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Sapeva di dover guadagnare più secondi possibili, sperando che nel frattempo Giorgio riuscisse a trovare il modo di liberare Maria, sempre che una maniera esistesse per davvero. Se fosse riuscito a sbloccarla dalla sua prigionia, la sorella sarebbe giunta in loro soccorso. Ma forse allora sarebbe stato troppo tardi.

"Hai ucciso tua figlia." rincarò la dose Raffaele accusando il padre nella speranza di allungare il discorso.

"A proposito di ciò, come hai fatto a scoprirlo?". chiese Fausto.

"La cosa sembra non stupirti."

"Non mi stupisco mai di nulla, dovresti saperlo."

"So cosa hai fatto venticinque anni fa."

L'uomo rise. "Tu non sai nulla. Credi si sapere, ma sei solo uno stupido. Sai, venticinque anni fa dovetti scegliere la persona che amavo di più al mondo, la quale sarebbe stata scelta per il sacrificio. Tu eri il mio unico figlio maschio, colui che avrebbe dovuto prendere le redini della famiglia e quindi non avrei potuto sacrificarti, ma anche in caso contrario non l'avrei fatto e sai perché? Non ti amavo e non l'ho mai fatto."

Raffaele lo ignorò. "Lo stesso non valse per Maria."

"Esatto.Era la luce dei miei occhi. Per questo sono stato costretto a scegliere lei."

"Non mi interessa sapere chi fosse il tuo figlio prediletto."

"Ora sei pieno di odio, lo so. Ma tu non hai alcun ricordo di quella notte. E come potresti, d'altronde."

Il giovane operaio lo scrutò con ira. "Non ricordo assolutamente nulla e so che tu c'entri qualcosa."

Fausto annuì. "Ti rinfresco io la memoria."

Altro tempo guadagnato, pensò Raffaele.

"Ogni cosa era stata organizzata nei minimi dettagli." proseguì l'anziano. "Era il 1990 e venticinque anni prima era stato mio padre a guidarmi nel rituale. Quella volta, invece, toccava a me e non avrei ricevuto alcun aiuto. Non ero sicuro di riuscire e ovviamente trasmisi la mia insicurezza ai miei fratelli, che contavano su di me. Certo, anni prima anche loro avevano assistito, ma erano solo dei bambini. Comunque sia, quella notte del 1990 c'eravamo tutti. Io, Saverio, Rogerio, Demetrio e Katia, tutti giovani e impreparati e la nostra inesperienza ci condusse ad alcuni gravi errori." poi fece una pausa, che utilizzò per emettere un sospiro di malinconia. "E tu fosti uno di quelli, Raffaele."

Il giovane operaio lo lasciò parlare, questa volta ansioso di sapere dove il padre volesse andare a parare.

"Quella notte decidemmo di portarti con noi, poiché tua madre si era convinta a passare la notte da sua sorella. Per noi fu una fortuna, in quanto non dovemmo nemmeno inventare una scusa per tenerla lontana. Doveva restare all'oscuro di tutto. Avevamo montato una tenda poco prima della boscaglia e tu avresti aspettato lì, in compagnia della tua baby-sitter, ma purtroppo accadde qualcosa che non avevamo previsto. Ti svegliasti, a causa dei rumori provenienti da questa radura e uscisti dalla tenda senza che la tua baby sitter, che si era addormentata, si accorgesse di qualcosa. Venisti qui, proprio dove siamo ora. Tu... non avresti dovuto vedere nulla... eri troppo piccolo."

Raffaele ricordò le parole che Luca aveva pronunciato la notte della sua morte. Aveva detto di aver visto una tenda, ma prima di poter aggiungere altro era stato ucciso senza pietà.

Ti è stato fatto qualcosa quella notte...

Era riuscito ad abbattere un muro che gli aveva ridato alcuni ricordi, ma non quello. Eppure, mentre suo padre parlava, era come se la memoria di quella notte tornasse a farsi viva nella sua mente, ricomponendo il mosaico che qualcosa aveva distrutto tempo prima.

"Arrivasti proprio nel momento in cui lui facesse la sua apparizione." proseguì Fausto. "Ovviamente per te fu un forte shock. Vedesti Maria in pericolo e facesti di tutto per cercare di andare da lei e salvarla. Venisti preso dall'isteria e nonostante fossi solo un bambino fu molto difficile bloccarti. Credimi, non volevo che succedesse così presto; dovevi essere tu il mio successore, colui che in questa notte avrebbe dovuto compiere il sacrificio. Ma dopo ciò che avevi visto e il modo in cui era avvenuto, era certo che il ricordo di quella notte ti avrebbe tormentato per tutta la vita, impedendoti di compiere il tuo destino. Per questo motivo mi appellai a Moloch e lo scongiurai di cancellare i tuoi ricordi relativi a quella notte. E lui acconsentì.

"Dopo averti cancellato la memoria, ti riportammo a casa, convinti di aver risolto il problema. Ma, ahimè, presto scoprimmo che non era così. Pochi giorni dopo tua madre tentò la fuga, cercando di portarti con sé. Ancora oggi non so come sia venuta a conoscenza dei fatti, ma riuscimmo a fermarla prima che potesse prendere l'aereo e portarti via. Presto ritentò, riuscendo a fuggire all'estero, ma da sola. Sai, se avessi saputo come sarebbero andate le cose, ti avrei lasciato andare con lei. Avrei evitato un sacco di grattacapi.

"Con il passare del tempo mi accorsi che eri cambiato. Parlavi poco, eri scontroso e iniziai a pensare che l'idea di farti divenire il mio successore fosse solo un sogno. Poi, anni dopo te ne andasti e allora rinunciai definitivamente al progetto, bastandomi che tu stessi alla larga dai nostri piani. Ma, qualche settimana fa, è accaduto qualcosa che ha innescato un meccanismo imprevedibile. Non so come, non so perché, ma Maria è tornata e non so chi l'abbia mandata per eliminarci."

"Si tratta di Qualcuno che vuole fermarti, che è stufo di morte e dolore." commentò Raffaele con disprezzo.

Fausto sogghignò. "Dopo il sacrificio di Maria, ho avuto anche io i miei problemi."

"Ah, si? E quali?".

"Ho cominciato a sentire la mancanza di mia figlia. Contrariamente a quanto pensi, l'amavo davvero e ancora oggi sento la sua mancanza."

"Nonostante ciò non hai ancora imparato la lezione, a distanza di tanti anni..."

"Non è stato facile nemmeno per me, te l'ho detto."

"Come no." replicò Raffaele. "I soldi e il potere hanno colmato la tua mancanza, consolandoti la notte."

Fausto scosse la testa. "No è più complicato di così."

"Immagino. Posso farti un domanda?".

"Certo."

Raffaele lo guardò serio. "Se potessi tornare indietro... rifaresti ciò che hai fatto?".

L'uomo rifletté qualche istante. Poi annuì."Si. Lo rifarei senza esitazione."

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