Capitolo 73

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Eravamo molto uniti.
Forse un pò troppo uniti.
Direi quasi inseparabili.
Mio fratello stravedeva per me, ed io impazzivo per lui.
Per lui ero come una dolce mammina.
Per me lui era un tenero cucciolotto da coccolare.
L'adoravo davvero.
Era per me il bambino più bello del mondo.
Riccioli biondi dai riflessi dorati; occhi brillanti di un azzurro intenso e splendente; labbra scarlatte.
Guance rosate e paffute.
Era praticamente il perfetto contrario di mia sorella e me.
I suoi tratti somatici erano l'esatto estremo dei tratti somatici nostri.
Non ci assomigliavamo per niente.
Mio fratello era tipicamente nordico, come nostro padre.
Noi eravamo piuttosto scure, brune, mediterranee, come era nostra madre Marisa.
Di Agata aveva preso ben poco.
A parte i lineamenti del viso e la bocca carnosa.
Fortunatamente non il carattere.
Ma era ancora troppo presto per dirlo.
Sebbene tutti noi scongiuravamo speranzosi che tutto ciò non accadesse mai.
Animo inquieti e titubanti.
Che disgrazia sarebbe stata per la nostra famiglia.
L'ennesima dopo l'avvento di lei.
Agata non era capace di regalare amore nemmeno a suo figlio.
Mai un bacio, un abbraccio, una carezza, una tenerezza.
Mai niente di tutto questo.
Eppure a lui ci teneva moltissimo.
Guai a chi avesse toccato suo figlio.
Diventava temibile come una iena.
Ciò nonostante non riusciva ad abbandonarsi a piacevoli sensazioni.
Era incapace di godersi, concedersi, lasciarsi andare a tutti quei gesti e comportamenti solitamente spontanei e naturali per una madre.
Ma non evidentemente per Agata.

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