le lacrime sono una parte non trascurabile di essa."
Calò il silenzio qualche istante.
"Raffaele, ascoltami." proseguì Luca. "Devi stare molto attento."
"Lo so."
"Io li sento parlare." disse l'uomo, a bassa voce, quasi avesse paura che qualcuno lo stesse ascoltando. "Tuo padre, Katia... Samantha è la prescelta."
"Per il sacrificio." appurò Raffaele, rabbrividendo.
"Se l'è cavata, certo, ma ritenteranno, puoi starne certo. Sono potenti e determinati. E tu la devi proteggere, a ogni costo."
"Lo farò." promise Raffaele, senza confessare che qualcuno stava proteggendo Samantha nascosto nell'ombra.
"Manca poco al giorno in cui il periodo a disposizione per il sacrificio si esaurirà. Presto i primi segnali arriveranno, dando inizio a un conto alla rovescia terribile."
"E cosa accadrà se il sacrificio non venisse effettuato?".
"Dimmi, secondo te per quale motivo, nel corso della storia, l'uomo ha offerto sacrifici a entità ritenute superiori?".
Raffaele rifletté. "Suppongo per avere qualcosa in cambio."
"E cosa, secondo te?"
"Ricchezza, prosperità..."
Luca annuì. "Se avessi indagato bene, avresti scoperto che già secoli addietro gli adepti di Moloch erano dediti a tali atroci pratiche. E, a quanto pare, anche oggi."
A quel punto, Raffaele realizzò ciò che Luca intendeva dire. "Aspetta, quindi vuoi dire che l'azienda di famiglia..."
"Hai centrato il punto." affermò l'uomo. "Esiste da più di un secolo. Era già florida, promettente ma poi all'improvviso è esplosa, divenendo potentissima economicamente e anche a livello politico."
"Stai cercando di dirmi che ciò è dovuto agli influssi del sacrificio?".
"Ti sembra così inverosimile?".
"A questo punto no, sono disposto a credere a ogni cosa."
"Comunque sia, senza il sacrificio il tempo passerò e i benefici finiranno, ma non è tutto. Da un certo momento gli influssi positivi del rito si invertiranno, portando alla rovina chi ha osato non replicare l'offerta alla sedicente divinità. Solo una cosa far si che gli influssi benefici ritornino."
"Il sacrificio."
"Per questo bisogna agire in fretta."
Il giovane operaio annuì. "Lo farò. Puoi starne certo."
"Sai che cosa c'è d'altro che non riesco a sopportare di questa storia?".
"Che cosa?".
"La morte di mio figlio Patrizio. Lo so, non puoi capire, certamente tu lo odi per il fatto di aver cercato di rapire Samantha. Ma era mia figlio e gli volevo bene. E ora non c'è più. Vittima della crudeltà della mia famiglia e della mia incapacità come padre di garantirgli un futuro migliore."
"In realtà mi dispiace davvero." assicurò Raffaele, posandogli una mano sulla spalla.
"Come ho fatto a finire in questo mare di orrore?".
"A quanto pare non avevamo scelta."
"Ancora, scusa per lo sfogo." disse Luca, asciugandosi gli occhi lucidi.
"Non scusarti, è orribile perdere un figlio. Ti capisco perfettamente."
"Ora dobbiamo lasciarsi." annunciò lo zio acquisito, alzandosi. "Ci sentiremo per i prossimi sviluppi."
"Aspetta." lo bloccò Raffaele, alzandosi a sua volta. "C'è una cosa che voglio sapere."
"Che cosa?".
"Quella ragazzina bionda di cui parlavi... faceva parte della nostra famiglia, vero?".
Luca lo osservò senza battere ciglio. "Non ricordi nulla, lo so. Per quello non sai chi è quella ragazza."
"Per quale motivo non ricordo?".
"La notte in cui tutto è accaduto ti hanno fatto qualcosa, Raffaele. Qualcosa che ha causato un vuoto nella tua memoria?"
