Juliet Browne. Una studentessa modello e con una passione per il dibattito e la letteratura.
Quando si trasferisce insieme alla sua famiglia a Los Angeles è convinta che la sua vita sia sempre stata perfetta; un futuro brillante e degli amici tranq...
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Rimasi immobile, mentre accese la sua sigaretta e dopo aver inspirato espirò con calma. Lo vidi un po' più rilassato di prima. La luce della luna era l'unica presente in quella stanza. Sospirai e mi avvicinai al ragazzo a capo chino. Cosa sto facendo?
«Bravo che non offri», giudicai, guardando un po' male.
Mi affiancai ad Aiden alla finestra. Sentii l'aria tiepida soffiare da fuori, la quale gli faceva ondeggiare con delicatezza i ricci sulla fronte. Non intendevo veramente fumare dato che non mi era mai piaciuto, ma dato che lui aveva iniziato quella situazione dovevo dargli un po' fastidio anche io.
Si girò verso di me, mentre tenne la sigaretta tra le labbra con cautela. Mi guardò sbalordito. «Non ci credo che fumi.»
Riprese dalla tasca del suo pantalone il pacchetto, offrendomene una, serio. «Hai molto pregiudizi nei miei confronti», osservai. «Devi solo fare pace col fatto che non puoi sapere niente di me senza conoscermi.»
Lo guardai immobile non sapendo esattamente cosa fare. Continuavo a mettermi tra scelte difficili.
«Non sono pregiudizi, Juliet. Cioè, sì che lo sono, ma basta lanciarti uno sguardo in faccia per capire che non hai mai neanche scopato», sghignazzò.
Lo fulminai con lo sguardo. Ancora non mi ero abituata alla sua volgarità. E poi come faceva a sapere che ero ancora vergine? Davvero te lo chiedi?
«Cosa ti fa pensare che io si vergine? Non mi conosci», sbottai.
Annuì. «Questo è vero. Ma mi basta vedere il modo in cui reagisci quando dico parole come 'cazzo' o 'sesso' per confermare la mia teoria.»
Feci una smorfia sconfitta. Era davvero irritante. Decisi di prendere una sigaretta almeno tra le dita, ma non appena alzai la mano per afferrare una sigaretta si mise il pacchetto di nuovo in tasca.
«Ei!»
«Il fumo fa male, Juliet. E in più ti si legge in faccia che non hai mai provato», enunciò, spostando lo sguardo sulla vista della finestra. Rimase con la sigaretta tra le sue labbra.
Incrociai le braccia al petto. «Bè... C'è sempre una prima volta.»
«Non fare qualcosa che non vuoi, Juliet. E non sarò io a farti fumare la tua prima sigaretta», manifestò serio. Rimasi col fiato pesante. Era come sentire me stessa parlarmi, solo che in quel momento io non sembravo me stessa.
Disprezzavo il fumo, davvero, ma tra le sue labbra quella sigaretta sembrò un po' meno letale di quanto la vedevo di solito.
Girò il suo volto verso di me, incatenando le sue iridi versi alle mie. Mi fece un passo incontro. Si prese la sigaretta dalle labbra, soffiandomi lievemente sul viso. Rabbrividii, mentre lo scrutai con attenzione.
«Dibattito quindi, eh? Ti facevo sveglia», disse, mentre tenne le mani sui suoi fianchi. Cosa continuava a succedere?
Io li odiavo i ragazzi così mi piaceva torturarli e metterli in difficoltà. Aiden rappresentava il contrario del tipo di ragazzo che volevo, ma allora cosa mi faceva sentire quella sensazione di calore nel ventre nel momento in cui si avvicinò.