Capitolo 111- Davvero speciale.

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La mia vita andava, non a gonfie vele, ma discretamente.
Dopo aver chiarito con Toby e scherzato con Jeff, andai nella camera vecchia di LJ, ero sicura di trovarlo lì.
Io: posso?
LJ: sempre.
Entrai tranquillamente, accendendo la luce.
LJ: mi ha perdonato, ma non mi vuole intorno per un po'.
Io: devi 50 a Jeff.
LJ: ma dai! Che cazzo Clocky, prima a lui che a me?!
Entrò anche l'altro.
Jeff: eh che vuoi farci, ho un potere straordinario.
Io: sì, si chiama ubriacarsi.
Jeff: intanto paga pegno.
Il ragazzo scocciato gli passò una banconota dopo aver cercato nella tasca dei jeans.
LJ: sono offeso.
Io: mi dispiace per il tuo compleanno... Speravo andasse meglio di così. Avevo preparato una sorpresa, da cacciare una volta soli noi tre... Ma Jeff doveva portare birra e canne!
Jeff: sai, non volevo morire per mano di quello che si bomba la mia tipa. Che poi, per inciso, è il Diavolo.
LJ: mi sono divertito, grazie davvero. Ah senti Jeff.... Mi dispiace per Jane. Ero brillo, mi ha sedotto e niente, una cosa tira l'altra. Ti assicuro che se fossi stato sobrio mai avrei accettato.
Jeff: non preoccuparti amico, quella in torto è lei. Quella gran troia. Mi spiace solo per Clock, Masky, Nina e EJ... Le vere vittime sono loro e ovviamente voi sedotti.
Io: sono distrutta... Non tanto per Toby, con lui è ok, ma per Jane. Cazzo la mia migliore amica... Non è stato tanto il fatto di essersi passata mio padre, è un figo della madonna, ma di non avermelo minimamente accenato.
Alcune lacrime rigarono il mio volto, pallido e freddo.
LJ: Clocky, ti senti bene?
Io: n-non troppo...
Il tempo di dire quelle due pare, che svenni tra le braccia di Jeff.
Grazie al mio fastidiosissimo potere, ero in grado di sentire tutto.
Jeff: che facciamo?!
LJ: calmati! Non possiamo chiamare Toby, faremo ancora più casino. Prendi quella bottiglia d'acqua e quell'asciugamano.
Jeff: tieni.
Me li poggiò sulla testa, l'acqua era calda e il tessuto morbido.
Jeff: cos'è?
LJ: acqua calda... L'aiuterà.
Dopo pochi minuti, effettivamente, mi svegliai.
Avevano subito pronti dei biscotri, che divorai voracemente.
Io: grazie LJ...
LJ: e di chè?
Sorrisi lievemente.
Jeff: beh, io di là non dormo solo, quindi, CIAO COINQUILINI!
Si buttò nel letto con noi e come un bambino piccolo sorrise ingenuamente.
Io: ottimo!
Ricambiai il dolce sorriso.
LJ: dio, quanto mi odi?
Ridacchiò anche lui e si stese vicino a me. Io ero proprio nel mezzo, con lo sguardo fisso al muro. Non potevo dormire, non ci riuscivo più. Quando poggiavo la testa sul cuscino, i pensieri altrui affluivano copiosamente, rompendo il riposo prima che esso potesse cominciare.
Io: LJ? So che sei sveglio. Ho dormito spesso con te e quando dormi, ti muovi come un matto.
LJ: mi hai sgamato.
Io: Jeff? Anche tu sei un cavallo.
Jeff: il sonno se ne è andato tante palpate INVOLONTARIE fa....
Io: certo.
LJ: che facciamo? Sono le 5...
Io: Zero ancora non esce, non credo andremo oggi. Posso disegnarvi? La mattina mi rilasso così!
Jeff: prego.
Presi tutto il necessario e una volta che mi rinfilai nel letto, feci uno schizzo veloce.
Io: mi accendi una sigaretta? Facco un casino poi con il carboncino.
Jeff: si certo, tieni.
Diedi una bella aspirata, di quelle potenti e saporite.
LJ: madonna, quate cazzo di tipe mi scrivono?
Jeff: lasciamo stare. Tutti orride poi.
