Capitolo 94- Bel sangue.

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Toby: chi era amore?
Io: nessuno, non preoccuparti.
Sentii suonarmi il telefono ed era strano dato che di solito era Toby a scrivermi, al limite Jane.
Toby: chi è?
Io: facebook.
Mmmm che mi nasconde?
Io: ti aspetto nello studio dello Sland, devo farmi curare questo braccio. Mi fa un male cane.
Toby: ci vediamo direttamente giù dai.
Io: perfetto.
Stavo mentendo. Nessuna notifica di facebook mi era arrivata, era Jeff. Diceva si starmi aspettando nello studio di Sland.
Mi fiondai lì, ne felice ne triste. Forse più irritata direi.
Jeff: eccoti.
Io: ma mi spieghi che succede?
Chiusi silenziosamente la porta dietro di me.
Jeff: cosa?
Io: non mi ti fili mai, la nostra è un'amicizia basata su silenzi e gesti semplici e tu dal nulla fai l'amicone bonaccione?
Jeff: mi sono reso conto che...
Io: cosa?
Jeff: che sei la mia unica vera amica. 
Ci rimasi un po' spiazzata. Mi aspettavo chissà quale cazzata, invece mi stupì.
Io: ah...
Jeff: l'unica in grado di capire come mi sento, cosa mi piace fare e quando mento! Sei l'unica tra tutti quanti. Jane.... Jane è la mia futura moglie, la amo da impazzire. Ma non è come te! Lei è solo la mia ragazza, non è mia amica in poche parole. Ed è questo che invidio di te e Toby. Siete sposati e siete migliori amici, combo letale!
Io: capisco cosa intendi. Beh, anche io ti reputo il più speciale. Insieme a Toby, siete stati tra i primi ad accogliermi.
Jeff: quando sei arrivata, eravamo quattro gatti che bisticciavano e si mordevano, tu ci hai reso amici, fidanzati, amanti e uniti. Ogni volta che qualcuno si aggiungeva, tu lo trattavi come fosse sempre stato a casa e lo facevi integrare. Sei l'unica che ha quel minimo di umanità.
Io: shhhh! Sei matto?!
Jeff: dai scema. È vero. Ti stimo per questo.
Mi prese una guancia tra indice e medio e mi diede un pizzicotto leggero, sghignazzando. Sentivo di poter dire tutto a quel ragazzo, sapevo che avrebbe rispettato le mie scelte e apprezzato la sincerità.
Io: mutaforma e condizionatrice cerebrale, a detta di Sland.
Jeff: serio? Wow, pericolosi.
Risi guardandolo.
Io: dovevi darmi qualcosa? O almeno questo mi hai scritto.
Jeff: che Sland mi perdoni, tieni.
Mi passò un libro rovinatissimo e impolverato. La carta era di papiro, probabilmente egiziano. La rilegatura era molto posteriore, forse del medioevo circa.
Io: cos'è???
Jeff: mi sono arrampicato susu e l'ho trovato. È il libro di Nostradamus, so che non credi tanto nelle profezie, ma so che lo troveresti avvincente da un punto di vista scientifico e logistico. Hai portato lo zaino?
Io: oh beh wow! Il fatto che qualcuno mi ascolti mi sbalordisce! Sei mitico, ti adoro!
Jeff: ahahah ho fatto bene allora. Inoltre..... Ho un altro regalo. Diciamo, un regalo per Natale. Sai che volevo sbalordirti.
Io: vero. Allora?
Jeff: eccolo!
Fece un passo all'indietro e nell'inchino allargò le braccia.
Io: scherzi vero?!
Jeff: hai la più completa disponibilità alla biblioteca privata di Sland. Potrai leggere tutti i libri qui presenti, ma non devi portarli via. Perciò quello devi nasconderlo. Se ti sgama, beh, non esitare a darmi la colpa!
Io: sai che mai lo farei! Comunque grazie, grazie davvero! Beh da qui credo scaturisca il mio regalo.
Jeff: ahahah cioé?
Io: noto sempre, quando leggo i miei libri a tutti voi in salone quando piove, che tu non esiti un attimo, non smetti mai di sentire! Specie se sono libri scientifici-matematici. A quelli anche Hoodie cede spesso, ma tu mai. Le alternative sono che o la mia voce ti ipnotizza, o dormi a occhi aperti, o sei un intelligentone ma non vuoi farlo vedere.
Jeff: manterrai il segreto?
Io: sempre.
Jeff: amo Hawking, ho letto i suoi libri. Margherita Hack è uno dei miei idoli insieme a Marie Curie! La bomba atomica mi emoziona quanto Einstein.
Io: ma allora sei tu il mio gemello perduto! Avremo molti spunti di conversazione, direi.
Jeff: se vuoi, puoi leggere questi libri a me. Se ti va eh.
Io: con molto piacere.
Gli feci un occhiolino e iniziai a girovagare per la stanza ovale, ammirando ogni singolo libro, pezzo di carta o aggeggio lì presente.
Sentii aprirsi la porta e istintivamente presi il coltello.
Sland: calma, sono qui per il braccio.
Toby: che ci fai qui, Jeff?
Jeff: cazzi tuoi mai?
Toby: devi ancora farti parare da una donna?
Jeff: e tu devi ancora picchiarla?
Io: ehi ehi, ho già un braccio rotto, non vorrei rimetterci tutto il pacchetto! Statevi calmi o giuro che avrete paura di incontrarmi per casa. Compreso? Bene. Allora Sland, sicuro è rotto.
I due si lanciarono uno sguardo che non mi piacque per niente. Sembrava dire 'ci rivedremo dopo'.
Io: puoi far qualcosa?
Sland: chiedi anche? Ecco, bevi.
Mi diede una boccettina con un liquido rossastro, non feci domande e ingurgitai. Sapeva di sangue, ma aveva un retrogusto particolare e intenso, come di ferro.
Io: mmm schifo! Ma cos'è?!
Sland: un po' del mio sangue. Può curare tutto.
E i bambini?
Sland: no, non avranno problemi.
Me ne servirebbe un po'...
Sland: scordatelo. Senti Clock, ho dato il permesso per la biblioteca, ma non dovrai disturbarmi per nessuna ragione.
Io: sarò silenziosissima. Ma sai, se potessi portarli in camera...
Sland: si vedrà. Ora uscite.
Io: wow, il braccio è perfetto!
Toby: sono felice amore. Vuoi del thé?
Io: oh si. Scendiamo dai. Vieni Jeff?
Jeff: devo parlare con Sland. Ti raggiungo dopo.
Gli sorrisi ed io accompagnata dal biondo, scendemmo le scale per ritrovarci da soli in cucina.
Io: ma dove sono tutti?
Toby: sono usciti.
Io: meglio così... Siamo soli eh?
Gli lanciai uno sguardo provocatorio che subito fu colto.
Toby: così mi tenti.
Corremmo di sopra, ci chiudemmo in camera e da cosa nasce cosa.... Potete immaginare no?

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