Steve
«Speravo mi seguissi sul serio!»
Cameron è al BlackAngel, proprio nel punto in cui abbiamo fatto il bagno, i suoi piedi sono immersi nell'acqua, sembra così tranquillo, rilassato, innocente.
Non so per quale motivo ha voluto che venissi qui con lui.
So che me ne pentirò, perché prenderà sicuramente il discorso di prima, o inizierà di nuovo con le sue scuse, cosa che non ha per niente senso, dato che poi continua a essere comunque molto impulsivo.
Non gli faccio colpe, come potrei, fa parte di lui, e non cambierà mai.
«È successo qualcosa?»
Come sempre ho ignorato totalmente quello che mi ha detto, troppa paura per chiedergli perché sperasse che lo seguissi, sono un codardo inguaribile, perciò spero sempre di poter girare le cose a mio piacimento.
«Ho litigato con la mia migliore amica, siamo praticamente coinquilini e non ci parliamo da quando ho messo la mani addosso a Tyler, perciò sono qui solo, perché speravo...»
Cameron fa una pausa, poi mi tende una mano, vuole che mi avvicini di più, vuole vedermi meglio sotto la luna che illumina la spiaggia più bella che io abbia mai visto.
Le luci del lido sono lontane, siamo al buio, non può vederci nessuno, siamo solo io e lui.
Sono terrorizzato, vorrei sparire, scappare via con una scusa, il mio corpo invece fa il contrario, afferro quella mano che avrei voluto che mi tendesse prima.
«Avrei voluto che mi seguissi perché speravo di trovare conforto in te, e non voglio che tu mi dica niente, perché mi basta soltanto che tu sia qui, Steve.»
Cameron non lo sa che, mi ha appena toccato in un posto molto delicato senza in realtà farlo davvero. Non sa che mi sta facendo sentire un cielo di un blu acceso, pieno di gioia. Non sa che, come mi fa sentire lui nessuno mai, e io non sono abituato a tutto questo, rimango di pietra, impassibile.
«Io invece vorrei dirti qualcosa.»
È vero, è proprio verissimo. Ma se solo sapessi come fare, se solo conoscessi le parole lo farei...
Mi accarezza il viso e mi guarda intensamente.
Mi sento l'ottava meraviglia del mondo.
Scende con due dita sulle mie labbra, chiudo gli occhi beandomi di quel tocco delicato, protettivo, a tratti possessivo.
Lo sento vicino, molto vicino, il suo profumo mi invade le narici, l'anima, il cuore, tutti i miei organi.
Senza rendermene conto gli stringo la vita, e lo attiro fortemente a me, Cameron ha ancora le dita sulle mie labbra.
Si avvicina troppo con le sue, e io... indietreggio leggermente.
Ma lui ricongiunge quel contatto.
I nostri nasi si sfiorano, i nostri occhi sono puntati sulle nostre labbra, lui sulla mia e io sulla sua.
Le dita che poco fa erano appoggiate sulla mia bocca, adesso mi afferano i capelli, quasi come se mi volesse possedere, consumare, senza sapere che in realtà quello lo stavo già facendo io.
Le nostre labbra si sfiorano, ma non si toccano, sono teso, molto, e lui lo vede, ed è per questo che sta aspettando che sia io a farle combaciare.
«Cameron, non posso.»
«Si che puoi, Steve!»
Mi sono allontanato, ho tolto ogni tipo di contatto, me lo sento comunque addosso. Cameron è come un tatuaggio inciso sulla mia pelle, nonostante io non lo voglia.
Nonostante io non voglia sentirmi costantemente vulnerabile quando si tratta di lui.
«Perché!?» Tutta la mia frustrazione in una sola domanda.
Cameron mi sta guardando, è molto confuso, sta aspettando che io continui la frase, anche se mi risulta difficile.
Erika, per me è complicato lasciarmi andare con lui.
«Perché di quante persone, perché di quanti ragazzi ci sono in giro, devi per forza essere interessato a me?»
Finalmente gli ho fatto questa domanda, finalmente sono riuscito a dirglielo.
Perché, Cameron, perché?
«Perché proprio a me? Cosa ci hai visto, cosa potrei darti, niente, Cameron, niente, io non posso darti nulla!»
Frustrato, incredulo, arrabbiato, con lui, perché là fuori c'è qualcuno che può dargli tutto quello di cui ha bisogno, e Cameron perde tempo a correre dietro a uno come me.
«Non puoi o non vuoi?»
Lui è tranquillo, il suo tono è calmo, preciso, e lo invidio perché io non riesco a tenere a bada le mie emozioni in questo momento.
«Cosa c'entra, tu non puoi volere me, sul serio, non puoi, non devi!»
Si volta dandomi le spalle, forse per non farmi vedere qualcosa sul suo viso che non vuole mostrarmi. Fa qualche passo verso di me, testa bassa, ma comunque molto determinato.
«Mi hanno detto per tutta la mia maledetta vita cosa fare, la scuola, il lavoro, e la casa, e le amicizie. Ma sai cosa? Non ho mai ascoltato nessuno, perciò non dirmi chi può interessarmi, non provare a decidere per me cosa posso volere o non volere, perché io non ti ascolterò!» Mi punta un dito contro, è parecchio arrabbiato adesso, il suo tono di voce è alto.
«Se ti piace credere che tu non debba piacermi, non so per quale dannato motivo, fallo pure, ma questo non mi allontanerà da te!»
Dopo di questo Cameron a passo lento si allontana da me, mi lascia da solo, con quelle ultime parole che mi rimbombano nella mente come sirene dell'ambulanza assordanti.
Cameron mi ha lasciato di nuovo senza parole e con una miriade di pensieri che mi torturano il cervello.
Cameron crea dipendenza.
Spazio autrice:
Be', in realtà ero indecisa se farli baciare e poi far scappare via Steve ahaha, alla fine ho deciso di non farli baciare, ma ho fatto andare via Cameron, tutto sulla norma insomma.😅
Non odiatemi, vi prometto che ne varrà la pena l'attesa. Niente, volevo solo dire questo ahahaha, ciauuu belli.♥️
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"L'Angelo e il Diavolo"
Chick-LitE fu così che il diavolo s'innamorò dell'angelo, senza accorgersi che in realtà tutto quell'amore non l'aveva mai provato. Manipolato, avvinghiato a esso. Un po' come il diavolo prova a resistergli, abbagliato da quella luce che non ha mai visto. Un...
