Nel giorno della mia Prima Comunione, sinceramente, proprio nulla mi interessava di Agata.
Una grande festa era stata organizzata per me e niente e nessuno me l'avrebbe rovinata.
Finalmente protagonista e non spettatrice di quell'occasione, risplendevo di luce come non mai.
Sicura di me stessa, gioivo per la mia improvvisa e spontanea esuberanza, scaturitasi in maniera del tutto eccezionale per encomiare la rilevanza dell'evento.
Circondata e protetta da un'energia misteriosa, forte e vitale, mi sentivo arditamente pronta ad affrontare chiunque e qualunque altra cosa.
Infatti, in prossimità dell'altare, prima che l'ostia venisse consacrata, mi esibii, senza nessuna esitazione, in una commovente lettura.
Si trattava di un breve componimento di versi composti in precedenza da me e rivolti esclusivamente a colei che tanto mi aveva amato e che tanto mi mancava: mi madre.
Non ricordo esattamente le testuali parole, ma dovevano essere state senz'altro toccanti perché commossero intensamente tutti i presenti fedeli.
Celebrata la messa, terminata la funzione officiosa, parenti e amici mi vennero incontro festosi.
Ancora provati per la mia singolare lettura, vollero complimentarsi ed elogiarmi per la giusta scelta dei miei pensieri trascritti.
Erano davvero frasi dolci e sentite.
Anche mio padre fu deliziato per la mia suggestiva interpretazione.
Raggiante nel volto, sgargiante nel sorriso, per la prima volta si compiacque con me.
Ero davvero orgogliosa ed entusiasta per tutto ciò.
In quell'occasione avevo dimostrato a lui, agli altri, ma soprattutto a me stessa, di essere capace, di essere all'altezza, di essere qualcuno... almeno per quel giorno.
Dopo un lungo cerimoniale di baci, abbracci, omaggi e ringraziamenti vari, ci avviammo finalmente al ristorante per festeggiare.
Tra un susseguirsi di prelibate pietanze, allietati da tanta allegria, si giunse alla torta e alle foto di rito.
La festa si concluse nel migliore dei modi.
I numerosi invitati rimasero tutti soddisfatti.
Ero veramente felice.
Felice per me stessa, felice per il bellissimo giorno trascorso e felice per mio padre, che dopo tanto tempo riprese a ridere e a scherzare.
Se Agata fosse stata la madre giusta e degna per me e mia sorella questo non potevo saperlo.
Ma se mio padre era deciso e intenzionato a sposarla, allora era la donna degna e giusta per lui.
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L'Illusione di un padre
Fiksi UmumTRATTO DA UNA STORIA VERA. I NOMI SONO CAMBIATI PER PRIVACY. La vita, alla piccola Emily, non le ha mai regalato nulla. Le ha sempre tolto e mai dato. Orfana di madre alla sola età di 7 anni, molte cattiverie, avversità e costanti soprusi ha dovuto...