Io: sono la mia croce. Tutti che mi chiedono di scopare o come sono a letto. O ma saranno pure cazzi miei.
LJ: ma infatti! Per sicurezza, come sei?
Io: ammazzati, di cuore.
LJ: quanto?
Jeff: direi 10. Cazzi, sono durato pochissimo. E io non sono uno facile.
LJ: porco cazzo, non hai dato 10 neanche a Sasha!
Io: sono sopra a Sasha? AWWWWW che dolcino!
Jeff: oh, Sasha fa schifo al cazzo. Megan vince...
LJ: però a lei hai dato 9. Perchè cazzo prima a lui e non a me?
Io: fammi ubriacare e ti farò vedere le stelle tesoro.
Il ragazzo, ad occhi aperti, fece finta di chiamare qualcuno.
LJ: si pronto? Un camion di birra, grazie.
Io: AHAHAHAHAH cujo.
Jeff: Clock mi ha fatto un pompino e a te nooo.
Io: non preoccuparti Jack, avrai presto 110 € euro in tasca.
LJ: cazzo, una spagnola ci starebbe benissimo mo.
Io: se fossi brilla... Dai su, siete i miei fratelli!
I due si guardarono maliziosi.
Jeff: amiamo gli incesti.
Riposi il quaderno con gli schizzi e mi risdraiai nel letto, accovacciata.
Da dietro, LJ mi strinse forte, mentre Jeff, che finiva la mia sigaretta, guardava il soffitto. Gli stavo facendo i grattini sul petto nudo, lo facevo sempre. Ad un certo punto bussarono. Toby: so io.
Io: entra amore.
Toby: vi siete espansi eh?
Io: amò so le 5.15, come mai già sveglio?
Toby: cesso. Disturbato niente?
LJ: magari cristo di dio....
Toby: ottimo ahahah.
Il ragazzo biondo alla porta mi sorrise e se ne andò, richiudendola.
Jeff: vi ammiro.
Io: perchè?
Jeff: perchè anche nelle situazioni più equivoche, voi siete fedelissimi.
Io: ci fidiamo. Siete comodi, sapete?
LJ: ho anche altro di comodo, sai?
Io: lo proverò, prima o poi. Ti basti saper ciò.
Jeff: a me non farai mai più niente eh?
Io: assolutamente nope.
Jeff: beh, mi sono goduto l'attimo.
Io: siete due scemi.
LJ: siamo uomini.
Io: vi immaginate se nessuno di noi fosse fidanzato?
Jeff: scoperemmo come ricci.
Io: i mega orgioni...
LJ: avrei il tuo culo sempre pronto.
Jeff: tu culo, io davanti.
Io: pervertiti....
LJ: dai che lo pensi pure tu.
Io: madonna, mi sbatterei Hoodie e BP a tutte le ore del giorno. Quei due... Mmmm quei due.
Jeff: e noi no?! Ottimo.
LJ: offesi.
Io: dai, che la darei anche a voi. Però sinceramente, credo che starei comunque con Toby. Lui è il mio tutto...
LJ: sei proprio buona.
In modo molto repentino, saltai a calvalcioni sopra LJ e cacciai il coltello dal calzimo, dove lo tenvo sempre, puntandoglielo alla gola.
Io: cosa hai detto? Non ho sentito bene.
LJ: così mi fai eccitare però.
Mi tirai in avanti lasciandogli un veloce bacio sulle labbra.
Io: si sente.
Mi ributtai indietro, stesa come poco prima.
Jeff: cazzo, mi sono eccitato io che nom c'entravo nulla!
LJ: immagina io.
Io: non sono buona porco cazzo.
Ero arrabbiata, mi si leggeva in volto.
Quando i due capirono che non c'era niente da scherzare, si strinsero a me. Ero di spalle a LJ, che mi abbracciò e iniziò a massaggiarmi la guancia, mentre Jeff mi guardava negli occhi e continuava a giocare con una ciocca di capelli.
Jeff: essere buoni non è un male...
Io: noi eravamo buoni e ci sono successe cose indicibili.
LJ: è vero. Ma ormai un pizzico di bontà non uccide.
Io: se lei non ucciderà me, io non sarò cosi simpatica da non ricambiare il favore.
