Spesse gocce di pioggia caddero dal cielo, accompagnando il crepuscolo con la loro musica, suonata ticchettando su tetto e finestre. Raffaele si godette lo spettacolo per qualche istante, poco prima di serrare le persiane per la notte. A giudicare dall'ingente quantità d'acqua che stava creando fastidiose pozzanghere nel suolo del parcheggio, il pensiero di un diluvio di proporzioni ridotte non sembrava così assurdo, specie dopo le recenti visioni a sfondo biblico.
Attraversò il salotto e lanciò un'occhiata allo scompartimento situato sopra la porta che conduceva ai locali notturni. E pensare che durante i primi mesi di affitto non aveva notato quel doppio armadio rettangolare dove aveva nascosto lo scatolone sgraffignato a casa del padre. Là dentro, al riparo da occhi indiscreti, sarebbe stato nuovamente liberato non appena fosse saltato fuori un serio collegamento tra il suo contenuto e i terribili omicidi.
Poco dopo, vinse una dura battaglia con Samantha, la quale si era lanciata in una insolita scenata vola a far valere il suo diritto a terminare la visione di film che la stava prendendo molto. Dal momento che la piccola era sempre obbediente e giudiziosa e non era solita a chiedere nulla, Raffaele trattò con lei, concedendole di vedere tutta la prima parte, promettendole di registrare l'altra metà.
Qualche minuto più tardi, non sentendo più la voce di Samantha che sbraitava, l'uomo tirò un sospiro di sollievo. Aveva già troppi pensieri per la testa e l'idea di dovervi aggiungere i rari capricci della figlia non era una manna nella estenuante ricerca di un minimo di tranquillità. Tuttavia, dato che il turno lavorativo sarebbe iniziato nel pomeriggio, decise di gettarsi sul divano. Afferrò il telecomando, ma non ebbe alcuna voglia di pigiarne i tasti, convinto che nessuno show televisivo lo avrebbe distratto dal suo pensiero principale.
Lo scatolone.
Lanciò ancora uno sguardo sulla destra, in direzione dello scompartimento. Se Raffaele Pozzo avesse conosciuto un minimo sé stesso, avrebbe indovinato l'andamento della serata; ossia una nottata intera passata a esaminarne il contenuto e, trovandosi in casa propria, poteva svolgere le proprie ricerche in tutta tranquillità, senza rischio di essere scoperto o disturbato.
La stanchezza, però, iniziò a farsi sentire eppure, a discapito della pesantezza delle palpebre, Raffaele scelse di passare la notte in bianco, analizzando bilanci separati da 25 anni di attività aziendale. Prese una sedia e la poggiò sotto allo scompartimento. Fece per salirvi ma, poco dopo, fu interrotto dal suono squillante del campanello di ingresso. Il giovane operaio sobbalzò. Chi poteva essere a quell'ora? Mise a posto la sedia e percorse lentamente il soggiorno, raggiungendo la porta di ingresso.
Decine di ipotesi si accavallarono nella sua mente, che raffigurò uno dopo l'altro i possibili ospiti. Fausto, arrabbiato dopo aver scoperto il furto? Oppure Mario, portatore di qualche brutta notizia? Forse il vecchio clochard, ma si sentì in dovere di scartare l'ipotesi, dal momento che il losco personaggio si era preso il disturbo di apparirgli in sogno, rinunciando alla comoda via di bussare alla sua porta.
A ogni modo, la curiosità fu più forte del timore. Se era l'assassino, poteva avere senso solo se fosse stato un componente della famiglia, dal momento che avrebbe potuto entrare in casa facendo affidamento sulla fiducia riposta in lui. Non senza esitazione, aprì il portone. Ma, di fronte a sé, nessuno dei papabili visitatori che aveva immaginato fece la sua apparizione. Sotto la pioggia scrosciante, Lucrezia si avvolgeva nella sua giacca, morsa dal freddo.
"Raffaele, mi fai entrare...?".
L'ennesima sorpresa degli ultimi giorni non aveva tardato a presentarsi. L'ultima persona che si sarebbe aspettato di vedere, soprattutto dopo il non lindo finale del loro ultimo incontro, si era presentata alla sua porta, bagnata e infreddolita, con uno sguardo cupo dipinto in volto. Tuttavia, non lasciò che Lucrezia rischiasse di buscarsi un brutto malanno e la invitò a entrare per poi sedersi di fianco alla stufa, che Raffaele era stato costretto ad accendere dopo alcune settimane di inattività, causa il ritorno del freddo pungente.
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Ombre
Misteri / ThrillerNelle tranquille montagne della Valtellina una misteriosa furia omicida si abbatte sui membri di una famiglia influente. Sulle prime si crede all'attacco di una belva feroce, ma in seguito le indagini porteranno a credere si tratti di un essere antr...
