Steve
Il suo sorriso quando incrociava il mio sguardo non lo potrò mai dimenticare.
Mi metteva serenità, mi sentivo protetto, io che di protezione ne ho sempre avuto bisogno.
Io che di protezione ne cercavo tanta, ma mai nessuno me l'aveva data se non mia mamma.
E non mi piaceva mentirle "Sei strano figliolo, hai gli occhi spenti." Sapevo di non dover mentire con lei, che avrei potuto dirle qualsiasi cosa, ma la paura di essere guardato diversamente mi spaventava molto.
"Sii te stesso." Me l'ha detto tante volte, e ora capisco, mi aveva capito ancora prima che lo facessi io.
E non voleva che lo dicessi, perché non è mai stato necessario per lei, quasi stupido e insensato.
Solitamente un figlio non va a dire a un genitore che gli piacciono le ragazze, e perché io avrei dovuto dirle che mi piacciono i ragazzi? No, non voleva che lo dicessi, perché cosa più normale di questa per lei non c'era.
Sono sempre stato un ottimo osservatore, ho l'abitudine di raccogliere le piccole cose, gesti, smorfie e trasformarle in qualcosa di vivo, e cosa c'è di più bello di un disegno, di un tramonto, del silenzio?
Della tranquillità che mi trasmettono tutte queste cose messe assieme. Non sono tipo da mare, ma con questo non significa che non mi piaccia. Mi affascina molto guardarlo, pensare che sia infinitamente profondo il fondale. Che gran parte di esso non è mai stato esplorato, proprio come mi sento io alle volte, un territorio inesplorato. Mi piace associarmi al casino che possa fare se solo si agitasse.
Una matita, un foglio bianco, mi bastano per dare vita alle mie fantasie. Fin quando la mia attenzione viene attirata da una figura, è di spalle, con la testa rivolta verso l'alto, sta guardando il tramonto, è un ragazzo.
Lo osservo per un paio di minuti, non so per quale motivo, molto probabilmente nemmeno c'è una motivazione, solo che non avevo mai visto nessuno a quest'ora della giornata in questa spiaggia.
Questa è sempre stata la mia ora di tranquillità, dato che i ragazzi che solitamente frequentano questo posto sono impegnati a imbottirsi di alcol, per poi riunirsi per la notte a fare casino alle feste organizzate per intrattenere. Solitamente si riempie di gente anche senza intrattenimenti, fanno comunque molto baccano.
Mi basta un minimo di distrazione, il ragazzo non c'è più, guardo un po' intorno... è completamente sparito.
«Sapevo fossi tu!» Lo guardo dal basso verso l'alto. Io invece, non pensavo completamente fosse lui, e non credevo nemmeno gli piacesse vedere il tramonto da solo, non lo facevo il tipo.
«Ti ho visto da lì.» Sta puntando esattamente il posto in cui guardavo poco fa, prima di perdermi nei miei pensieri.
«Posso sedermi?» E non appena pronuncia quelle parole si siede vicino a me, sbirciando un po' sul foglio. Di conseguenza lo nascondo, non mi è mai piaciuto che vedessero i miei disegni, è una cosa che mi fa sentire nudo davanti a un mucchio di gente.
Perché mi chiede se può sedersi quando lo avrebbe fatto a prescindere dalla mia risposta?
«Eppure non mi sembravi muto l'altro giorno.» Continua a rivolgermi parola, nonostante io non lo abbia calcolato minimamente, se non fosse per qualche sguardo che gli ho lanciato.
«Già.» Riesco a dire soltanto, non saprei cosa dirgli, mai stato bravo ad approcciare in qualsiasi circostanza.
«Tu sei sempre così?» Non capisco cosa voglia dirmi con questo, è solo una settimana che lavoro qua, e gli avrò parlato solamente quella volta in pausa pranzo.
Non che io non lo abbia visto, ma non abbiamo proprio più parlato prima d'ora.
«Che intendi?» Decido così di chiederglielo, dato che ha smosso la mia curiosità.
«Intendo che mi sembra che tu non voglia avere a che fare con il mondo, non parli, non ti fai il bagno, stai sempre da solo...» Mi sta parlando come se mi avesse osservato molto, molto più di quanto io mi sia accorto.
Non rispondo, non mi sembra di dover dare spiegazione a uno sconosciuto. Mi mostro del tutto disinteressato, infatti, distolgo anche lo sguardo dal suo.
«Scusami, non so parlare.» Sorride, una risata imbarazzata. Torno a guardarlo, noto una fossetta sulla sua guancia, che sparisce non appena rilassa il viso.
«Non sai parlare?» Gli sorrido, forse per la prima volta.
«Be' sì, insomma dico cose senza pensare, e molto spesso divento invadente, o peggio posso creare fraintendimenti.» Parla talmente tanto veloce che alzo un sopracciglio, e la mia faccia appare parecchio confusa.
«Ti ho detto che non mi piace abbronzarmi.»
«Cosa?» La fossetta è tornata, e mi verrebbe voglia di toccarla e di affondargli un dito dentro.
«Hai detto che non faccio mai il bagno, non è vero, è che tu non mi vedi.» Mi alzo, vado a toccare l'acqua con i piedi, per poi immergermi completamente.
«Non lo fai quando c'è il sole, vero?» Si è alzato, è ancora dove eravamo seduti prima, a guardarmi, e in men che non si dica me lo ritrovo in riva al mare, poi proprio davanti a me.
«Vero!» Vado sott'acqua, e quando ritorno in superficie lo becco a fissarmi, sorride, sorride come non vedevo sorridermi più da un anno a questa parte, da un estraneo che afferma di non saper parlare.
Da uno sconosciuto che mi ha osservato come nessuno ha mai fatto, in una sola settimana.
"Sii te stesso Steve."
Mi diceva spesso, e io non ascoltavo mai, volevo prepotentemente essere qualcun altro, perché non mi sentivo mai abbastanza, mai sufficientemente adeguato, a volte sbagliato.
Odiavo sentirglielo dire, e adesso pagherei per poterlo fare, per tornare indietro, per farla finita con la mia perenne stupidità.
Io avevo lei, ero ricco, avevo un posto, e non me ne rendevo conto, adesso non è più con me e ora... non ho più niente.
L'inferno è un brutto posto anche per il diavolo.
SPAZIO AUTRICE:
Ciauuu, ultimamente mi sento di dover dire molte cose, perciò come se niente fosse ho sfornato una nuova trama. Voglio parlare dell'omosessualità, purtroppo ancora oggi è un tabù, c'è chi pensa ancora sia anormale o strano. Perciò ho dato vita i miei due personaggi, e creato una storia. Spero possa piacervi, mi farebbe molto piacere che mi lasciaste una stellina o un commento, così da farmi capire che vi sta piacendo. Detto questo vi auguro una bella serata, ciau belli♥️
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"L'Angelo e il Diavolo"
ChickLitE fu così che il diavolo s'innamorò dell'angelo, senza accorgersi che in realtà tutto quell'amore non l'aveva mai provato. Manipolato, avvinghiato a esso. Un po' come il diavolo prova a resistergli, abbagliato da quella luce che non ha mai visto. Un...