Jeff: oh Clocky, vorresti uccidere una tra le poche cose buone della tua vita?
Io: la bontà è per perdenti. Guardatemi dai, mi sono occupata così tanto dei miei bambini, dandogli tutta la bomtà che avevo in corpo e ho perso di vista il mio lavoro. Non mi faccio più fottere così...
LJ: per me sei speciale così invece. Sei la nostra Clocky. L'unica ancora di salvezza.
Jeff: sei la nostra puttanella dai!
Io: oh grazie Jeff!
Le mie flebili lacrime si trasformarono in sentite risate.
Io: solo voi siete così cretini da farmi ridere in momenti di merda.
LJ: è un dono.
Jeff: non meritiamo un kissino?
Io: ma anche no ahahah.
Jeff: ma allora sei puttana eh!
Io: awww quanto sei dolce! Ma senti Jeff... Con Jane? So che ti sto stressando ma non so... È una situazione così di merda.
Jeff: niente, ho riflettuto che in fondo è solo sesso.
Beh certo, è figa. Però non è Clock...
Io: dai Jeff, non pensare questo... Mi fate sentire una troia.
Wow, ha la guancia morbidosina!
Io: ok, questo invece mi spavemta LJ.
LJ: lui che dice?
Io: che Jane non sono io...
LJ: direi proprio di no, nessuna ti batte.
Jeff: lui?
Io: che ho le guance 'morbidosine'...
Jeff: amico non stai bene. Che ore sono?
LJ: oh mio dio!
Jeff: cosa?!
LJ: non sono neanche le 6. Mi ammazzo ora.
Io: benvenuti nel gruppo. Passo così tutte le notti.
LJ: ma vai co Jeff, lui non dorme.
Io: serio?
Jeff: mai dormito... Come pensi riesca a chiudere gli occhi, se non ho le palpebre?
Io: me lo sono sempre chiesta, ma boh, non volevo sembrare scortese. E che fai di solito?
Jeff: aiuto Jane....
Io: ah... Beh, d'ora in poi, se vuoi, puoi stare con me e Zero.
Jeff: che fate voi?
Io: fino a circa le 4, se non andiamo ad uccidere, cazzeggiamo. Poi a quell'ora ci incamminiamo verso il più alto albero al centro del bosco, ci arrampichiamo sulla cima e io disegno il sole che sorge, mentre lei fotografa e sente la musica.
Jeff: forte. Okay, volentieri.
Io: ehi LJ, non sei stanco?
LJ: la notte è il mio regno, di solito passo tutta la notte ad accattare bambini. Dormo il pomeriggio tantissimo e poi quando rientro. Ieri pomeriggio ho dormito 7 ore, quindi sto ok.
Jeff: io non ho mai dormito... Dopo questo ovviamente.
Si indicò le pupille bruciate e io, d'istinto, sorrisi dolcemente.
Jeff: non ricordo com'è chiudere gli occhi, com'è poter pemsare senza guardare.... Da piccolino, pensavo ci fosse un mostro nell'armadio. Allora chiamavo mamma e mi infilavo sotto le coperte serrando gli occhi. Lei, con la sua immane bellezza, veniva da me, apriva l'armadio e mi intimava dolcemente di uscire. Quando lo facevo, con le dita accompagnava le mie palpebre per aprirle. Non scorderò mai la gioia di aprire gli occhi e non trovare nessun mostro. Ora purtroppo, lo vedo sempre nello specchio.
Io: sei tutto tranne che un mostro.
LJ: Posso chiederti perche?
Lo guardammo in attesa di qualcosa, non tanto una risposta quanto una reazione.
Jeff: chiedi a tuo fratello, quello vero.
Io: Pupp?
Jeff: oh si... Sono stato la sua prima vittima. Mi ha madato in depressione totale, ma la vocina nella mia testa, invece di intimarmi a suicidarmi, mi ordinava di uccidere gli altri. Allora feci questo scempio, andai dai miei e li uccisi. Risparmiai quello stupido di mio fratello. Grande errore. Purtroppo ancora mi cerca e ancora prova ad uccidermi.
Io: Liu?
Jeff: quel demente...
LJ: mi ricorda qualcuno...
Jeff: ah ah ah, spiritoso.
