L'anziana zia difficilmente poteva mostrarsi amorevole nei nostri confronti, dato che la facevamo ogni volta ammattire.
La sua abitazione, l'unica di un lungo viale alberato di fronte al corso principale, era posta tra una chiesa classica, la più grande di Terlizzi, e un negozio di merceria.
Infondo al viale c'era una pasticceria situata ad angolo, che produceva i gelati e i dolci più buoni di tutto il paese.
Per entrare in casa, blindata da un enorme portone di ferro, lasciato sempre aperto per consuetudine durante il giorno, bisognava salire due alti gradini.
Mia zia aveva appeso sull'uscio una tipica tenda anti-mosche, che però dalle mosche mai proteggeva poiché mia sorella ed io non facevamo altro che passare, entrando ed uscendo, dalla medesima.
In questo modo permettevamo ad insetti fastidiosi, di approfittare dell'ospitalità del tutto inopportuna per mia zia.
Praticamente concedevamo a loro il beneficio di girare tra gli spazi e goderne il panorama, di assaporare le golosità che l'umile dimora offriva e di riposare soddisfatti, dopo essersi saziati, ovunque il luogo consentisse, facendo così arrabbiare mia zia.
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L'Illusione di un padre
General FictionTRATTO DA UNA STORIA VERA. I NOMI SONO CAMBIATI PER PRIVACY. La vita, alla piccola Emily, non le ha mai regalato nulla. Le ha sempre tolto e mai dato. Orfana di madre alla sola età di 7 anni, molte cattiverie, avversità e costanti soprusi ha dovuto...
