Cursed by your loved one: Vil's POV (Vil) 💧🌸

108 2 4
                                        

Avvertenze: Kindom/Fairytale AU; il Vil di questa fic somiglia più al Vil pre-capitolo 5. Questa fic è un lavoro sequel di "Cursed by your loved one", per una migliore comprensione si consiglia di leggerlo prima della seguente storia.

Questa fic è una richiesta.


Vil era alla finestra che si affacciava sulla piazza semideserta del villaggio da ormai diverso tempo, e reggeva le pesanti tende di velluto viola ben aperte, per poter guardare con sufficienza verso il basso. Pur se era un giorno di festa e con bel tempo, il luogo era stranamente vuoto, eccetto per quelle poche persone che dovevano lavorare anche di domenica, che lo attraversavano a grandi falcate, e qualcuno che faceva una passeggiata. Ma i pungenti occhi del sovrano erano puntati solo su uno dei popolani. Nonostante l'avesse maledetta e nonostante ormai nessuno di fermasse più ad ascoltare i suoi cantici, il menestrello dei fiori continuava ancora a bardeggiare nella piazza cittadina con il suo mandolino malconcio. I fiori non le decoravano più i capelli, il sorriso era forzato, e soprattutto il cappello per terra era povero di monete, lasciate a mala pena da qualche forestiero che non era a conoscenza della maledizione che incombeva sulla giovane.

Vil si poggiò al drappeggio con maggiore peso, come se fosse stanco di quella visione, ma non si ritirò. Era ciò che ella si meritava...

Uno schiarirsi di gola gli annunciò che Rook era lì, pur se non l'aveva sentito avvicinarsi.

«Perdonate, mio magnifico Vil», cominciò aspettando un cenno veloce e distratto prima di continuare, «perché l'avete fatto?».

Perché... Era così ovvio, come poteva il suo cacciatore e servo fedele non averlo già notato, lui che aveva un acume sopra le righe? Era per la sua bellezza, così lucente che stava abbagliando il villaggio, così naturale che gli faceva strizzare gli occhi di invidia, così genuina da averlo accecato.

«È la punizione che si è meritata per avermi sfidato», rispose severo, mentre combatteva con sé stesso per distoglierle gli occhi di dosso.

«Si limitava a cantare e portare gioia al popolo», ribadì prontamente. Vil non gli rispose, fingendo di non averlo sentito, perciò aggiunse, con troppa audacia per un semplice cacciatore: «e perché siete ancora a quella finestra? Sono passate ore. I canti non arrivano chiari fin qui, non dovrebbero darvi fastidio, ma siete ancora lì»;

«È il mio giorno di riposo, posso passarlo come desidero», replicò stizzito.

«E lo passate guardandola. Da lontano».

L'ultimo commento raggelò la stanza all'istante, costrinse uno scomodo silenzio a riempire le pareti di mattoni grigi. Il cacciatore aveva osato troppo, entrambi ne erano consapevoli, però Vil non reagì.

«Mio Vil...», azzardò ancora, «vi siete innamorato del bardo, non è vero?»

Stavolta aveva superato il limite. Vil si voltò con uno scatto verso Rook, rivolgendogli uno sguardo truce, le mani strinsero saldamente la presa sul tendaggio.

«Avete acquistato questa vecchia fucina abbandonata solo perché si affaccia sulla piazza»;

«Alloggio di riposo»;

«E ci venite solo nei giorni di festa perché sapete che sono i giorni in cui canta»;

«È abbastanza, cacciatore!», alla fine Vil interruppe il suo vagheggiare lasciando andare i tendaggi. Il buio calò immediatamente nella stanza. Non c'era una candela accesa, l'unica illuminazione presente proveniva dalla porta rimasta socchiusa. «Stai osando troppo e di insinuazioni false», lo rimproverò, ma Rook non batté ciglio. «Un menestrello e un re: ma ti ascolti quando parli? Ne ho sentite di sciocchezze, eppure nessuna è mai stata grande quanto questa», concluse con un tono basso, ma ancora ben scandito.

«Volevo solo porre alla sua attenzione che (Y/n) è sì bella e talentuosa, ma che voi la vedete ancor più bella per considerarla come una minaccia. E forse proprio perché vi ha rubato il cuore con la sua dolcezza e i suoi cantici»;

«Ritirati!», Vil alzò la voce e questa rimbombò fra le pareti di pietra, lasciando Rook spiazzato. Era raro che il sovrano si imponesse vocalmente e più che mai era raro che lo facesse con lui.

Aveva il respiro pesante, gli occhi nascosti dal buio che vacillavano fra la severità e la vulnerabilità. Si sentiva come non gli era mai successo prima ed era spaventoso. Di solito trattava il cacciatore quasi come un confidente, ma stavolta era come se Rook avesse appena esposto qualcosa che cercava di nascondere anche a sé stesso. «Ritirati...», ripeté sottovoce, «adesso».

Rook si tolse il cappello, fece un profondo inchino e lasciò la stanza così come gli era stato richiesto, tacente.

Vil prese un profondo respiro prima di sollevare un lato della tenda e sbirciare con un occhio verso la piazza. Per fortuna era ancora lì.

Adesso era completamente sola e strimpellava con lo sguardo basso e il sorriso triste. Era un'immagine che gli spezzava il cuore e che un po' lo spingeva a pentirsi della severa punizione inflittole.

Inspirò tremante e chiuse le palpebre, la mente vagheggiò sull'immagine delle sue dita fra i capelli della ragazza, sullo scenario di averla seduta alla sua destra, sul passare i polpastrelli sul suo viso e sul suo corpo. Avrebbe voluto e dovuto avere quei pensieri per una futura sposa, una reale del suo stesso rango, non su un bardo della domenica. Era straziante e soffocante.

Era stato troppo severo con lei, lo riconosceva. Non si meritava una punizione simile, però d'altra parte vederla circondata dalla gente, osservare da lontano diversi uomini farle la corte per averla in moglie, gli faceva ribollire il sangue nelle vene e stringere i pugni fino a sbiancarsi le nocche.

Da una parte era contento che adesso le fossero tutti lontano, dall'altra quel sorriso triste mentre controllava le poche monetine che aveva guadagnato lo spingeva a pensare che forse si era comportato come un mostro.

Un menestrello e un re. Sembrava l'inizio di una barzelletta, eppure l'idea dell'impossibilità dello strano abbinamento gli stringeva lo stomaco. Sospirò ancora provando ad alleviare il peso e stava per abbandonare la finestra quando con la coda dell'occhio notò qualcuno avvicinarsi alla giovane. Era di spalle e di lui vedeva solo un enorme cappello con piuma e i capelli biondi e gli bastò per riconoscerlo. Le stava dicendo qualcosa che a quella distanza non sentiva, lei sorrise ampiamente, con un nuovo luccichio nello sguardo, poi Rook si staccò un sacchetto pesante di monete dalla cintola e glielo passò. (Y/n) lo ringraziò molteplici volte e Vil si avvicinò di nuovo al vetro, incuriosito dallo strano scambio che stava avvenendo alcuni metri più sotto. Sapeva che Rook aveva qualcosa in mente, ma non riusciva a capire cosa fosse, quindi arrivò alla conclusione che forse voleva solo riparare ai danni che Vil aveva fatto. In fondo cantare e suonare era il mestiere della ragazza, oltre che una passione, e con la maledizione addosso non riusciva più a pagarsi il pane per la tavola, perciò rimase sorpreso quando dopo averle consegnato la pecunia continuò a parlarle, gesticolando, fino a quando non indicò con il pollice verso la sua direzione e (Y/n) alzò prontamente lo sguardo verso di lui.

Vil sussultò all'indietro, colto in flagrante, e si sbrigò a chiudere le tende con un secco movimento dei polsi.

Quello stupido di un cacciatore... adesso aveva capito qual era il suo piano. Le aveva consegnato i soldi dichiarando di essere lì in vece del re e ora (Y/n) era convinta che Vil stesse finanziando le sue esibizioni, o forse che stesse facendo ammenda per la maledizione scagliata.

Inspirò bruscamente provando invano di calmarsi, ma poi all'improvviso la pace lo invase, quando un'idea si insinuò nella mente. Sposarla era impossibile, però non gli era altrettanto impedito di assumerla come intrattenitrice della corte. Un bardo a palazzo non poteva portare altro che gioia, lei avrebbe mangiato e alloggiato comodamente grazie ai suoi servigi al re e Vil avrebbe potuto vederla ogni giorno della sua vita, mentre cantava per lui seduta su dei cuscini accanto al trono. In questo modo la maledizione non sarebbe più stata necessaria.

Love Me (Twisted Wonderland x Reader)La tua prossima ossessione. Scoprilo ora