» 𝘘𝘶𝘦𝘴𝘵𝘢 𝘴𝘵𝘰𝘳𝘪𝘢 𝘱𝘢𝘳𝘵𝘦𝘤𝘪𝘱𝘢 𝘢𝘭 𝘞𝘳𝘪𝘵𝘰𝘣𝘦𝘳 𝘥𝘪 𝘍𝘢𝘯𝘸𝘳𝘪𝘵𝘦𝘳.𝘪𝘵 (giorno 17)
» Prompt: Aquamarine (PumpColors) e Anima (PumpInk).
Avvertenze: Ispirato alla frase di login di compleanno del Prefetto di Deuce (2025) e dalla canzone "Harley in Hawaii" di Katy Perry.
Era quasi estraniante osservare da lontano la silhouette del paesino scorrere come la sequenza di disegni di uno zootropio. Le luci che di solito intravvedeva dalla scuola sulla cima della collina erano molto più vicine in quel momento, e allo stesso tempo lontane, perché non era in città che si stavano dirigendo. Il vento le fischiava nelle orecchie e il rombo del motore vibrava come un lontano tuono: erano due momentanei accompagnatori per la loro uscita notturna. Non era neanche così tardi e non faceva nemmeno tanto freddo, se non fosse per il venticello che la velocità faceva percepire come glaciale. Era il motivo per cui indossava la sua giacca più pesante, ed era il motivo per cui Deuce aveva messo quella sportiva che di solito teneva appesa in camera in bella mostra. Doveva essere un'occasione un po' speciale se l'aveva tirata giù dalla gruccia e l'aveva indossata, e in fondo un po' lo era. Al Night Raven College non poteva portare la sua personale Magic Wheel, di conseguenza se ne voleva guidare una la doveva prendere in affitto e quella era una delle occasioni in cui l'aveva affittata per qualche ora. Così si era presentato alla porta del suo dormitorio, con già indosso la giacca, e l'aveva invitata per un'uscita.
«Volevo fare un giro», aveva detto dondolando la testa a disagio, «mi chiedevo se ti andasse di venire con me».
Non ci aveva messo troppo a prepararsi, aveva solo indossato dei pantaloni comodi e la pesante giacca, e poi era corsa fuori dal dormitorio eccitata all'idea del giro promessole. Era la prima volta che Deuce invitava solo lei, di solito chiedeva se anche Grim volesse venire, o addirittura si aggiungevano Ace ed Epel, quando ne affittavano due. Era felice di passare del tempo da sola con lui, succedeva di rado.
(Y/n) strinse più forte la presa attorno alla vita, ripensando alla camminata silenziosa verso il cancello del campus, dove la Magic Wheel li attendeva parcheggiata. Forse un po' imbarazzante, ma anche confortevole, come la situazione in cui si trovava al momento. La testa era poggiata sulla schiena del ragazzo, l'orecchio premuto contro il tessuto caldo e forse si stava tenendo un po' troppo forte alla sua vita, quasi come se temesse di cadere se solo avesse allentato la presa.
Avrebbe potuto addormentarsi in quell'esatta posizione e le palpebre si stavano appesantendo mentre i contorni delle case continuavano a scorrere incessanti, anche se più sporadici rispetto a poco prima. Erano quasi arrivati, eppure (Y/n) sperava di non arrivare mai. Non voleva sciogliere l'abbraccio.
La Magic Wheel rallentò, anche per via della sabbia, fino a fermarsi nel mezzo di una spiaggia priva di qualsiasi luce artificiale.
«(Y/n)?»
La voce di Deuce arrivò come uno schiaffo.
«Mh?», rispose accoccolandosi meglio contro la sua schiena.
«Siamo arrivati...», bofonchiò, al che la ragazza fu costretta a lasciarlo andare.
Appena si osservò attorno, (Y/n) vide le onde riversarsi sul bagnasciuga, si accorse dell'odore di sale e di brezza serale che riempiva il luogo e dell'ambiente illuminato solamente dalla luce della luna che si rifletteva sul mare increspato. Era già stata lì, ma mai di sera.
