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3 december.

Il sole era lieve e mi svegliai con cautela, mi coprii con il lenzuolo e sbadigliai sgranchendo i muscoli doloranti.
Zulema non c'era al mio fianco e mi morsicai il labbro, ricordando ciò che era successo la notte precedente.
Mi sentivo il suo profumo addosso e gemetti chiudendo gli occhi, il suono dei suoi gemiti erano impressi nella mia testa e mi era mancata davvero tanto.
Avevamo sfogato tutto quanto tramite la nostra pelle e il fatto che non avessi nessun rimorso per ciò che avevo fatto mi faceva stare molto meglio.
Afferrai l'intimo da terra insieme alla felpa e mi vestii velocemente, sgaiattolando fuori dal suo appartamento senza farmi vedere ma peccato che Berlino mi notò.
"Ma buongiorno." disse il mio amico e sbuffai con un sorrisetto sulle labbra.
"Buongiorno e non fare domande." dissi puntandogli un dito contro e filai dritta nel mio di appartamento.
Dopo essermi preparata in un modo impeccabile notai che erano a malapena le dieci del mattino e mi accessi una sigaretta.
Ultimamente stavo fumando molto di più rispetto a prima talmente ero nervosa e non mi interessava minimamente.
Salutai i miei amici e Zulema stava revisionando alcuni documenti insieme a Sergio e al resto del gruppo.
"Maca, come ti senti?" disse Saray guardandomi e il mio scorpione fece uscire lentamente il fumo dalle sue labbra, guardandomi molto intensamente.
Come se non l'avessi vista nuda ieri notte, sotto di me letteralmente esausta.
"Sto bene, grazie mille Saray." dissi regalandole un sorriso smagliante ed era vero, stavo molto meglio rispetto a ieri.
Andai in cucina facendo un rumore assordante con i miei tacchi e mi allungai per afferrare la mia tazza preferita, buttando la cicca nel portacenere.
Versai del caffè e mi sbottonai i primi bottoni della mia camicia di seta, arrotolando poi le maniche leggermente.
Sussultai non appena le braccia di Zulema mi cinsero la vita da dietro e la riconobbi grazie ai suoi tatuaggi.
Ricordai le sue parole e sospirai accarezzandole con cautela l'avambraccio provocandole dei brividi.
Togliendo da parte l'orgoglio.
"Ciao." azzardai lasciandomi coccolare da lei e bevvi piano il caffè rilassandomi, era successo qualcosa ieri notte e non sapevo cosa.
Riuscivo a percepirlo da come non riuscivo a smettere di pensare alla sua frase, ed io non volevo perderla.
"Sei più rilassata?" mugugnò Zulema accarezzandomi i fianchi e annuii, voltandomi verso di lei per guardarla.
Era bellissima e le fissai quelle labbra perfette che volevo baciare con amore, come avevo fatto ieri sul suo letto.
"Decisamente, e tu?" dissi appoggiandomi nel bancone della cucina e il mio scorpione si avvicinò, lasciandomi un lungo bacio sull'angolo della bocca.
Chiusi gli occhi inspirando il suo profumo e le alzai la mano, mostrandole la fede.
Lei non si era mai tolta la sua e le si illuminarono gli occhi, per il mio gesto così improvviso e inaspettato.
"Sto cercando di salvare questo matrimonio, ho pensato molto alla frase che mi hai detto ieri e in generale a tutto il tuo discorso. Non voglio perderti e ti darò tutto lo spazio del mondo, sono stanca che dobbiamo stare male a causa loro." sussurrai riferendomi a Sandoval e Hanbal e a Zulema le vennero le lacrime agli occhi, mi colse di sorpresa non appena mi abbracciò e ricambiai stringendole la vita saldamente.
Volevo sentirmi dire che mi amasse con tutta se stessa ma non lo fece.
"Lo sai che il nostro matrimonio non è stato uno sbaglio vero? Non ho nessun rimpianto con te, bionda ma.." disse bloccandosi e le feci un sorriso dolce, accarezzandole piano il viso.
