Idea e testo di @9Ninth che ho modificato quasi del tutto nella forma.
Ti ritrovasti a fissare un cancello di ferro arrugginito nella parte superiore, mentre il taxi correva via da quel posto.
Un cigolo spettrale aprì l'inferriata.
Provasti a camminare senza fare rumore sul sentiero di ghiaia, battuto fino all'atrio d'ingresso.
Una guardia giurata tutta in tiro venne al tuo fianco, scortandoti fino all'ufficio informazioni della struttura psichiatrica.
Il camice bianco le arrivava fin quasi ai piedi per la sua strana statura, ma ciò che saltava agli occhi era il suo sguardo torvo che ti fissava con disprezzo.
-Cerco Ninth-
Lei ti indicò una stanza, la 99.
Ti incamminasti verso il terzo piano, come ti aveva detto la ragazza.
Le scale erano rustiche, in legno, e scricchiolavano leggermente ad ogni tuo passo.
C'erano nove porte prima della sua.
Guardandole ti ricordasti per quale motivo avesse scelto proprio quel nome.
9Ninth: la protagonista di uno strano film che diventava un'assassina professionista; il 9 simboleggiava le suo nove paure, quelle che non mi aveva mai rivelato.
Alcune urla dalla stanza 94 ti fecero accelerare verso la tua meta.
Raggiungesti in fretta una guardia che era lì a fine corridoio.
Firmò il tuo permesso ed aprì la porta.
Lo spettacolo fu quasi raccapricciante: tenevano la tua amica legata con cinture di cuoio ad una struttura verticale; la camicia di forza bianca metteva in risalto le chiazze di sangue proveniente dalla bocca.
Entrò un gruppo di uomini massicci che la liberò delle cinture e della camicia.
Aveva le braccia piene di puntini rossi e i capelli tagliati da mani inesperte le ricadevano a ciocche irregolari sui suoi occhi profondi.
-Ciao- ti sussurrò con voce rauca, come se potesse graffiarti la pelle con quel suo tono.
Era magrissima, non mangiava nulla se non i farmaci per la sua infermità.
Avevi ottenuto il permesso di cenare con lei dopo il vostro colloquio, se un bisbigliare frasi senza senso può definirsi tale.
Un infermiere venne ad agganciarle le manette ad una lunga asta per scortarla fino alla sala comune.
Lì vi accomodaste l'una di fronte all'altra e potesti scorgere nei suoi occhi una certa quiete: probabilmente era da troppo tempo che non vedeva la luce di quel posto.
Ma la pace durò poco.
Sollevò il labbro mostrando i denti, mentre i suoi occhi si coloraro di sangue.
Ti voltasti verso il punto che fissava e vedesti una donna magrolina, con i capelli tinti di rosso e una gonna corta dello stesso colore.
Si affaticava a raggiungervi.
Vi salutava da lontano.
Aveva una voce pesante, e la sua corsa ti infastidiva.
Ci volle poco affinché la riconoscessi: era Flora, colei che aveva denunciato la tua amica, fingendosi una buona donna e promettendole un aiuto pee la sua condizione.
-Mi hanno trattenuto a scuola per la riunione, come stai?- disse con un tono cantilenante alla ragazza davanti a te.
Volgesti finalmente lo sguardo alla tua amica e ti pietrificasti nel notare in quanto poco tempo fosse riuscita a liberarsi della manette.
Gettò a terra la sedia alzandosi e afferrò il tavolo al quale stavate cenando
Lo sdradicò sollevandolo in aria e lanciandolo verso la donna.
Nella furia del gesto lo spigolo del tavolo colpì la tua fronte e cominciasti a sanguinare.
Allontanandoti potevi avvertire la debolezza che colpiva le tue gambe fino a farti accasciare in un angolo, mentre Ninth sbranava la donna che cercava di divincolarsi dalla sua presa possente.
Potevi sentire l'odore del sangue che tu colava verso gli occhi mescolarsi a quello della carne viva della donna implorante aiuto.
Notasti dei camici bianchi arrivare in soccorso di ciò che restava di quell'essere.
Poi il buio.
Ti risvegliasti diverse ore dopo, ammanettata ad un letto bianco, bianco come la camicia di forza che legava il tuo corpo.
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Immagina
FanfictionRaccolta di IMMAGINA personali e su richiesta, qualsiasi genere, stile, personaggio e situazione. Copertina di @aliss19
