Problemi, difficoltà, dolori, sofferenze, erano sempre pronti e frementi ad incombermi.
Non era passato neanche un anno dalla repentina unione tra mio padre Sandro e Agata, che ella era già in dolce attesa di un figlio.
Il maschietto che mio padre aveva sempre desiderato.
L'arrivo in famiglia di un prossimo imminente componente, comportò mio padre a cercare al più presto un'altra abitazione.
Una casa più spaziosa.
L'idea di un futuro trasloco non mi entusiasmava per niente.
Soffrivo al solo pensiero di dovermi allontanare da tutti i miei amici, dai ricordi felici e strettamente legati a quei luoghi.
Triste e malinconica, più volte mi affacciavo alla finestra di casa mia.
Pensavo e rivivevo nostalgica i bellissimi momenti trascorsi e vissuti nell'intimità della mia confortevole dimora.
Essa sorgeva a pochi metri da una vasta rete ferroviaria.
Su quei binari ne avevo visti di treni transitare.
Quante volte avevo salutato i suoi passeggeri; quante volte avevo riso e scherzato con loro durante i brevi periodi di sosta.
E quante volte, insieme ad altri bambini del mio quartiere, mi sono divertita a lanciare gavettoni e bussolotti all'interno di finestrini.
Ricordo un episodio in particolare.
Era l'ultimo giorno dell'anno e ci si prestava, insieme ai parenti più stretti, di accogliere l'arrivo del nuovo anno.
Nell'attesa di festeggiare l'evento, accompagnati con svariati elementi artificiosi, deliziose squisitezze, spumanti e prosecchi, ecco da lontano sentirsi il sopraggiungere di un locomotore.
Pian piano si fermò, rallentando la sua corsa.
Scorsi, attraverso un finestrino di una delle carrozze centrali, figure festose di ragazzi e ragazze.
Addobbati di bizzarri cappellini vivacemente colorati, imboccati di simpatiche trombette strimpellanti, ansimanti, attendevano come noi, il giungere prossimo della mezzanotte.
Dopo aver scambiato con loro reciproche battute scherzose, pronunciammo, gridando tutti insieme, il categorico conto alla rovescia dei dieci secondi.
Al termine dell'ultimo tocco, si intraprese la tanta desiderata accensione dei fantastici e spettacolari fuochi d'artificio.
Alla fine del lungo protrarsi di interminabili auguri e di baci, abbracci, brindisi, festeggiamenti vari, si sentì l'improvviso e forte fischio del treno.
Esso avvertiva l'immediato riavviarsi del mezzo.
Allora i ragazzi, non appena ebbero percepito l'accennarsi di un prossimo e rapido avvio, cominciarono carinamente a salutarci commossi.
Conseguito l'accelerarsi più veloce del veicolo, ecco che scomparvero per sempre nel nulla.
Ma ad un tratto, nel buio infinito di quella notte magnifica, in lontananza vidi apparire quattro piccole e splendenti fiammelle.
Forse cenno probabile di un loro ultimo addio.
Addio ragazzi, addio amici, addio dolce casetta, addio a tutti voi, indimenticabili luoghi di ricordi lontani.
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L'Illusione di un padre
General FictionTRATTO DA UNA STORIA VERA. I NOMI SONO CAMBIATI PER PRIVACY. La vita, alla piccola Emily, non le ha mai regalato nulla. Le ha sempre tolto e mai dato. Orfana di madre alla sola età di 7 anni, molte cattiverie, avversità e costanti soprusi ha dovuto...
