Torpe: I won't say it (Idia) 🌸

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» 𝘘𝘶𝘦𝘴𝘵𝘢 𝘴𝘵𝘰𝘳𝘪𝘢 𝘱𝘢𝘳𝘵𝘦𝘤𝘪𝘱𝘢 𝘢𝘭 𝘞𝘳𝘪𝘵𝘰𝘣𝘦𝘳 𝘥𝘪 𝘍𝘢𝘯𝘸𝘳𝘪𝘵𝘦𝘳.𝘪𝘵

» Prompt: peonia bianca/vergogna

Avvertenze: Spoiler del Capitolo 6, songfic (Ti vada o no, da Hercules).

Si ringrazia la mia beta-reader per avermi suggerito il titolo.


Appena le porte del corridoio si aprirono Idia ci entrò camminando a grandi falcate, innervosito. La peonia bianca stretta fra le dita veniva sbalzata avanti e indietro con i movimenti esagerati delle braccia che accompagnavano il passo.

«Quella normie sfigata che non sa neanche parlare con un tono appropriato. Anche gli altri due, ma lei!», borbottava fra i denti, sputando acido sulla persona in questione.

Era stato già uno shock vedere che Rook, Epel e (Y/n) erano riusciti a trovare l'Isola del Lamento, un luogo introvabile per sua stessa natura, ma quello che aveva fatto la ragazza era imperdonabile. Idia non riusciva proprio a smettere di pestare i piedi per terra. Era stato costretto a farli entrare, si era dovuto piegare all'assurda richiesta di consegnare dei prodotti per la pelle a Vil, ma il gesto che aveva fatto (Y/n) era proprio un no.

«Per favore, fammi vedere Grim per una volta. O almeno dimmi se sta bene», l'aveva pregato con le lacrime agli angoli degli occhi, «ti do questo e un bacio sulla guancia, se è necessario», aveva contrattato, porgendogli il fiore bianco che ora aveva in mano.

Idia si fermò di colpo nel mezzo del corridoio e guardò di nuovo il regalo. Il bacio sulla guancia l'aveva rifiutato, ma il problema maggiore era proprio nel bocciolo: anche solo riguardarlo gli faceva pensare a lei, a quando gliel'aveva dato e non solo, e il cuore gli impazziva nel petto. Non erano state tante le volte in cui avevano interagito di persona, però a Idia non era comunque passata inosservata. Era una carta da parati per tutti seppur non volesse, tranne che per lui che voleva essere una carta da parati e non ci riusciva. Opposti, eppure simili. Idia era una carta da parati solo per lei, e ne era felice, gli andava benissimo, fino a quel giorno. Quel dannato fiore aveva rovinato tutto. Ora lei sapeva chi Idia fosse, e anche che cosa, e a lui non piaceva affatto l'idea che l'avesse notato, perché adesso avrebbe dovuto fare i conti con i suoi sentimenti.


Se esiste un premio per gli ingenui

Io l'ho già vinto da tempo.


Le prime righe di una vecchia canzone popolare gli ritornarono alla mente e Idia ruotò gli occhi, sentendosi chiamato in causa. Voleva solo vivere nell'ombra, per sempre da solo, invece l'universo sembrava avercela con lui già dal giorno in cui era venuto al mondo. Poteva nascere in una famiglia normale, invece si ritrovava ad essere il capo di una grande associazione di studio e ricerca di fenomeni oscuri legati alla magia. Poi, come se non bastasse la già grande sfiga di cui era portatore, si era dovuta mettere in mezzo anche quella stupida senza cervello. Lui non era un ingenuo e quel premio non era per lui.


Ma nessun uomo vale tanto

Di delusioni ne ho avute troppe.



La sua intera esistenza era una delusione per chiunque, persino per sé stesso, e gli andava benissimo. L'eroina della canzone si era innamorata della persona sbagliata e poi del bell'eroe, dolce e perfetto. Ma Idia non era un eroe, non voleva nemmeno provare ad esserlo, e (Y/n) non era quella persona perfetta. Era solo un rischio che non si voleva accollare. Lui. Non. Provava nulla. Per lei! Se lo ripeteva a macchinetta, e più se lo diceva e più il cuore correva e il sangue gli ribolliva nelle vene.

Love Me (Twisted Wonderland x Reader)La tua prossima ossessione. Scoprilo ora