Era abitudine sovente trascorrere le vacanze estive a Terlizzi, paese natale di nonna Lucia.
Vecchio comune in provincia di Bari, si stringeva da coltivazioni ricche di carciofi, da incantevoli campi floreali e da ampie distese di fruttuosi oliveti.
Dalla chiusura alla riapertura delle scuole, nonna, Luciana ed io eravamo regolarmente ospitati da zia Angela, affettuosamente chiamata zia Angelina.
Era la maggiore delle sorelle di nonna.
Essendo stata in passato una brava ostetrica, era stimata e riverita da tutti i suoi compaesani.
Aveva sempre operato con passione, abilità e delicatezza, accogliendo numerose creature nelle sue competenti mani.
Molti esserini, piccoli ed indifesi, aveva teneramente posato su corpi sfiniti di affaticate madri.
Sempre con gioia aveva posto al creato il frutto più bello dell'amore: la vita; e sempre con gioia aveva posto tra le braccia di nonna il frutto più bello dell'amore: i suoi figli.
Per i suoi capelli bianchi e candidi, per i suoi occhi celesti, per la sua pelle liscia e vellutata e per le sue guance lievemente rosate, simili a quelle di un'antica bambola di porcellana, zia Angelina appariva agli occhi della gente come un angelo immacolato (appropriato il suo nome) e come tale veniva venerata.
Solo a me e a mia sorella appariva piuttosto severa.
E aveva indubbiamente ragione ad esserlo.
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L'Illusione di un padre
Genel KurguTRATTO DA UNA STORIA VERA. I NOMI SONO CAMBIATI PER PRIVACY. La vita, alla piccola Emily, non le ha mai regalato nulla. Le ha sempre tolto e mai dato. Orfana di madre alla sola età di 7 anni, molte cattiverie, avversità e costanti soprusi ha dovuto...
