Capitolo 34

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Era il mese di luglio, soltanto tre mesi dalla sconvolgente tragedia.
La decisione di iscrivermi in questa colonia estiva fu presa, in maniera del tutto repentina, da mio padre.
Sempre più triste e infelice per la recente scomparsa dell'amata consorte, preferì mandarmi per tutta l'estate al mare, piuttosto che allentarmi  al potere di una condizione al quanto difficile e opprimente, che negli ultimi tempi stava predominando in casa mia.
Ma difficile fu per me coglierne e comprenderne l'intenzione, visto che per la prima volta andavo a trascorrere le vacanze lontano dalla mia famiglia.
Al quanto turbata per l'esperienza che andava ad affrontare, avevo reso il mio prossimo partire struggente e lacrimoso.
Giunsi all'entrata della stazione accompagnata da mio padre e da mia sorella.
Nonna Lucia preferì rimanere a casa.
Più sconsolata di me, non avrebbe di certo retto al mio pianto straziante nel momento in cui l'accingersi del treno avrebbe dato inizio alla sua perenne corsa.
E proprio al fischio e al movimento del mezzo, affacciata al finestrino, cominciai a salutare con infinita tristezza e commozione mio papà e Luciana.
Più mi allontanavo da loro, più una sensazione nostalgica e di solitudine mi assaliva intensamente.
Ero appena partita e già soffrivo terribilmente per la mancanza dei miei cari.
Tuttavia non ero sola perché insieme a me viaggiavano anche mia cugina Marinella, sua sorella maggiore Pamela e i loro genitori.
La loro presenza avrebbe, in qualche modo, dovuto tranquillizzarmi.
In realtà non fu affatto così.
Anzi, più ci si avvicinava a destinazione e più il mio cuore batteva forte per l'ansia.
Terminata la corsa e raggiunto l'arrivo, un pulmino attendeva noi e altre bambine pronto per trasportarci dalla stazione all'incognito luogo.

L'Illusione di un padreLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora