Cameron
"Ha avuto un incidente stradale, vero?"
Gliel'avevo chiesto sul serio, mi odiavo per questo. Per colpa della mia stupida impulsività, avevo commesso un'altra delle mie cavolate, lo avrei sicuramente allontanato ancora una volta.
Non potevo più tornare indietro, non potevo cambiare le cose, e giuro che se avessi potuto farlo, avrei pagato oro. Perché sono stato indelicato, me ne ero reso conto subito dopo.
Avevo provato a far finta che non avessi detto niente, ma lui era già ritornato il ragazzo freddo che temevo molto.
Come ho potuto farti una domanda simile...
Il BlackAngel era diventato il nostro posto ormai, venivo a trovarlo sempre lì, solito posto, solito orario. Sapevo di trovarlo lì, era sempre lo stesso, non cambiava, continuava a tenermi distante, non mi cercava, non mi guardava e non mi parlava.
Venivo solo per lui, esclusivamente e solo per lui. Non mi cacciava, non provava a ferirmi, rispondeva alle mie domande, e mi chiedeva solamente come stessi.
"Io non sono così."
L'avevo detto il giorno dopo della rissa con Tyler.
Ma lui sembrava disinteressato, alle prese con il lavaggio di un piatto.
"Tranquillo." Mi aveva detto soltanto.
Poi non abbiamo più parlato da quel giorno. Mi vergognavo, avevo paura di affrontare quest'argomento, non volevo che pensasse cose negative su di me. Non volevo che credesse che fossi una persona violenta.
Non so per quale assurdo motivo, volevo che mi vedesse per quello che sono veramente, come quello che mi ero mostrato nei giorni precedenti. E cosa più importante... non volevo che ricordasse solo quel brutto momento.
E l'ho cercato, oggi ho avuto il coraggio, sono le sei spaccate.
Seduto al BlackAngel senza carta e matita, guarda il tramonto sopra a pensiero, sereno, tranquillo, sembra che stesse aspettando me.
Non si muove, braccia appoggiate sulle ginocchia, mento su di esse, meraviglioso. Sotto le luci del tramonto le sue iridi diventano blu, i suoi capelli svolazzano nel venticello della serata, bello da morire, quasi fosse disegnato.
«Ero furioso, ha fatto del male alla mia migliore amica, lei era a casa, stava piangendo, ho perso la testa. Tyler è un vero stronzo!» Non so perché, non so come sia successo, in genere non giustifico le mie azioni a nessuno, ma con Steve è diverso, lui non è uno qualunque.
«Hai ragione, è proprio una persona inutile, adesso capisco gli sguardi.»
Steve si è voltato verso di me, sul suo viso compare un piccolo sorriso, sa di amarezza, disprezzo, indignità.
Verso chi?
«Cosa intendi?»
Mi avvicino, mi siedo vicino a lui continua a guardare il tramonto, poi sulla sua faccia appare di nuovo tranquillità, sorride, la curva più bella.
Sorridi, sorridi sempre.
«Mi ha sempre guardato con disgusto, ora capisco il perché.»
In spiaggia si è sempre parlato di Steve, già dai primi giorni, alcuni lo vedevano in malo modo, gli davano del pazzo, altri dicevano che cercasse attenzioni e per questo si comportava in quel modo un po' fuori dal mondo. Altri sputavano dalla bocca battutine omofobe. Alcune ragazze pensavano fosse attraente questo suo comportamento.
Si facevano molti film mentali su Steve, ma Tyler non ha mai sprecato nessuna parola, almeno non in mia presenza.
La verità è che, nessuno sa chi sia realmente, nemmeno io.
«Le ho sentite tutte quelle parole che gli hai urlato, ora collego tutto.»
Un emozione sul suo viso, un pizzico di dispiacere, non per quegli sguardi cattivi, ma per Tyler, gli fa pena, perché nella sua vita inutile non ha fatto altro che disprezzare "la diversità."
«Sono stato gran parte della mia vita a essere guardato proprio come Tyler ha guardato te. Quello che fa più paura... non è uno sguardo indiscreto, ma sentirsi sottomesso da esso, così non ci ho più fatto caso.»
L'essere umano guarderà sempre male, che sia per la sessualità, per un modo di comportarsi, per un carattere. Steve ne è la dimostrazione, perché è stato guardato e visto in tutti i modi sbagliati e insensati che possano esistere.
«Non devi preoccuparti per quello che è successo, è capitato pure a me di perdere la testa.»
Automaticamente mi sollevo, mi sollevo dal fatto che Steve non abbia guardato me in un modo sbagliato, sono stato stupido a pensarlo.
Steve non è così, non pensa male, non giudica, perché lui stesso sa cosa significa, lo ha passato sulla sua pelle, e non vorrebbe che qualcun altro si sentisse difettato.
«Volevo scusarmi anche per la sera prima, non volevo in nessun modo toccare argomenti delicati. Ero solo preoccupato per te, non volevo metterti a disagio. Te l'ho detto non so parlare, dovrei pensare fino a dieci prima di dire qualcosa.»
Steve non mi sta più guardando, nemmeno più il tramonto, è girato, guarda altrove, come se quello che ho appena detto lo avesse riportato a ricordare dei brutti avvenimenti.
«Ti manca?»
Si volta lentamente verso di me, fino a inchiodarmi con lo sguardo. Un'altra trepidazione, nostalgia, una delle più terribili. Steve sta imparando a esternare le sue emozioni, riservate solo a me, questo mi tranquillizza, mi rende un ragazzo molto felice.
Piano, avrò pazienza, ne varrà la pena, lo so.
«Più di qualsiasi altra cosa!»
In quel momento mi rendo conto che Steve non è da mare, lui lo è, immenso, pieno di emozioni difficili da esternare, complicato da spiegare. Come la bellezza dell'oceano, come il colore azzurro del cielo, cielo e mare, Steve è il fondale che non si riesce mai a toccare. Come le nuvole che vorresti sfiorare, un sogno intoccabile, uno di quelli che non riesci mai a ricordare, e devi pensare, pensare, per poi ricordarlo, volerlo sognare, ancora e ancora senza mai consumarlo.
«Ha avuto un incidente stradale, vero?»
In una sola frase, quel sogno l'ho consumato, strappato via, l'ho colpito in pieno.
Freddezza, le emozioni sono sparite, ho toccato un altro tasto dolente.
Ed è vero,Cameron dovresti contare fino a dieci prima di parlare, perché adesso, proprio in questo preciso istante hai di nuovo rovinato tutto.
«Steve, abbiamo bisogno di te dentro!»
Lui si alza, la ragazza dai capelli neri ci guarda, poi Steve va via, senza più guardarmi, senza dirmi più nulla, ho appena commesso un'altra delle mie cavolate, e adesso mi tocca dover ricominciare tutto da capo.
Inizio, e ricomincio.
Spazio autrice:
Ciao belli, come va? Che mi raccontate? Mi avete detto che questo spazio in cui io parlo vi piace, quindi ho deciso di scrivere in questo capitolo, a parer mio molto bello. Non per spocchia ma, sono molto fiera di quello che ne sta uscendo fuori, ricordate che se non siete voi i primi a credere in quello che fate nessun altro ci crederà!
Fatemi sapere cosa ne pensate con una stellina o un commento, mi farebbe sempre molto piacere. Buona serata bellissimi.🤍
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"L'Angelo e il Diavolo"
Chick-LitE fu così che il diavolo s'innamorò dell'angelo, senza accorgersi che in realtà tutto quell'amore non l'aveva mai provato. Manipolato, avvinghiato a esso. Un po' come il diavolo prova a resistergli, abbagliato da quella luce che non ha mai visto. Un...