"Va tutto bene, davvero." dissi mordendomi il labbro ma non appena feci per allontanarmi da lei mi afferrò per un polso e mi baciò, con tanta passione.
Gemetti non pensando che avremo di nuovo oltrepassato la linea a causa del nostro accordo ma andava bene così.
Dovevo rispettarla.
Circondai il suo collo con le mie braccia e ricambiai il bacio intrecciando la lingua con la sua, accarezzai i suoi capelli e la mia schiena aderii ancora più saldamente nel bancone, facendomi tremare.
"Ti voglio, bionda." disse il mio scorpione mordendomi il collo e misi la testa di lato per lasciarle più spazio.
"Anche io." dissi presa dalla passione e ricercai le sue labbra che morsi con una possessione unica, facendola gemere.
Sorrisi divertita per come reagiva ma ad un certa Ethan ci interruppe, facendo innervosire tantissimo la donna tra le mie braccia che sbuffò furiosa.
"Ragazzino, maledizione cazzo!" imprecò serrando la mascella e le accarezzai il braccio calmandola subito.
"Capo, è urgente dico davvero." disse il mio amico con le lacrime agli occhi e mi precipitai da lui, con Zulema al mio fianco che si irrigidì subito come una statua.
Lanciai uno sguardo preoccupato a Zulema e ci staccammo non appena il mio amico ci mostrò un video, sgranai gli occhi ed erano le mie reclute.
Erano imbavagliati e serrai la mascella non appena Sandoval gli sparò uno ad uno, senza nessun briciolo di pietà.
Il video durò circa un minuto e non versai nemmeno una lacrima, mantenendo ben saldo il mio orgoglio disumano.
Volevano questo, farci cedere.
Ma non l'avrei permesso.
"Quando è stato consegnato?" domandò il mio scorpione toccandosi i capelli nervosamente e mi ripresi un attimo decidendo cosa fare.
"5 minuti fa, via email." disse Will facendoglielo vedere nel pc e Zulema diede un colpo alla porta dal nervoso nel mentre che percorreva il corridoio.
La inseguii e la vidi entrare nel suo ufficio, chiusi la porta alle mie spalle e posizionò le mani sui fianchi facendo avanti e indietro, controllando il suo respiro.
"Cazzo!" urlò dando un colpo alla scrivania e sussultai perché era veramente arrabbiata e anche io.
Avevano ucciso i nostri amici.
"Zulema calmati." dissi tentando di avvicinarmi ma mi puntò un dito contro.
"Non dirmi di calmarmi bionda, evita!" urlò serrando la mascella e si appoggiò nella scrivania accendendosi una sigaretta, le tremavano le mani e cercai in tutti i modi di non essere invadente.
"Dobbiamo fare qualcosa." sussurrai dopo minuti infiniti di silenzio e il mio scorpione scosse la testa, era fuori di senno e feci una mossa azzardata: mi avvicinai e le afferrai il viso, forte.
"Guardami." dissi decisa e i suoi occhi neri si scontrarono con i miei verdi, la guardai per un tempo infinito e si calmò.
"Lo sapevo che c'era una fottuta spia ma non credevo che fosse Kabila, tutto sta andando in rovina bionda e ho tremendamente paura di non riuscire a vincere questa battaglia." disse abbassando lo sguardo ma glielo rialzai avvicinandomi ancora.
Le sue mani strinsero la mia vita e se l'avessi persa, sarei morta insieme lei.
Appoggiai le labbra sulle sue cogliendola di sorpresa e ricambiò lasciandosi andare totalmente a me, era un bacio disperato il nostro e la mia regina araba mi strinse con una delicatezza unica.
Poi dopo vari minuti appoggiò la fronte contro la mia riprendendo fiato e le lasciai un piccolo bacio sulla guancia, gustandomi il suo profumo meraviglioso.
Sapevo che stava pensando e chiusi gli occhi senza muovermi, le sue dita mi accarezzarono il braccio molto piano e si staccò, con uno sguardo di fuoco.
"Prepara le valigie, partiamo domani." disse senza darmi nemmeno il tempo per replicare.

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