Steve
L'attesa sembra interminabile.
Mi aspettavo delle urla di disapprovazione da parte di mio padre.
Invece non si sente nulla dall'altro lato della porta.
E chissà cosa si stanno dicendo dentro quelle quattro mura.
E chissà come la prenderà Rebi della testata che ho tirato a suo marito.
Ma questo adesso poco mi importa, devo solo parlare con mio padre.
Anche se, in verità... non so esattamente cosa dirgli.
Mi sento solo in dovere di fargli presente che non è vero che non mi importa di quella malattia bastarda che l'ha colpito al cuore.
Che nonostante tutto è mio padre e non vorrei mai che gli capitasse qualcosa di brutto.
Che non è la sua morte quello che voglio.
Che non mi diverte il fatto che sia malato.
Cosa che in realtà potrebbe pensare.
E che se devo urlare per fargli arrivare il nuovo cuore, lo farò.
Perché non permetterò che la sua vita finisca in questo modo.
Perché in realtà non lo vorrebbe neanche lui.
Morire in un modo in cui non ha scelto.
Morire con una malattia che lo distrugge senza che possa fare niente.
Non vorrebbe mai morire senza aver lottato.
Si sentirebbe morire ancora prima che succeda veramente.
Distrutto e vulnerabile.
Cosa che lui odia essere.
La porta si spalanca.
Mia sorella con ancora il vestito da sposa mi si presenta davanti.
E poi... poi pronuncia quella parola che avrei voluto tanto sentire.
«Entra!»
E io non la degno nemmeno di una risposta.
Con delicatezza lascio la mano di Cam, per poi mettermi in piedi.
«Io sono qui, ti aspetto amore mio!»
Gli lascio un bacio sulle labbra e a passo svelto oltrepasso Rebeca.
Una volta dentro, mio padre è completamente disteso su un maledetto lettino d'ospedale.
Con la mascherina dell'ossigeno attaccata alla bocca.
Ha gli occhi chiusi, ma non è per niente rilassato.
Posso intravedere ancora quello sguardo dolorante.
Non ha ancora preso colorito.
Sta male.
E ancora quei fottuti medici non sembrano capire quanto il suo cuore non possa reggere per molto.
E vedendolo... mi sale la paura che possa morire da un momento all'altro.
Quando chiudo la porta alle mie spalle, lui apre gli occhi.
Si volta verso di me.
Ma solo per qualche secondo, poi li distoglie, ma non li richiude.
Si toglie delicatamente la mascherina... e io non voglio che lo faccia.
Perché il terrore che possa smettere di respirare mi destabilizza ancora di più di quanto non lo sia già.
STAI LEGGENDO
"L'Angelo e il Diavolo"
ChickLitE fu così che il diavolo s'innamorò dell'angelo, senza accorgersi che in realtà tutto quell'amore non l'aveva mai provato. Manipolato, avvinghiato a esso. Un po' come il diavolo prova a resistergli, abbagliato da quella luce che non ha mai visto. Un...
