Immagina Ferragosto II Finale alternativo

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Erano le 22 esatte e tu eri lì a dondolarti sulle gambe aspettando che il resto del gruppo arrivasse.
Non conoscevi molti di loro, ma ti eri adeguata alle amicizie che i tuoi amici avevano stretto in poco con tutti gli altri turisti accanto al vostro ombrellone.
Dopo appena dieci minuti quella ventina di teste maschili ti raggiunge, tutti carichi di buste della spesa con panini, bibite, alcol, schifezze di ogni genere, dalla cioccolata agli orsetti gommosi.
-Raga vi ho preso le cartine!- la voce femminile di fece sobbalzare: erano arrivate anche le altre dieci ragazze del gruppo, munite di tutto l'occorrente per una serata da sballo.
Vi incamminaste per il lungomare chiacchierando fra voi e arrivaste allo spiazzo di sabbia deserto, dove sareste rimasti indisturbati per tutta la notte.
Venti minuti e i teli erano distesi attorno al grande falò, le buste svuotate e i due maschi-cuochi alle prese con griglia e salsicce.
-Vuoi?- un biondino dal viso smunto e pallido ti passò una sigaretta appena fatta sotto al naso e tu accettasti sorridendogli.
Subito si rimise all'opera rollando quello che sembrava più di semplice tabacco.
Poi passò la sua lingua sulla cartina per sigillare il tutto.
A lavoro compiuto, era una canna perfetta.
-Azzo! Ci sai fare!- scherzasti con lo straniero.
-Eh, da noi devi saperlo fare o sei fuori!- aveva una voce calda e melodica.
-Perché sei fuori?-
-Finalmente qualcuno a cui non interessa sapere solo da dove vengo!- sbuffò e si voltò, ma sapevi che si sarebbe girato per risponderti.
-Perché mio padre ha spacciato per anni, ora è in carcere, ma i miei zii continuano a lavorare per lui ed io sono costretto ad aiutare la mia famiglia...- c'era una nota di disprezzo nell'ultima parola. -Vendo ai miei amici, ai compagni di scuola e molti di loro sono totalmente incapaci ed io ho imparato a provvedere!- abbassò il capo e tornò a fissare la sabbia sotto di voi.
-Quanti anni hai?-
Sembrò sorpreso dalla domanda e bofonchiò un numero simile a 17.
-Beh allora fra poco potrai andare via da tutti loro. Io ho un letto in più a casa!- scoppiaste a ridere e il suo volto abbandonò quell'espressione severa che aveva mantenuto fin dall'inizio.
Finiste di fumare e vi sdraiaste sui vostri teli, con i piedi che toccavano la sabbia fredda della mezzanotte.
Continuò a fissarti per diversi minuti ed imbarazzata gli chiedesti cosa stesse facendo, imbattendoti in quei suoi occhi lucidi e meravigliosi.
-Guardo le stelle.- la tua pelle fremette a quel dolce sussurro.
Valutasti il rispondere con sarcasmo, ma ti lasciasti cullare dalla dolcezza del biondino e ti avvicinasti ancora a lui.
Ti mise una mano sulla fronte e la lasciò scivolare lungo i tuoi morbidi capelli, così per altri dieci minuti, senza che nessuno dei due si stancasse di quel tocco delicato.
Le parole si intrecciavano in futili domande che vi porgevate l'un l'altro, sussurrando con calma.
Non c'era fretta, solo due ragazzi stretti in un abbraccio sulla sabbia, solo voi due circondati da tanti ragazzi che non avevano cura delle vostre carezze.
Lui era dolce e soave in tutti i suoi gesti e tu non riuscisti a trattenerti dall'avvicinare le tue labbra alle sue.
Il bacio fu fresco e intenso, perfetto.
E quando il vento della notte si alzò sulle spiagge, le sue braccia divennero la tua coperta più caldo, mentre il suo petto scandiva il passare del tempo ad ogni rimbombo del suo cuore.

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