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Raffaele trovava inquietante quel piccolo cimitero. Mancava solo la fitta e bassa nebbia a coprire le lapidi e poi si sarebbe trovato di fronte a uno scenario da film horror al naturale. Eppure, era tutto tranquillo, forse troppo. Le povere anime che erano state seppellite laggiù sembravano riposare in pace; ma non tutte. Qualcuno era stato risvegliato dal suo sonno eterno.

"La mia famiglia è custode di questo luogo da generazioni." raccontò Mirko. "Prima del 1865, l'anno in cui tutto è cominciato, eravamo dei semplici servitori, al soldo di una famiglia benestante ma non ancora così potente come ora."

"Quindi non avete avuto scelta." osservò Giorgio.

"Nessuno della mia famiglia l'ha avuta. Però eravamo gli unici di cui i Pozzo si potessero fidare, per cui eravamo necessari per i loro scopi e, per evitare ripensamenti, ci minacciarono in ogni modo."

"Temevano che scappaste."

"Già, ma hanno sempre fatto in modo che ciò non accadesse. Sapete, minacciare di eliminare ogni membro della tua famiglia non passa mai di moda. Sempre tremendamente efficace."

Raffaele provò un forte senso di vergogna. "Ho schifo per loro."

"In realtà io un occasione l'ho avuta, ma l'ho sprecata."

"Cosa intendi dire?".

"Mio padre mi aveva consigliato più volte di scappare. Sul letto di morte me lo ripeté per l'ennesima volta. Mi rassicurò sul fatto che dopo la sua morte non ci sarebbe stato nessun parente da minacciare e se fossi scappato oltre oceano sarei stato salvo."

"Ma tu non l'hai fatto." affermò Raffaele.

"No." disse Mirko, scuotendo la testa. "Ho stupidamente deciso di restare. Mi sono sposato e ho avuto tre figli. Non mi pento di avere una famiglia, sia chiaro, ma se avessi seguito i consigli di mio padre avrei potuto vivere la mia vita lontano da questo orrore."

"E ora è troppo tardi?".

"Già. Ho accettato il mio destino. Posso solo incolpare me stesso per ciò. Ora devo restare e proteggere la mia famiglia, a ogni costo."

"E allora perché hai deciso di parlare con noi?" volle sapere il Parroco. "Non hai paura di qualche ritorsione per ciò che ci stai raccontando?".

"È successo qualcosa di grave." tagliò corto il custode. "Qualcosa che certamente è più grande di noi, motivo per il quale devo avere coraggio. Tutti devono averne, ora. Sono stato un semplice custode, per molti anni e tutto era sempre stato normale. Mi recavo qui, guardavo queste lapidi grigie."

Si accovacciò e toccò la pietra di una lapide, tristemente. "Povere creature. Innocenti, senza nessuna colpa."

"Hai detto che Maria è scappata." disse Raffaele, riprendendo il discorso, dal momento che Mirko sembrava assorto nei suoi pensieri.

"Si, ed è stato un vero shock, credetemi. Inizialmente ho pensato a un trafugamento, a uno scherzo inappropriato, ma la cosa strana era che nessuno a parte me e i Pozzo erano a conoscenza dell'esistenza di questo luogo."

"Cosa ti ha fatto pensare alla fuga?" domandò Padre Giorgio.

"Perché quella notte è accaduto qualcosa."

"E cosa?"

"Era il 19 aprile. Lo ricordo bene."

Raffaele rifletté qualche istante su quella data, che risvegliò i propri ricordi. "Santo cielo..."

"Che succede?" chiese l'amico.

"Ora ricordo. Si tratta la notte in cui è morto mio zio Saverio."

"Già. E da allora ci sono stati altri omicidi..."

"E hai intuito che non si trattava di semplici coincidenze."

"Io sapevo tutto." confessò Mirko. "Sapevo bene in cosa fossero coinvolti i Pozzo, mio padre mi raccontò tutto e il fatto che Saverio Pozzo fosse stato assassinato dopo aver trovato la bara di Maria vuoto non poteva essere una semplice coincidenza." fece una pausa e prese un respiro. "È tornata per vendicarsi, non so come ma lei è un Prete e sicuramente penserà ciò che penso anche io."

Raffaele rabbrividì nel notare come la vicenda assumesse contorni sempre più raccapriccianti ma, nonostante la storia inquietante si arricchisse di nuovi elementi, questi non aggiungevano nulla a ciò che già conoscevano.

"Non ho mai creduto a queste cose." proseguì Mirko. "Ma ora mi trovo costretto a crederci. E, in qualche modo, questo avvenimento mi ha reso consapevole dei miei terribili errori, che forse non verranno mai perdonati."

"Certo che verranno perdonati." lo rassicurò il Prete. "Non hai nulla da temere."

"Se lo dice lei, Padre."

"E ora che farai?".

"Quello che ho sempre fatto. Il custode."

"Non dirà nulla del nostro arrivo e di ciò che ci siamo detti?".

"Può stare tranquillo." disse Mirko. "Ve lo ripeto, mi aspettavo il vostro arrivo e sapevo che avrei dovuto raccontare tutto ciò che sapevo a chi si è impegnato a combattere l'orrore. Ero consapevole che Qualcuno vi avrebbe mandati da me."

"Non è così semplice." intervenne Raffaele.

"Cosa intende?".

"Domani mio padre verrà qui a controllare che nessuno sia fuggito dal tofet. Sapevamo del loro arrivo e li abbiamo preceduti."

"Non vedo il problema. Ho sistemato la lapide, l'ho ricostruita alla perfezione, come se nulla fossa accaduto. Non si accorgeranno di nulla."

"Bene..." disse il giovane operaio, rassicuratosi del fatto che suo padre non avrebbe scoperto che era proprio Maria l'assassina che stavano cercando.

"Farò tutto ciò che serve per aiutarvi." aggiunse Mirko. "Per qualsiasi cosa, sapete a chi rivolgervi."

"Grazie davvero."

"Mi raccomando. Potene fine a questo orrore una volta per tutte. È ora che la nostra Valle torni felice e senza sangue sul terreno."

Raffaele annuì. "Ce la metteremo tutta."

Si salutarono e abbandonarono il cimitero. Mirko aprì loro il cancello e i due intrusi osservarono l'inferriata chiudersi con veemenza, provocando un forte rumore. Poi si guardarono intorno, nel silenzio del paese.

"Siamo davvero al sicuro?" chiese Raffaele.

"Hai detto tu che sarebbero venuto solo domani."

"Sono solo un po' paranoico, mi dispiace."

"Normale, amico. Ma siamo stati prudenti, come l'altra volta nella boscaglia."

"Già. Una squadra perfetta."

Salirono in auto e partirono, arrivando a Tovo alle quattro del mattino. Raffaele si lasciò cadere sullo schienale del sedile, stravolto. "Che cosa abbiamo scoperto stasera?".

"Che avevi ragione su tutto."

"Loro domani scopriranno che non c'è nulla di sospetto..."

"E quindi non avranno modo di fermare Maria." disse Giorgio.

"Anche se lo scoprissero, come potrebbero fermarla?".

"Non ne ho idea."

"Pensi che Mirko terrà la bocca chiusa?".

"Sicuramente." disse Giorgio, che poi guardò l'amico. "Senti, Raffaele, lo so che non è facile e che in questo momento sembra una frase fatta ma... credimi. Dobbiamo avere fede."

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