<<Prima un piede e poi due>> urlai ridendo, vedendo che Mike non riusciva a restare in equilibrio.
<<Sono scoordinato>> si lamentó lui ridendo.
Vidi Travis guardare le caselle colorate che avevo disegnato per giocare a campana.
<<Di certo non sei brava a disegnare>> mi guardó ridendo, per poi rivolgere l'attenzione di nuovo a Mike.
<<Ho fin troppi talenti, non mi serve anche la vena artistica>> dissi alzando leggermente il viso, vantandomi.
<<Troppi talenti eh?>> mormoró lui soffocando una risata.
<<Parlare di temi banali in macchina è uno di quelli?>> mi ricordó di quella volta nella sua macchina, in cui mi aveva trovata nel Bronx.
Era stata la prima volta che avevo messo piede nella sua macchina.
<<I miei temi non sono banali!>> incrociai le braccia al petto, offesa.
<<Kelsey prova anche tu!>> mi invitò Mike sbracciandosi.
<<Io non ero molto brava da piccola a...>> provai a dire, prima che Mike mi strattonasse il braccio e mi tirasse con lui.
Provai a fare qualche passo, sentendo gli occhi di Travis bruciarmi addosso.
<<È una frana, ci metto la mano sul fuoco>> sentii dire da Travis.
Presi un respiro profondo e mi limitai a guardarlo male, gesto che non fece altro che provocare una risata da entrambi.
Ma era così bello il sorriso di Mike, riusciva davvero a incantarmi, la sua dolcezza e la sua spontaneità riuscivano ad entrarmi dritte nel cuore.
Era pieno di vita, più di chiunque altra persona in quell'ospedale, riusciva a parlare come un ventenne nonostante avesse 9 anni.
Avrei fatto qualsiasi cosa per farlo sorridere.
Provai a saltare, senza ottenere chissà quale risultato, ma Mike rideva e quello era l'importante.
<<Ti cacceranno dalla squadra di cheerleader prima o poi>> disse Travis ridendo.
<<Sei una cheerleader?>> mi domandó Mike, con gli occhi sbarrati e la bocca spalancata.
Era quasi possibile riuscire a vedere dei cuori nei suoi occhi.
<<Si beh... Da poco>> fui molto vaga, tralasciando i vari anni di ginnastica artistica fatti.
<<Fammi vedere qualcosa>> mi pregó il bambino saltando di gioia.
<<Qui?>> domandai io guardandomi intorno.
<<Ti prego>> continuò Mike con tono dolce.
<<Va bene>> gliela diedi vinta.
Presi una rincorsa e feci un paio di salti e una ruota finale,alzando le braccia in aria in fine e inchinandomi ridendo.
<<Bravissima!!>?urló Mike saltellando e battendo le mani.
<<Sta iniziando a fare freddo, entriamo dentro?>> mi aggiustai la felpa e anche il giubbino, stringendo gli indumenti a me.
<<Si andiamo>> disse Mike annuendo e prendendo il secchiello con i gessetti dentro, saltellando allegramente fino all'entrata dell'ospedale.
<<Alla fine l'infermiera che doveva stare con noi è rimasta semplicemente a guardare da lontano>> indicò l'infermiera che se ne stava davanti all'entrata.
<<Parlando di cose serie...>>
<<Se ti trovo di nuovo a parlare con Mike in quel modo ti prendo a calci>> gli puntai il dito contro e lo guardai male.
<<Come sei melodrammatica>> si lamentó lui stringendomi a sè improvvisamente.
Erano quelli i gesti che mi piacevano, improvvisi e intensi.
Quelli che riuscivano subito a farmi sentire a mio agio e soprattutto al sicuro, come se improvvisamente fosse tutto più triste lontana da Travis.
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Tomorrow
Lãng mạnKelsey dopo aver vissuto diversi anni in Germania con i genitori, spinta da loro decide di tornare a New York e vivere con la nonna. Il primo giorno di scuola conosce Travis Foster, un ragazzo avvolto dal mistero, con cui passerà sempre più tempo, g...
