Cameron
La mia mente mi sta urlando di sparire, di ascoltarlo, che veramente non sia successo niente. Ma i miei piedi rimangono piantati per terra, e i miei occhi cercano i suoi così vuoti, penserebbe chiunque, ma io ci vedo un abisso.
Possono congelarti all'istante con una sola occhiata.
Guardami, congelami l'anima.
Lo vedo allontanarsi, sta sorridendo, ma è finto, più falso di quel sorriso non c'è niente. Lui finge costantemente e nessuno sembra accorgersene, ma a Steve sta bene così, la finzione per lui è una medicina per il cuore.
Ma io ti vedo, Steve.
La cliente è andata a sedersi a un tavolo, e il sorriso che aveva prima si è subito spento non appena lei si è girata di spalle.
Ha serrato la bocca con una freddezza assoluta, ha sbuffato e una mano l'ha portata alla testa, tirando all'indietro i suoi capelli biondi.
Non ho mai visto un ragazzo come lui, mi è sempre risultato facile approcciare con i ragazzi, ma Steve è quasi impossibile, anche se mi è sembrato di vederlo sorridere quella sera in acqua.
Sorridere sul serio, come se in quel momento fosse se stesso, come se stesse bene, come se fosse rilassato. Come se per un attimo avesse smesso di far muovere i pensieri.
Giuro di aver visto uno Steve diverso, un ragazzo un po' più simile a me.
Chi sei?
Per un attimo incrocia il mio sguardo, quando ho pensato che avrei voluto che mi congelasse l'anima, non pensavo che potesse essere così forte il potere che ha con quegli occhi enigmatici, profondi e freddi come il ghiaccio, come una montagna di neve.
Un uragano, un fiume in piena, un cielo arrabbiato, un terremoto di notte. Mi sento come se stessi affrontando tutte queste cose in un solo secondo, solo con un misero sguardo insignificante, che d'insignificante non ha completamente niente.
Un secondo, un solo secondo mi è bastato per capire che Steve, non mi è per nulla indifferente.
Occhi chiari, come il ghiaccio, ciuffo svolazzante, sguardo intenso, viso squadrato e fulminante.
Steve, è così dannatamente bello. Un attimo che sembra sia durato come l'eternità del mare.
Quel pomeriggio l'ho passato seduto in disparte in un tavolo da solo, con la speranza che mi venisse a parlare, o che semplicemente mi degnasse di uno sguardo.
Ho bevuto talmente tanti frullati da farmi venire il mal di pancia.
Per qualche assurdo motivo che assomiglia alla stupidità, non riesco ad andare via. Non riesco a trovare un modo per attirare la sua attenzione, mi accontenterei di tutto pur di sentirlo parlare.
Sta per calare il tramonto quando Steve a passo veloce varca la porta del lido con il suo album da disegno.
È l'ora, l'ora che più preferisce, me ne sono reso conto quella volta, era sereno, gli stava piacendo essere lì sotto il tramonto.
Io Steve lo vedo proprio così, bello e cupo. E forse per questo gli piaceva così tanto, molto probabilmente si sentiva come esso, in un certo senso si rispecchiava in quel tramonto nostalgico, che stava per fare spazio alla luna.
La mia impulsività come sempre, vince su di me, e quindi gli corro dietro.
Steve è seduto lì, solito posto, solito foglio tra le mani, solita matita.
Cameron fa qualcosa.
Non riesco a far niente, quasi sento tremare le gambe, dentro di me qualcosa si sta smuovendo e io non so come prendere in mano la situazione.
«Sei assurdo, Cameron.» Il suono della sua voce adesso è più calmo, rispetto a prima, sembra che sia un'altra persona a parlarmi.
Si è accorto di me, mi ha visto. Rimango imprietrito, senza parole, io che di parole ne ho sempre a disposizione, io che trovo sempre un modo per continuare una conversazione, io che in silenzio non riesco a starci.
Mi siedo vicino a lui, senza guardarlo mai, un punto fisso decido di osservare, il tramonto che mi ricorda lui e nient'altro.
«Il BlackAngel alle sei di sera è il tuo posto.» È la prima cosa che mi passa per la testa, e con questa attiro l'attenzione di Steve, questo mi basta.
«Il tramonto credo sia il mio posto.» Con grande veemenza i nostri sguardi si incrociano, parlano in qualche modo.
"A volte per parlarsi basta uno sguardo."
Non avevo mai capito cosa intendesse Kloe con questa frase, forse credo di averlo capito. Per quanto io non sappia cosa stiano dicendo, qualcosa c'è, stanno parlando, o forse è solo una mia impressione, chi lo sa. Sono sempre stato un ragazzo che si crea false speranze, è uno dei miei più grossi difetti.
«BlackAngel...» Pronuncia quel nome con una voce roca, intensa, profonda, mi ipnotizza. Per la prima volta è lui a continuare a parlare, sorrido interiormente per questo.
«Ti piace questo nome?»
«No, è che non sapevo si chiamasse così fino ad adesso.» Scoppia in una risata clamorosa che non ha niente a che fare con i sorrisi falsi di oggi. Che non ha niente a che vedere con la freddezza del suo tono di voce di prima.
«Oh, prego, eh» Non so se mi fa più ridere quello che mi ha appena detto, o se è il suono della sua risata a procuramelo quel sorriso.
«Perché sei qui, Cameron?» Steve si è di nuovo incupito, è riuscito a spegnere quella curva bellissima che gli era spuntata sul volto qualche secondo fa, in un batter d'occhio. Mentre io sto ancora sorridendo e allo stesso tempo pensando a cosa rispondere a questa domanda.
Perché voglio vedere come sia fatta la tua anima.
Non potrei mai dirgli quello che in realtà sto pensando, potrei sembrargli stupido. Distolgo lo sguardo, ritornando a fissare il tramonto che sta per sparire pian piano sotto i nostri occhi.
«Perché mi piace il tramonto.»
La verità è che mi piace stare qui, insieme a te a guardare il tramonto.
«Il tramonto è la cura per gli inferi.»
Gli inferi del BlackAngel sono diventati il paradiso, perché se così fosse, se l'inferno fosse rosso e pieno di fuoco, io non lo vedo, non lo sento. I miei occhi vedono il paradiso più ghiacciato e freddo. Il mio corpo ne risente, ma non va via, perché sarebbe stupido e insensato a differenza di quello che in realtà vorrei sembrargli.
SPAZIO AUTRICE:
Ciao ragazzi, oggi mi è successa una cosa molto bella. Mi ha contattata un ragazzo qui su wattpad, facendomi i complimenti per la sensibilità che sto usando per scrivere questa storia. La cosa che più mi ha colpita è che mi abbia detto che aveva bisogno che qualcuno gli dicesse quello che c'è scritto in uno dei capitoli. Abbiamo parlato un po', mi ha parlato di lui, non me l'aspettavo, mi ha fatto davvero piacere conoscerti e parlarti, e cosa più importante volevo ringraziarti in uno dei capitoli, anche se mi hai detto di non fare il tuo nome. Mi hai rallegrato la giornata, grazie grazie e grazie.♥️
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"L'Angelo e il Diavolo"
ChickLitE fu così che il diavolo s'innamorò dell'angelo, senza accorgersi che in realtà tutto quell'amore non l'aveva mai provato. Manipolato, avvinghiato a esso. Un po' come il diavolo prova a resistergli, abbagliato da quella luce che non ha mai visto. Un...
