Cameron
E non riuscivo a stare fermo, percepivo il dolore di Kloe anche standomene distante.
Potevo sentire il suo cuore spezzato, deluso, amareggiato e arrabbiato.
E mi sentivo impotente, bloccato dallo sguardo di Steve che mi fermava, che mi supplicava di rimanere calmo.
Fino a quando la situazione stava degenerando ancora di più.
E quando mi sono voltato nuovamente verso dove la mia migliore amica era seduta, e che adesso non c'era più... ho riguardato Steve, in cerca di qualcosa che potesse spingermi a fare, e lui mi ha detto di correre da lei, e io non me lo sono lasciato ripetere due volte.
Perché per quanto Kloe non volesse vedermi e soprattutto sentirmi parlare, io non vedevo l'ora di fare qualcosa.
«Piccola, aspetta...»
E avrei voluto abbracciarla in quel momento, stringerla forte a me e non lasciarla andare più.
Colmare in qualche modo il suo dolore.
Kloe mi ignora.
A passo svelto sorpassa la ringhiera della spiaggia, per poi finire in strada, ma la blocco piazzandomi proprio davanti a lei.
«Vuoi ancora tenermi il broncio?»
«Togliti, Cameron...»
La sua voce è irremovibile, è arrabbiata, lo capisco dal fatto che mi abbia chiamato con il mio nome completo.
«Lo sai che non andrò da nessuna parte!»
«Togliti, Cameron, togliti!» Mi spintona, una, due, tre volte, per poi riempirmi di colpetti su tutto il petto, salendo sul viso.
Ma male non mi fa, quello a ferirmi è la sua frustrazione, la sua rabbia incontrollata.
E quasi mi terrorizza, perché così non l'ho mai vista, nonostante gli anni di amicizia
Crolla in un pianto isterico, disperato al tempo stesso.
Poi la smette di malmenarmi, si abbandona al mio petto e piange, piange a dirotto.
«Che umiliazione, Camy, che schifo, provo una repulsione assurda, vorrei sprofondare...»
E fra singhiozzi tutta quanto la sua tristezza esce fuori.
E io non saprei cosa fare, se non abbracciarla forte, per farle sentire che ci sono, che può contare sempre su di me.
Che sarò la sua spalla su tutto.
Che la proteggerò, e quel senso di repulsione che prova, può lasciarlo su di me, la terrò io, così lei potrà sentirsi più libera e sicura.
«Ho sprecato anni con quell'uomo, e non mi rendevo conto di che razza di persona fosse. Ho scoperto più di un tradimento. Che stupida, che stupida che sono stata.»
Il senso di abbandono ha sfociato anche su di lei. E quello che mi ha appena detto non può essere altro che vero, ma non mi sento di dirle "te l'avevo detto."
Perché sicuramente non è quello che ha bisogno di sentirsi dire.
Le alzo il viso verso il mio, appoggio la mia fronte sulla sua e poi le stampo un bacio affettuoso sulla bocca.
«Tu meriti il mondo, amore mio!»
Lei chiude gli occhi e si accoccola a me. E io la stringo, e se potessi le regalerei un po' di felicità.
Siamo seduti su un angolo della spiaggia in cui non c'è gente, semplicemente perché abbiamo molte cose da dirci.
Ma lei sembra molto silenziosa, ha ancora gli occhi rossi dal pianto interminabile che si è fatta.
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"L'Angelo e il Diavolo"
ChickLitE fu così che il diavolo s'innamorò dell'angelo, senza accorgersi che in realtà tutto quell'amore non l'aveva mai provato. Manipolato, avvinghiato a esso. Un po' come il diavolo prova a resistergli, abbagliato da quella luce che non ha mai visto. Un...