Inspirò profondamente il profumo di salsedine, per poi accorgersi che Deuce, già sceso dal mezzo, le stava tendendo una mano per aiutarla a fare altrettanto, con lo sguardo perso in qualche punto lontano. Ci mise un po' prima di prenderla.
Quando le suole affondarono nella sabbia, Deuce si poggiò al veicolo e incrociò le braccia al petto.
«E adesso?»
«E adesso...», la voce gli morì in gola, poi sollevò la testa verso le stelle. Aprì la bocca per continuare la frase, ma le parole non uscirono mai.
(Y/n) sollevò a sua volta gli occhi verso la volta celeste, accorgendosi di quanto il cielo fosse limpido e che, lontano dall'inquinamento luminoso della città o della scuola, mostrava loro il suo fascino.
Le labbra si piegarono in un piccolo sorriso e capì cosa avrebbero fatto per il resto della serata senza che l'ex delinquente aggiungesse altro. Quindi si poggiò sul fianco della Magic Wheel e si mise a contemplare il firmamento, accompagnata solo dal suono delle onde che si rinfrangevano e delle labbra di Deuce che silenziosamente si aprivano di nuovo.
Ancora non parlava. Qualcosa pareva bloccarlo. Aveva qualcosa da dirle e non lo faceva, ma (Y/n) non l'avrebbe né forzato né incalzato.
Con la coda dell'occhio lo vide muoversi, ma finse di star continuando a osservare il blu, soprattutto quando si accorse che aveva puntato lo sguardo su di lei.
«È bello qui», ruppe il silenzio.
«Sì... sì, lo è», rispose timidamente, uccidendo la conversazione ancor prima che cominciasse.
(Y/n) ci riprovò. «Capisco perché mi hai portata qui», sentì che i suoi occhi si illuminarono, perciò si voltò. Non si era accorta che Deuce si era inclinato verso di lei, perciò si ritrovò un po' troppo vicino al suo viso.
Quegli occhi... Erano così pieni di speranza e timidezza. Nel suo colore acquamarina riusciva chiaramente a scorgere l'anima innocente che spesso celava dietro l'apparenza e le azioni da delinquente. Al chiar di luna, essi brillavano come due gemme preziose. Le labbra semiaperte, che ogni tanto avevano un piccolo spasmo, e l'espressione di meraviglia, ancora una volta le suggerivano che voleva dirle qualcosa. Ma piano piano abbassò lo sguardo e macchinosamente Deuce si allontanò di nuovo e voltò la testa dall'altra parte.
Il silenzio si fece di nuovo imbarazzante, perciò (Y/n) provò a parlare ancora.
«Grazie... per avermi portata qui, sai?»
«Figurati...», bofonchiò infilando una mano nella tasca interna della giacca.
Da essa tirò fuori il cellulare e, senza controllare dove (Y/n) stesse guardando, aprì la chat con Ace e gli scrisse un paio di messaggi:
Deuce:
Non ce la faccio.
È inutile, non riesco a dirglielo
Deuce:
Forse è meglio se torno indietro.
Mi sento un cretino
(Y/n) lesse al di sopra della spalla, anche perché l'alta luminosità del dispositivo rendeva quasi impossibile non sbirciare. Prima che il ragazzo lo rimettesse dove stava, finse di non aver visto niente.
Deuce sospirò sommessamente. «È tardi. Forse è meglio se torniamo a scuola».
Nonostante volesse opporsi alla decisione e invogliarlo a sputare ciò che teneva dentro, alla fine (Y/n) non poté far altro che arrendersi e annuire. «Sì, andiamo», rispose un po' a malincuore.
Deuce l'aiutò a risalire sulla Magic Wheel dandole la mano, poi si issò lui stesso e fece ripartire il motore con un sonoro rombo. A parte il rumore del mezzo e del vento, non ci null'altro a riempire il silenzio che accompagnò i due fino alla scuola e oltre i cancelli.
Che peccato, pensò il Prefetto.
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Love Me (Twisted Wonderland x Reader)
FanfictionUna raccolta di oneshot Twisted Wonderland Characters x Female! Reader. Sono presenti diversi generi, trovate tutte le informazioni nel primo capitolo. L'immagine della copertina appartiene a Yana Toboso, Disney Japan e Aniplex.