Non c'è giorno che passa, dove io non penso a Liu... Chissà dove si trova, chissà che cosa fa.
Io: starà benissimo.
Feci un sorriso strano, un sorriso che rivolgevo solo ai miei figli, un sorriso materno.
LJ: che ne dite di far colazione?
Io: che ore sono?
Jeff: mmm le 6 meno 10....
Io: che cosa volete per colazione? Ve lo preparo.
LJ: sul serio?
Io: sono al servizio di quei due cosi tanto, quindi a questo punto.
Jeff: grazie Clocky.
Io: de nada.
Mi alzai svelta, prima di quei due. Li sentii ridere come coglioni però.
Io: che succede?!
Jeff: emmmm credo che...
LJ: si mm lo penso anche io.
Io: oh no!
Mi levai svelta le mutande e vidi le mutande sporche lievemente.
Io: cazzo, il ciclo no!
Andai veloce al cassetto dell'armadio in quella che una volta era la camera di LJ.
LJ: che cerchi?
Io: io lascio sempre due o tre mutande nelle stanze di tutti e qualche assorbente, così se mi trovassi in queste situazioni, non dovrei girare mezza nuda o con le mutande sporche. Sno un genio, lo so.
Jeff: quindi se cerco nello studio di Sland trovo delle mutande e assorbenti tuoi?
Io: terzo cassetto a destra. Oh! Eccole qua.
Jeff: indagherò
LJ: tra i miei Boxer?! E non me ne sono mai accorto...
Io: Jeff, ho un quaderno dove segno il numero. Se me ne scompare un paio, lo saprò.
Jeff: ummmmm.
Mi infilai le mutande pulite con l'assorbente.
Io: voi non avete visto niente.
LJ: ho visto ciò che volevo, posso morire in pace.
Jeff: oh si, hai detto giusto amico. Comunque, mi basta pane e nutella.
LJ: a me una tazza di qualcosa. Basta che mi tiri su.
Io: che ne dite di una birra?
Si guardarono sorridendo.
Jeff: mi piace questa vena alcolista di Clock.
LJ: a me piace qualsiasi vena di Clock, sai com'è.
Io: andiamo idioti! Ah no fermi, mi metto qualcosa.
Aprii l'ultimo cassetto e cacciai una tuta leggera.
LJ: e questa?
Io: emmmm ti adoro?
LJ: sssse.
Jeff: ho paura di sapere cosa troverò nei miei cassetti.
Io: da te un pigiama. E comunque, sono io che dovrei lamentarmi. Da te LJ ho travato Maria a non finire.
LJ: shush, Sland non deve sapere.
Io: obvs, e da te Jeff un pacco di preservativi enorme. Per non parlare di quelli usati.
Jeff: A) nessuno ti ha chiesto di guardare. B) non avevo il cesto dell'immondizia....
Io: andiamo dio santo.
Scendemmo in cucina, stralunati come non mai.
Jeff prese le birre dal frigo mentre LJ la nutella. Io, ovviamente, affettai il pane. I lavori più simpatici capitavano sempre a me.
Mi sedetti sulle vambe di Jeff, come facevo ogni mattina, e mentre bevevo la mia saporita birra, sfogliavo la solita rivista di qualche anno prima, così, per divertimento.
Io: oh mio dio! Belen e quello si son separati!
LJ: si, nel 2015 scema.
Jeff: wow, quanto interesse.
LJ come al solito leggeva un giornale sportivo, inveendo contro ogni singolo giocatore. Jeff invece, quando mangia, fissava un punto vuoto, mentre con una mano giocava con i miei capelli.
Io: Jeff.
Continuavo a sfogliare la rivista annoiata.
Io: continui a fissare il vuoto.
Jane: oh lui si diverte così. Che bel terzetto fate eh! I bff della casa.
Tutti e tre girammo lo sguardo verso le scale, con un misto di rabbia e odio negli occhi, ma poi tornammo a fissare il vuoto, sfogliare annoiati una rivista o inveire cntro qualche giocatore.
Io: buongiorno.
Jane: come mai farò senza la vostra parola?! Morirò credo.
Io: sai, non ti è mai uscito bene il sarcasmo.
Jane: sti cazzi.
