Ti ho amata il giorno del nostro primo incontro, quando vidi i tuoi capelli fluttuare dolcemente, mossi appena dal vento primaverile.
Ti ho amata quando mi salutasti per la prima volta, sdegnosa delle convenzioni sociali, troppo interessata a me per aspettare il mio primo passo.
Ti ho amata quando mi hai sorriso stringendo fra le mani il primo fiore che ti ho regalato, quello dai petali lilla e dall'odore intenso, diventato ormai il profumo della tua pelle.
Ti ho amata quando mille pretendenti migliori di meno hanno domandato di essere accolti fra le tue braccia e quando tu, resistendo alle pressioni della tua famiglia, hai scelto me, povero soldato squattrinato.
Ti ho amata quando mi hai stretto la mano con le tue esili dita e tremante mi hai risposto <<Sì, ti voglio!>>.
Ti ho amata nel tuo luminoso abito bianco, i cui ricami ricoprivano e impreziosivano il tuo corpo.
Ti ho amata durante la notte in cui consumammo il nostro matrimonio, quando concedesti il tuo fresco amore al mio corpo inesperto.
Ti ho amata quando gli anni cominciarono a passare più in fretta, quando la gioventù cominciava a lasciare il posto alla maturità.
Ti ho amata quando, china sul prato, raccoglievi le bacche per i tuoi piatti e curavi la nostra modesta casa in tutto il suo splendore.
Ti ho amata quando mi hai sussurrato di volere un figlio; lo facesti toccandoti il ventre e puntando i tuoi bellissimi occhi nei miei, incantati.
Ti ho amata quando hai dato alla luce il frutto del nostro amore e quando quella luce si spense, e fummo costretti a pregare per il nostro bambino, inginocchiati sulla sua tomba.
Ti ho amata quando la fame perdurava e la guerra, che era solo agli albori, stava procurando già troppi danni.
Ti ho amata quando leggesti per me la lettera gialla, col timbro del Commando, di cui i miei occhi, coperti da un velame di lacrime, non riuscivano a scorgere le parole.
Ti ho amata quando hai sistemato le ultime pieghe della mia casacca, con lo sguardo basso e impaurito.
Ti ho amata quando hai lasciato che ti confessassi il mio amore, un'ultima volta a viso aperto, prima di partire.
Ti ho amata mentre raggiungevo il fronte e gettavo la valigia rattoppata alla buona sul materasso sporco della baracca.
Ti ho amata quando tutti i militanti urlavano <<Per la Germania!>> e si lasciavano cadere nei fossati delle trincee, mentre io me ne stavo seduto e, molto più umilmente, restavo in vita per te.
Ma, soprattutto, ti amo adesso, ora che so di morire, di avere un unico destino, un'unica strada.
Ti amo adesso, mentre con una mano mi abituo al fucile e con l'altra scrivo parole confuse: ma una candela non basta a rischiarare il buio di questo covo, il buio della guerra, e il poco inchiostro a disposizione cola lungo le mie dita.
Ti amo adesso, mentre immagino il sorriso con il quale mi avresti accolto al mio ritorno, mentre cerco di non piangere al pensiero delle lacrime che verserai leggendo questa mia ultima lettera.
Ti amo adesso, mentre spero che il tuo futuro sia migliore della mia sorte, che tu possa vedere ciò che il '900 ha in serbo per noi uomini.
Ti amo adesso, mentre mi sembra di rivederti, giovane e gioiosa, accanto a me.
Ti amo adesso, adesso e per sempre.
Il tuo affezionatissimo Bastian.
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Immagina
Hayran KurguRaccolta di IMMAGINA personali e su richiesta, qualsiasi genere, stile, personaggio e situazione. Copertina di @aliss19
