» 𝘘𝘶𝘦𝘴𝘵𝘢 𝘴𝘵𝘰𝘳𝘪𝘢 𝘱𝘢𝘳𝘵𝘦𝘤𝘪𝘱𝘢 𝘢𝘭 𝘞𝘳𝘪𝘵𝘰𝘣𝘦𝘳 𝘥𝘪 𝘍𝘢𝘯𝘸𝘳𝘪𝘵𝘦𝘳.𝘪𝘵 (giorno 3)
» Prompt: Violetta (PumpNight) e Bittersweet (PumpColors).
Come ho già scritto su ig, non parteciperò ogni singolo giorno, perché davvero non ce la faccio a seguire l'intera challenge, però qualche giorno lo farò, e uno di quelli è oggi.
Prosecco, sciroppo alla viola, non era riuscito a trovare l'acqua tonica, quindi avrebbe fatto con la soda, in fondo non cambiava un granché. Cater era appena tornato da Sam con un sacchetto della spesa contenente gli ingredienti che gli servivano, pronto a mettersi all'opera come improvvisato barman. La ricetta del cocktail alla violetta spiccava sullo schermo del telefono, dopo che l'aveva cercata quel pomeriggio, mentre lui sistemava sul tavolo della cucina buia di Heartslabyul il necessario per prepararlo. Bicchieri, cucchiaini vari, ghiaccio...
Ma in fondo chi se ne fregava se avesse sporcato più del necessario, se avesse fatto un casino e lasciato sporco per qualche ora, al momento aveva solo bisogno di una magra consolazione. Ci avrebbe pensato dopo a sistemare, dopo che sarebbe stato abbastanza ubriaco da non capire cosa era successo e cosa stava succedendo.
Sapeva che non avrebbe dovuto dire niente, sapeva che avrebbe dovuto starsene zitto. Così aveva rovinato tutto, soprattutto per sé stesso. Aprendosi aveva distrutto qualsiasi illusione potesse avere. Che coglione che era stato.
Prese un bicchiere, ci versò lo sciroppo di viola sul fondo, poi ci buttò il prosecco, tanto prosecco, e infine un po' di soda e un misero cubetto di ghiaccio, trovato già pronto nel freezer della cucina. Era abbastanza certo fossero di Trey e Cater non voleva prendergliene troppi. Poi aveva bisogno di roba forte, il ghiaccio avrebbe solo diluito l'effetto dell'alcool. Mescolò in fretta, senza aspettare che lo sciroppo si sciogliesse lentamente per creare la sfumatura violacea, lo portò alle labbra e lo ingurgitò a grandi sorsi.
Troppo dolce. Che schifo. La violetta non era stata la migliore delle opzioni per curare il suo cuore infranto.
Poggiò con fin troppa forza il bicchiere sul bancone, con ancora dei residui di sciroppo sul fondo, e poi afferrò direttamente la bottiglia di prosecco. Uno, due, tre grandi sorsi. Era amaro, ma scendeva giù a meraviglia, frizzava nello stomaco.
«Cater? Che ci fai qui?»
Sullo stipite della porta sbucò Trey, che era passato davanti alla cucina e aveva visto il bagliore di un telefono. Accese la luce, accecando Cater e notò il disordine provocato dal ragazzo.
«Che stai facendo?», cambiò la domanda, preoccupato.
«Ehi, Trey-kun!» Fingendo di non essere stato colto di sorpresa, Cater indossò il suo miglior sorriso falso per l'occasione e lentamente poggiò la bottiglia di prosecco, non volendo portare l'attenzione dell'amico sull'alcolico. «Non stavo facendo niente di ché, provavo solo questa nuova ricetta che ho trovato online. Sembrava buona, volevo provarla», si giustificò, cercando di comporre un discorso sensato, pur se sentiva già la testa che cominciava a girare.
Era certo di saper reggere meglio l'alcol, eppure con un drink e qualche sorso stava già perdendo il senso dell'equilibrio, forse solo perché aveva bevuto a stomaco vuoto. E Trey non pareva neanche molto convinto dalla pallida scusa.
«Cater, non mentirmi, che cosa è successo?», gli chiese avvicinandosi al tavolo, dove ormai regnava il disordine, pur se la ricetta non era stata chissà quanto complicata.
Avrebbe voluto continuare a mentirgli insistendo sul cocktail che voleva provare (in fondo non era neanche una vera e propria menzogna perché era la prima volta che lo assaggiava), ma la lingua si mosse prima ancora che riuscisse a frenarla e, sempre con la solita leggerezza che ormai lo accompagnava da anni, rispose alla domanda che l'amico gli aveva posto.
«Ho fatto una cazzata, sai? Mi sono dichiarato apertamente a (Y/n)-chan.»
Iniziò a mettere in ordine qualcosa, spostando di lato i bicchieri che non aveva usato e che quindi non avrebbe dovuto lavare, più per evitare lo sguardo dispiaciuto del vice-leader piuttosto che per creare un reale ordine.
«Lo so che sono stato avventato, che forse avrei dovuto aspettare di più o capire meglio che cosa lei provasse per me. O forse avrei solo dovuto continuare a insistere sull'aspetto giocoso degli appuntamenti o dichiararmi come se stessi scherzando», parlò a raffica mettendo nel cassetto i cucchiaini inutilizzati.
«Cater...», cominciò Trey, ma l'altro sollevò la testa dal cassetto con un largo sorriso.
«Ah, non pensare che stia male, Trey-kun. Anzi, mi sono tolto un peso.» Recuperò il telefono dal tavolo per iniziare a scrollare. «Se non l'avessi fatto ci avrei pensato per giorni o settimane. Almeno così so che ci devo mettere una pietra sopra e basta. E poi guarda», rivolse lo schermo verso l'interlocutore, «c'è questa bella ragazza qui con cui ci volevo provare già da qualche settimana. Adesso posso farlo senza problemi.»
«Cater, non devi fingere che tu stia bene», ci riprovò Trey.
«Ma io sto bene, Trey-kun!», rispose con entusiasmo.
«Allora l'alcol?»
«Ti ho già detto, volevo provare questo nuovo cocktail che avevo visto online, nulla di ché», continuò con la versione dichiarata fin dall'inizio.
«La violetta è dolce, a te non piacciono i dolci»;
«Non lo sapevo fosse dolce»;
«Tutti gli sciroppi sono dolci».
All'ennesima risposta di Trey, Cater tacque, non sapendo come ribattere all'ovvietà. E la testa gli girava fin troppo per trovare una nuova scusa. Continuò a sistemare gli oggetti, seppur li stesse solo spostando da un punto a un altro senza una ragione, in silenzio.
«Cater, io non posso forzarti ad aprirti o a dirmi tutto, ma sappi solo che io sono qui per ascoltarti, nel caso vorrai...»
La cucina si riempì solo del ticchettio di un orologio da muro e degli oggetti sul tavolo che continuavano ad essere spostati da un punto a un altro per diversi altri secondi, poi Cater risollevò il capo, stavolta con un sorriso che non nascondeva più il velo di tristezza.
«Sto bene, Trey-kun. Sono solo... stanco. Penso che andrò a dormire adesso».
Spense lo schermo del telefono, lo ficcò in tasca con un movimento fiacco e Cater abbandonò la cucina, sotto lo sguardo preoccupato del suo amico e con alcol, sciroppo e stoviglie sporche ancora sul bancone.
Quella sera non riprese più in mano il cellulare, non scrisse mai a quella ragazza di Magicam, non dormì. Passò le successive ore a fissare il soffitto con uno sguardo apatico, nonostante le lacrime continuassero a scivolare incessanti sul cuscino, bagnandogli le orecchie, senza che si accorgesse che stesse piangendo.
N/A:
Mi sento così in colpa per come ho trattato Cater in questa fic... la prossima volta farò qualcosa di più carino e allegro con lui, non posso continuare a maltrattarlo, poi sembra che lo odio.
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Love Me (Twisted Wonderland x Reader)
FanfictionUna raccolta di oneshot Twisted Wonderland Characters x Female! Reader. Sono presenti diversi generi, trovate tutte le informazioni nel primo capitolo. L'immagine della copertina appartiene a Yana Toboso, Disney Japan e Aniplex.
