Steve
"Se vengo a sapere che mi hai mentito, e che lo rivedi davvero... per me può anche finire!"
Le sue parole mi rimbombano per la testa, come echi fastidiosi.
E io tutta questa voglia di rivedere Marco non ce l'ho mai avuta.
Quando il fratello di Claudio me l'ha chiesto ho risposto in quel modo soltanto per essere gentile.
Mia madre mi diceva sempre di dargli una chance, ma a me lui non è mai piaciuto.
È un bel ragazzo, ma niente di che, non l'ho mai trovato interessante a livello caratteriale, e soprattutto adesso che c'è Cameron nella mia vita, non mi passerebbe nemmeno per l'anticamera del cervello di pensare a lui.
Sono disteso sul mio letto, da solo.
Sto stringendo forte il cuscino in cui Cam poggia la testa tutte le notti.
Perché in realtà è lui che vorrei abbracciare.
Cameron però, è arrabbiato con me.
Perché l'ho deluso e ferito per l'ennesima volta.
Ma a ogni lite anche lui ferisce me.
"Sei un maledetto egoista!"
E forse in realtà è vero, perché la prima cosa che mi passa per il cervello è di proteggere me.
Molto probabilmente perché non l'ha mai fatto nessuno, se non mia madre quando era ancora in vita.
E anche Cam da quanto è entrato a fare parte della mia quotidianità.
Ma io non lo proteggo mai, anzi, lo distruggo.
Ma il problema è che non me ne accorgo.
Me ne rendo conto soltanto quando me lo fa presente.
E prima di oggi, non mi aveva ancora detto quanto fossi egoista.
E forse è per questo che non gli ho ancora parlato dell'incidente, perché con il mio silenzio al riguardo posso ancora proteggermi da quello che potrebbe pensare se lo venisse a sapere.
E l'ha detto chiaro e tondo che se sapesse che gli sto ancora mentendo mi abbandonerebbe.
E quindi lo perderei a prescindere, nonostante il mio silenzio assordante.
Credo siano passate già delle ore dalla nostra lite.
Alzo lo sguardo verso la sveglia, segna già le quattro del pomeriggio.
E Cameron non mi ha ancora cercato.
È probabile che sia seduto su una sedia o sul divano a pensare quanto vorrebbe prendermi a schiaffi.
Decido di alzarmi dal letto.
Sono combattuto se andare di là oppure no.
Vedere il suo viso arrabbiato mi destabilizzerebbe.
Ma non voglio nemmeno andare alla festa del matrimonio di mia sorella con Cameron terribilmente arrabbiato con me.
Lo trovo seduto sul divano con solo gli slip addosso.
Proprio come lo avevo visto prima quando abbiamo iniziato a discutere.
Si sta mangiucchiando le unghie, segno che sia ancora nervoso.
Mi avvicino comunque a lui, e mi ci siedo pure vicino.
Non si muove di un centimetro.
È come se la mia presenza non lo toccasse minimamente.
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"L'Angelo e il Diavolo"
Literatura KobiecaE fu così che il diavolo s'innamorò dell'angelo, senza accorgersi che in realtà tutto quell'amore non l'aveva mai provato. Manipolato, avvinghiato a esso. Un po' come il diavolo prova a resistergli, abbagliato da quella luce che non ha mai visto. Un...