Io: come non le sono mai riusciti i pompini, d'altronde. Quando si usa la bocca, la poverina non sa cosa fare.
Jane: tu che ne sai?!
Io: forse dovrebbe imparare a chiuderla, e non intendo adesso la bocca.
I ragazzi trattenevano a stento le risate e le lacrime. Io li guardai e dopo aver alzato le sopracciglia, ridacchiai.
Jane: molto maturi, tutti quanti. Ammazzatevi, grazie.
Io: il sentimento è ricambiato. Jane...
Jane: che vuoi?
La guardai con la pietà negli occhi e le ricambiò con uno sguardo speranzoso.
Io: lascia le birre, le abbiamo pagate noi.
Quelle frasi mi uscirono con un tono così aspro e duro, da farla lacrimare.
Jane: fanculo.
Lanciò le due bottiglie a LJ e Jeff che le ripresero al volo, guardandola sempre con odio.
Se ne andò piangendo, mentre i ragazzi si congratularono con me per la mia cattiveria.
LJ: ok, la tua bontà va e viene eh?!
Io: lei non merita niente da me.
Jeff: sei fantastica.
Davvero speciale.
Peccato sia sua.
Fortunato.
Tornammo tranquillamente ai giornali, anche Jeff, finito pane e nutella, inizò a guardare con me la rivista. Finita quella, presi una rivista recentissima di moda.
Io: come mi starebbe questo?
Jeff: questo bianco o questo blu?
Io: blu ovviamente.
Jeff: mmm ti farebbe un bel culo, ma coprirebbe completamente le tette, cosa no buona.
L'altro ragazzo posò il giornale e puntò lo sguardo sulla rivista.
LJ: questo verde, ti starebbe una favola.
Io: awww il mio preferito!
Jeff: quanto costa?
Io: cerco su internet. Allora.... Ummm.
LJ: quanto?
Io: in sventidata 150 €.
Jeff: beh si può fare. Dovelo vendono?
Io: in un negozio fighissimo che sta anche in Ascoli!
LJ: allora veniamo con te a portare Pros e poi andiamo là.
Jeff: che bello, lo shopping.
Io: ehi Jeff, questi non sono i jeans che volevi?
Jeff: si. Quanto vengono?
Io: 50.
Jeff: direi che è ora di sfruttare il tuo fantastico pompino! Dove li vendono?
Io: in un negozio sempre al centro, ti ci porto se vuoi.
LJ: yee che bello. Finalmente si esce.
LJ amava stare fuori casa, era un pretesto per levare la maschera e girare libero. Jeff invece doveva ricorrere all'aiuto di Sland e coprire le sue ferite non lo faceva sentire meglio.
Io: Pros, sono le 6.20!
Pros: devo rivedermi Storia!
Jeff: che cazzo, la so a memoria io tra poco!
LJ: Jeff cerca di dire, che andrà benissimo.
Io: prendi questa.
Pros: sei matta? Non posso bere prima di andare a scuola.
Io: vero... Pane e nutellla è illegale? Prendi il mio, non mi va.
LJ: cosa? Tu che rifiuti del cibo?!
Io: non faccio mai colazione presto, non mi cala nulla prima delle 10.
Jeff: altro invece ti cala.
Mi diede un lieve pacca sulla coscia e con LJ ridacchiò.
Io: te lo taglio eh.
Jeff: simpatia.
Mi alzai, lasciando un bacio sulla fronte ad entrambi.
Pros: oggi possiamo andare prima? È alla prima ora l'interrogazione e vorrei ripassare ancora.
Io: alle 7 si parte allora. Andiamo ragazzi, dobbiamo prepararci.
In branco ci muovemmo verso la camera di LJ, dove avevamo portato i vestiti per non svegliare nessuno.
Mi levai la canottiera rimanendo a petto nudo per qualche secondo prima di infilare il reggiseno.
Io: LJ me lo chiudi?
LJ: si, ci provo.
Subito me lo chiuse e potemmo vestirci in santa pace. Ovviamente con la musica di sotto fondo.
Jeff: sempre con la musica nelle orecchie.
LJ: come si chiama questa canzone?
Io: Renegade, questa è la colonna sonora della mia vita. Questa è la mia vita.

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