Capitolo 77

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Nel tardo pomeriggio, Francesco mantenne la promessa e portò i nipoti e la cognata al parco.

Mentre Gaetano si godeva una macchina elettronica sotto gli occhi innamorati della mamma che si premurava di fare video e foto da mandare ai nonni e al marito, Gioia si cimentava a salire e scendere dallo scivolo mentre lo zio la osservava felice anche lui fingendosi fotoreporter.

In una delle ultime volte in cui Gioia stava scivolando, poggiò male i piedini a terra e cadde a terra sbucciandosi le ginocchia e provocando un pianto disperato nella bimba.

Impanicato Francesco le si avvicinò e cercò di rasserenarla mentre cercava con lo sguardo Giada affinchè potesse raggiungerli e aiutare la figlia.

-'piccina brucia?'- chiese una donna avvicinandosi alla scena del misfatto

Gioia annuì mentre tirava su con il naso intanto che Francesco osservava la scena

-'questo brucia un pò ma poi ti passa'- disse con dolcezza quella sconosciuta passando sulle ginocchia della bimba delle salviettine umidificate-'ma tu sei una bimba brava e coraggiosa , vero?'- si complimentò la donna mentre continuava a ripulire quelle ginocchia intanto che la bimba cessava di piangere e stringeva forte le mani dello zio che basito assisteva alla scena.

-'ecco fatto' - concluse la donna sistemando dei cerottini sulle lievi ferite della piccola

-'gazze'- rispose la piccina mentre si asciugava gli occhietti con la manica della maglia lasciandosi andare agli ultimi singhiozzi

-'sei anche molto educata oltre che coraggiosa'- rise la donna per poi rivolgersi finalmente allo zio -'dite a vostra moglie di cambiare i cerotti appena arrivate a casa'

-'è mia nipote non mia figlia'- spiegò Francesco ammaliato dagli occhi azzurri di quella donna perfettamente sconosciuta che aveva calmato il pianto disperato della nipotina e curato le escoriazioni-'comunque piacere Francesco'- si presentò l'uomo 

-'piacere Ilaria, e tu piccina come ti chiami?'- chiese lei 

-'Gioia Baone'- si presentò con un certo orgoglio la piccina provocando la risata cristallina di Ilaria

-'posso offrirle un caffè per ringraziarla'- propose Franz 

-'non ce n'è bisogno'- cercò di dileguarsi Ilaria ma venne interrotta dalle urla di Gioia

-'mami mami'-chiamò la bimba intravedendo da lontano la mamma e il fratellino

-'Giò cosa è successo?'- chiese la mamma notando i cerotti sulle ginocchia e gli occhi arrossati della figlia

-'tono civolata ma Lalia mi ha cuaato'- spiegò brevemente la figlia indicando con il ditino la donna accanto al cognato

-'Grazie '- disse semplicemente Giada

-'non c'è bisogno di ringraziare. E' stato un piacere aiutare Gioia e poi è stata coraggiosissima'- disse Ilaria mentre la bimba si lasciava prendere in braccio dalla mamma per ricevere la giusta dose di coccole

-'Già mi spiace, stava giocando senza problemi'- si scusò Franz quasi senza respirare

-'stai tranquillo Franz, è una bambina si fa male un giorno si e l'altro pure'- scherzò la cognata sdrammatizzando il tutto-'ancora grazie a te ...'

-'Ilaria'- disse la ragazza intuendo la difficoltà di Giada - ' e comunque davvero non c'è bisogno di ringraziare, non ho fatto granchè'- sminuì lei

-'mi hai salvato dal pianto disperato di mia nipote'- la corresse ridendo Francesco mentre accoglieva tra le sue braccia Gaetano che gli tirava la barbetta per attirare l'attenzione

1.Sono qui, vivimi - (sequel E Sei Splendida)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora