Capitolo 35

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Clare's POV
Appena entrai nella mia camera del dormitorio, tolsi le scarpe e mi buttai a peso morto sul letto, lasciando che le lacrime cadessero a fiumi sul cuscino.

Piangevo per aver fallito.
Piangevo per essere stata costretta ad abbandonare Jack.
Piangevo perché il mio migliore amico mi aveva insultata e ferita.
Piangevo perché non sapevo che cosa avrei raccontato a Nicole.
Piangevo perché stavo male dentro.

Non capivo perché non si volesse far aiutare, se mi avesse raccontato il problema io sarei riuscita almeno sostenerlo.
Ma lui aveva rifiutato la mano che gli avevo porto per uscire dal baratro.

Il mio telefono squillò ancora una volta ed io, ancora una volta, attaccai.

Cosa voleva fare? Insultarmi ancora?

Dopo la trentaquattresima chiamata prontamente rifiutata da me, decisi di rispondere.

"Jack cosa diamine vuoi?! Ti ho detto che non voglio più avere a che fare con te e mi sembra che tu non mi abbia mai considerata un'amica! Perciò smettila di chiamarmi!" gridai senza dargli il tempo di rispondere.

"Clare ascoltami un attimo: Nicole era alla festa!" appena udii quelle parole mi ammutolii confusa.

Mi sedetti di scatto sul letto con i capelli che mi raggiunsero arruffati.

"Non ho idea del perché si trovasse lì, ma ha visto tutto, Clare, ci ha visti litigare." disse sconsolato.

"Beh è colpa tua, ora toccherà a te spiegarle tutto quanto, buona fortuna Jack." detto questo attaccai triste.

Non avevo più rabbia dentro di me, solo tristezza e stanchezza.
Non volevo lottare ancora.

Mi buttai supina sul cuscino e sospirai. Non volevo più piangere.

Jack mi chiamò ancora ed io non risposi, piuttosto spensi il telefono.

Ne avevo abbastanza di lui.

Appoggiai il cellulare sulla scrivania, quando sentii Elena, la mia coinquilina, bussare alla porta della camera.

Andai ad aprire, ma mi ritrovai davanti un'altra persona.

Provai a chiudere la porta, ma il suo piede me lo impedì.

"Vattene!" gridai, indietreggiando.

"Clare mi dispiace, io-" lo interruppi.

"Non voglio parlare più con te, vattene subito!" ripetei.

"No, ora tu mi ascolti." si impuntò come un bambino.

"Mi sembra che tu abbia già detto cosa pensi, no?" dissi sarcastica.

"Io non pensavo quel che ho detto, ma ora non è importante." respirò affannosamente e solo in quel momento mi resi conto che avesse corso per raggiungermi "Voglio...voglio dirti perché." balbettò nervoso.

"Perché cosa?" chiesi non capendo.

"Perché bevo così tanto. Voglio dirti il problema, qui non ci vede nessuno."

"Ma cosa stai blaterando? Chi dovrebbe vederci? Sei impazzito?"

"Magari Clare, magari..."

***

Nicole's POV
Rimasi immobile sul posto, poi scattai fuori dalla villa per tornare a casa.
Fuori si gelava e le mie lacrime non accennavano a battere ritirata.

Mentre aspettavo il taxi che avevo chiamato pochi minuti prima, mi arrivò un messaggio.

Sospirai, cercando di far retrocedere le lacrime.
Ero stanca, veramente stanca di vivere nel dolore.

Fallen In FloridaDove le storie prendono vita. Scoprilo ora