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La messa domenicale era da sempre una tradizione per Raffaele, il quale più volte aveva dovuto trapassare l'idea di disertare la Chiesa, dal momento che Samantha era nel pieno del percorso che, dopo il Battesimo, l'avrebbe condotta alla prima Comunione. Certo, non era mai stato un fervente praticante e dopo la morte di Lucia la voglia di uscire di casa per recarsi a pochi metri da casa per un'ora di preghiera non lo entusiasmava affatto.

La sua fede vacillava già da prima della tragedia familiare che lo aveva colpito e dopo il funerale della moglie, chiedendosi il perché un Padre giusto e benevolo gli avesse portato via l'amore della sua vita ancora così giovane, avrebbe voluto promettere a sé stesso di non mettere mai più piede nella sua Casa.

Pur nel dolore, aveva agito da uomo saggio, ben sapendo che l'indottrinamento Cattolico non poteva essere assente dall'educazione della piccola, per cui erano maggioritari gli elementi che deponevano a favore della frequentazione della Chiesa, senza la quale la figlia non avrebbe potuto fruire dei sacramenti successivi. Per cui, nonostante dovesse entrare ogni settimana nel luogo in cui aveva dato l'estremo saluto a Lucia, colse il lato positivo della vicenda, osservando la dolce creatura che gli sedeva a fianco, davanti al Prete intento a propinare la propria omelia.

Il silenzio del Sacro edificio non eliminava l'orchestra di piccoli rumori fastidiosi promananti dalle panche vicine. Chi bisbigliava, chi trafficava con il cellulare e chi sbadigliava, seguitando a osservare le lancette dell'orologio nella speranza che queste girassero più velocemente, ponendo fine alla noia. Raffaele, infastidito, voleva godersi la tranquillità che il luogo offriva, punteggiato saltuariamente dal suono melodioso di un organo suonato da un'attempata insegnante di pianoforte che anni prima gli aveva dato due o tre lezioni, interrotte per qualche motivo che non ricordava.

Quando il Parroco finalmente annunciò ai propri fedeli che potevano andare in pace, il giovane operaio prese per mano Samantha e la condusse con calma al di fuori dell'edificio dove, all'aria aperta, ebbe modo di comporre i propri pensieri, che aveva lasciato momentaneamente da parte per concentrarsi sulla funzione religiosa, allo scopo di mostrare alla figlia quell'interessamento e attenzione che anche lei avrebbe dovuto avere. E, osservandola, pareva sulla buona strada.

Al tempo stesso ricordava la promessa fatta il giorno prima a sé stesso e a Lucrezia. Avrebbe scoperto la verità a ogni costo, agendo con discrezione, che avrebbe giocato un ruolo importante nel suo slalom tra le bugie dei parenti, che non avevano lesinato forza bruta pur di nascondere i propri misteri. Avrebbe affrontato quell'annoso problema a tempo debito, nonostante avesse promesso a Lucrezia di non intervenire. Si sarebbe immischiato in qualcosa che non gli apparteneva, qualcosa che poteva essere pericoloso.

Ma non quel giorno.

Da mesi aveva promesso di portare Samantha al laghetto di Grosotto a pescare e non poteva rimandare oltre, altrimenti l'avrebbe delusa e, dal momento che era una bambina splendida con un comportamento ineccepibile tanto a scuola quanto in privato, si meritava quel pomeriggio di divertimento. A dire il vero Raffaele non trovava niente di gaudioso nel restare fermo per diversi minuti con in mano una canna da pesca nella speranza che un incauto pesce abboccasse all'amo, ma si promise che avrebbe assistito la figlia da una panchina, mentre sorseggiava una granita e si godeva la bella giornata. Forse l'ultima prima dell'uragano, pensava.

Tornato a casa la sera, estenuato dalla lunga e faticosa settimana, Raffaele preparò una fugace cena a Samantha e verso le dieci la spedì a letto, approfittandone per infilarsi sotto le coperte a sua volta, sperando di trovare un po' di serenità in qualche ora di sonno. Però, prima di raggiungere la propria stanza, controllò meticolosamente che ogni porta o finestra fossero perfettamente serrate. Il timore che l'assassino avesse deciso di prendere di mira pure loro era forte e assicurarsi che tutto fosse chiuso poteva non essere sufficiente, ma era tutto ciò che poteva fare, al pari di tenere una pistola sotto il cuscino. Certo, avrebbe potuto intimare alla figlia di dormire con lui, ma Samantha era una bambina intelligente e un fatto del genere l'avrebbe allarmata, facendogli presagire che qualcosa non andava.

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