"Come?! Che cosa mi hanno fatto?".
Luca sospirò. "In fondo è giusto che tu lo sappia. Quella notte..."
Ma non riuscì a terminare la frase. Un proiettile lo colpì alla schiena e uscì dal petto di Luca, il quale rimase in piedi, prendendo a barcollare qualche istante dopo. I suoi occhi rimasero fissi su un Raffaele sgomento, mentre la bocca si spalancò in una smorfia di orrore e paura. Provò a biascicare qualcosa ma subito una raffica di spari lo freddò, facendolo capitolare a terra, esanime. Era chiaro che l'assassino voleva evitare l'errore commesso con Mario, non permettendo al povero uomo di spifferare altro.
A quel punto Raffaele si chinò su Luca ma era chiaro che non c'era più nulla da fare. Povero diavolo, pensò. Non meritava di finire così. Senza indugiare oltre, il giovane si alzò e guardò in direzione degli spari, dove vide qualcuno allontanarsi dalla fitta vegetazione che avvolgeva il parco. Raffaele rabbrividì. L'assassino probabilmente li stava spiando da quando erano giunti lì, dopo averli seguiti.
"Chi sei?!"gridò Raffaele, il quale poco dopo iniziò a correre, spinto da una rabbia incontrollabile. La scarsa lucidità, che gli impedì di capire l'immensa idiozia che stava per compiere, lo portò a superare il parco, al di là del quale, parecchio distante, l'aggressore stava fuggendo, ma non sembrava così veloce e pensò di poterlo raggiungere. L'oscurità però rendeva impossibile capire di chi si trattasse.
"Fermati!" gli intimò il giovane operaio, aumentando la gittata dei propri passi.. A quel punto il sicario si fermò. Si voltò in direzione del proprio inseguitore, il quale aveva dimenticato un particolare rilevante mentre si lanciava all'inseguimento; l'individuo era armato.
L'aggressore puntò l'arma verso Raffaele, il quale riuscì a spostarsi in tempo una volta che il proiettile fuoriuscì dalla canna, non riuscendo però a evitare di essere colpito di striscio alla spalle. Accennò a gridare dal dolore, ma non c'era tempo per la sofferenza. Premette la ferita con una mano e si voltò, fuggendo in direzione opposta, poi riattraversò il parco, con il cuore che batteva a mille e, nonostante il timore, nessuna pallottola venne esplosa. Forse il sicario si era accontentato di averlo spaventato.
Raggiunse l'auto e sfrecciò fuori dal parcheggiò, imboccando la strada verso casa. Realizzò di aver rischiato davvero grosso, andando incontro a un pericolo che forse si poteva evitare. Poi, una volta calmatosi, pensò alla brutta fine che aveva fatto Luca, caduto prima di terminare la frase che avrebbe svelato la vera identità della fanciulla. Un'altra occasione persa.
Era morto da eroe, pensò. Per tutta la vita si era convinto di essere stato un vigliacco e prima di aver esalato l'ultimo respiro aveva trovato il modo di ottenere la propria redenzione. Probabilmente, qualunque cosa avesse fatto in passato, Qualcuno lo avrebbe perdonato.
Una volta sceso dall'auto avrebbe chiamato la polizia, cercando di spiegare il motivo per il quale, ovunque andasse, c'era qualcuno che rischiava la pelle. Ma ora c'era un posto in cui doveva recarsi, prima di scegliere la prossima mossa.
Nel frattempo, nel silenzio del parco, un piccolo fiume di sangue aveva inondato il terreno.
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Ombre
Mystery / ThrillerNelle tranquille montagne della Valtellina una misteriosa furia omicida si abbatte sui membri di una famiglia influente. Sulle prime si crede all'attacco di una belva feroce, ma in seguito le indagini porteranno a credere si tratti di un essere antr...
