Capitolo 26

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Ricordo che dopo due giorni dal funerale, al quale non partecipai perché, opinione di mio padre, ero troppo piccola per assistere alla dolorosa celebrazione del rito funebre, ripresi normalmente le lezioni scolastiche.
Notai che per tutto il tragitto prima di giungere scuola, nonni, mamme, papà e i loro bambini, mi guardavano e mi sorridevano con espressione sommessa e dispiaciuta.
Anche a scuola le maestre, i compagni, le bidelle, si comportavano in maniera insolita con me.
Tutti carini, gentili e cortesi.
In realtà cercavano, chi con un gesto, chi con una parola carina, di tirarmi su dopo il tragico evento.
Sinceramente tutte queste premure erano stranamente atipiche per me.
Timida e diffidente per carattere, non ero abituata a questo genere di smancerie.
Di solito preferivo velarmi e restare in disparte, piuttosto che esibirmi o mettermi al centro dell'attenzione.
Tuttavia tra tante persone, la più affettuosa, ossia colei che prese veramente a cuore la mia situazione, fu la mia maestra.
Vedova e madre di tre bambini, il più piccolo frequentava come me la seconda elementare e nella medesima scuola, aveva vissuto in prima persona il dramma e l'angoscia per la perdita del proprio compagno.
Chi meglio di lei poteva comprendere o intuire la sofferenza di mio padre?
Era penoso tornare a casa, mettersi a tavola e vedere quel posto, una volta occupato, accanto a se vuoto.
Era davvero angoscioso accendere la televisione, accomodarsi sul divano e non aver nessuno da poter abbracciare, coccolare, parlare o discutere.
Era triste passeggiare fingendo di non sentire e non vedere coloro che ridevano e scherzavano mentre tu, invece, terribilmente soffrivi.
Ancora più triste e penoso era rincasare e coricarsi a letto restando in silenzio, perché la sola persona che nella vita avevi tanto amato, ora non t'apparteneva più, non ci sarebbe mai stata più.
La mia maestra aveva già patito tutto questo e quindi sapeva che solo l'amicizia, l'affetto e la disponibilità di parenti e amici, avrebbero potuto aiutare mio padre e mia nonna ad uscire da quell'oscura e profonda depressione, nella quale erano inaspettatamente precipitati.
Per tutte queste motivazioni, la mia maestra cercò di aiutare la mia famiglia restando soprattutto vicina a me.

L'Illusione di un padreLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora