Con rimpianti (Crowley) 🌸💧

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Avvertenze: questa fic è la parte due di "Senza rimpianti" ed è stata richiesta da diverse persone (scusate l'attesa).

Da quando (Y/n) aveva lasciato Twisted Wonderland, Crowley aveva fatto di tutto per evitare chiunque, sia i suoi studenti che i colleghi. Ogni volta che era costretto ad attraversare i corridoi e i cortili, ogni volta che provavano a fermarlo e parlargli, lui li liquidava dicendo che aveva fretta, che era sommerso di faccende da sbrigare e che quindi non poteva trattenersi. Mancavano pochissimi giorni prima dell'inizio ufficiale delle vacanze estive, poteva resistere. E con l'inizio del nuovo anno tutti si sarebbero di sicuro dimenticati dell'accaduto.

Da dove le era venuto in mente di baciarlo? All'improvviso e soprattutto davanti a così tanta gente. (Y/n) si era subito tuffata nello specchio, evitando le conseguenze dell'azione, e aveva lasciato lui in un mare di guai da dover spiegare in qualche modo. Meno problemi e responsabilità avrebbe voluto avere e più se ne ritrovava. Dopo quel bacio era terrorizzato di voltarsi e ritrovarsi faccia a faccia con le reazioni degli altri, e nel momento in cui si era fatto coraggio aveva trovato proprio quello che si aspettava: shock. Non c'era una persona che non avesse gli occhi strabuzzati o la bocca aperta e lui non era da meno.

«Posso spiegare», aveva dichiarato mettendo le mani avanti, anche se non poteva assolutamente spiegare, «io non c'entro niente». E aveva sperato che chiunque gli credesse, per quell'unica volta che aveva detto la verità.

In ogni caso, da quel giorno la scuola era diventata strana nei suoi confronti. Appena lo avvistavano nei corridoi, tutti si mettevano a bisbigliare all'orecchio della persona più vicina, lanciandogli occhiatine veloci. Quando tornava in ufficio, lo staff o diversi genitori provavano a contattarlo per parlargli e perciò qualsiasi luogo del campus era diventato pericoloso. Lo cercavano ovunque e lui doveva continuare a muoversi per non farsi trovare.

«Dire... tu non ne sapevi davvero niente?», gli chiese Trein un giorno, dopo che era stato costretto a farlo accomodare nell'ufficio per parlare degli esami di fine anno.

«Te l'ho detto, Mozus, no», si sedette di peso, combattendo contro la voglia di togliersi la maschera per massaggiarsi il ponte del naso con le dita, «non me l'aspettavo neanch'io».

Il professore non aveva mai visto il preside così serio e stanco prima di allora: di solito era di attitudine leggera o inutilmente drammatica anche in situazioni serie. Invece stavolta quasi non sembrava più lui.

Trein rimase in silenzio dopo quell'affermazione, lo fissò, e dopo interminabili secondi ritornò a parlare degli esami appena svolti, sviando dal pesante argomento. Il professore di storia sembrava l'unico che lo capiva, che comprendeva la risonanza negativa che avrebbe dato alla scuola se si fosse diffusa ulteriormente la notizia che il preside aveva baciato una studentessa. La gente avrebbe iniziato a speculare e in brevissimo tempo sarebbero girate delle calunnie e maldicenze non indifferenti.

Crowley attraversò con passo spedito l'ultimo corridoio prima del suo ufficio, già e finalmente lontano dai mormorii e dagl'occhi degli studenti più pettegoli, e appena arrivò davanti alla porta la spalancò e la richiuse con due scatti poco precisi e puliti, ma tirò un sospiro di sollievo solo dopo essersi accasciato sulla sedia della scrivania.

Il silenzio lo invase per un lungo momento. Era con la testa rivolta verso l'alto, gli occhi chiusi e prendeva dei profondi respiri per calmare il temporale che aveva dentro. Gli facevano persino male le ossa, però almeno era da solo e il telefono era staccato: poteva riposarsi.

«(Y/n)...», sospirò fra le labbra, «perché?»

Si sistemò meglio sulla sedia e aprì il primo cassetto della scrivania, riempito solo da qualche scartoffia, una Ghost Camera e una foto. Recuperò solo quest'ultima e la sollevò. Un piccolo sorriso si formò da sotto il becco della maschera alla visione della ragazza, bella e sorridente, accanto al sé di qualche mese prima. Aveva insistito tanto affinché fosse lui ad avere quella foto, era sicuro che (Y/n) credesse che l'aveva buttata da qualche parte o persino nel cestino, invece Crowley la conservava gelosamente accanto alla vecchia camera con cui era stata scattata.

«Perché pensi che la tua permanenza qui sia durata così tanto?», chiese alla foto, come se stesse parlando con la ragazza in carne ed ossa, «credi non sapessi come rimandarti indietro?», mosse il pollice già poggiato sulla foto verso il suo viso, accarezzandolo, «se solo avessi saputo prima che ti piacevo... non ti avrei mai lasciata andare».

Abbassò gli occhi verso il cassetto rimasto aperto. Sotto la Ghost Camera c'erano un sacco di fogli: incantesimi, formule, appunti, tutta roba che le sarebbe servita per tornare nel suo mondo, roba che Crowley aveva scoperto già troppi mesi prima e che si era rifiutato di riferirle. Perché voleva tenerla lì, a Twisted Wonderland, accanto a sé un po' più a lungo, non voleva lasciarla andare. E se l'avesse saputo prima che lui non era l'unico dei due ad aver subìto quella stupida infatuazione, l'avrebbe trattenuta ancora, forse gliene avrebbe pure parlato, si sarebbe lasciato incantare dalla possibilità di frequentarla, seppur di nascosto fin quando sarebbe stata una studentessa, di convivere con lei in una casetta sperduta, di trascorrere una vita, la sua vita, insieme.

Se solo l'avesse saputo prima...

Ma ormai era troppo tardi, era tornata nel suo mondo e l'aveva lasciato con una marea di rimpianti, tanti se ormai irrealizzabili e tanti problemi da tamponare per colpa di un piccolo bacio dato davanti a mezza scuola. Sospirò ancora e rimise la foto al suo posto all'interno del cassetto, stavolta persino nascondendola sotto un paio di fogli, prima di richiuderlo e prendere in mano dei documenti che avrebbe dovuto compilare riguardo la fine dell'anno scolastico.

Love Me (Twisted Wonderland x Reader)La tua prossima ossessione. Scoprilo ora