Non più solo ☀️💧

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Importante!: chi mi segue da un po' conoscerà una mia vecchia fic scritta nel 2021 e chiamata "Solitudine". Ecco, questa si può dire sia la parte due dal punto di vista di Grim di quella fic lì, perché quale modo migliore per celebrale il quinto anniversario del gioco se non riprendendo una fic del 2021?

A parte questo, è situata temporalmente prima del Capitolo 5 e dopo il 4, ma ci sono alcuni foreshadow riguardanti i Capitoli 6 e 7. Se la leggete con la consapevolezza di quello che verrà dopo, alcune frasi o scene faranno ancora più male.


Un lampo illuminò per un attimo la strada bagnata, permettendo a Grim di evitare appena in tempo una radice, poi ne seguì un forte rombo che lo fece sussultare e abbassare le orecchie.

Nella rocambolesca corsa che pareva non terminare mai, si guardò ancora una volta alle spalle, per capire se l'enorme bestia che lo stava inseguendo fosse ancora lì e soprattutto se lo stava distanziando, e frignò quando si accorse che non solo continuava a stargli dietro, ma era anche più vicino rispetto all'ultima volta.

Le zampe gli facevano male, era stanco, fradicio, le fiamme delle orecchie si erano ridotte a deboli lucette blu; voleva solo fermarsi, riposare, mangiare, magari anche farsi coccolare da (Y/n) o chiederle di pettinargli la pelliccia, invece doveva continuare a correre. Non riusciva nemmeno ad usare la sua magia, quando ci aveva provato il suo fuoco non si era sprigionato, e il bestione adesso era fin troppo vicino per riprovarci e rischiare di essere catturato.

«(Yyyy/nnn)!!!», urlò disperato sovrastando il rumore scrosciante della pioggia, «salvamiii!!!», singhiozzò, «ti prego... salvami...»

Le lacrime si mescolarono con le gocce dell'acquazzone, non riusciva a vedere quasi più niente per colpa loro, stava avanzando semplicemente spinto dalla forza della paura. Non voleva essere sbranato da quel coso, non voleva che la sua vita finisse in quel modo, aveva ancora tante cose da fare, come diventare un potente mago, e soprattutto non voleva che finisse così come era cominciata: da solo.

A un certo punto la strada di pavé si trasformò in una lunga scalinata. Si fermò un attimo per puntare il nasò all'insù e vide, sulla cima, un castello di sua conoscenza: era il Night Raven College, ma non il solito a cui era abituato. Sembrava abbandonato, ricoperto di rovi e piante rampicanti. Si guardò ancora indietro, alla bestia che a grandi zampate si avvicinava con ferocia, e si accorse solo allora che ciò che aveva attraversato altro non era che la via principale della scuola, anch'essa ricoperta di rovi e con alcuni punti distrutti dal tempo e dalle radici che avevano sollevato le mattonelle.

Grim frignò di nuovo quando la bestia ruggì. I suoi occhi blu luminosi e senza anima gli diedero la forza necessaria per continuare la sua corsa su per le scale. Anche se abbandonata, nella scuola avrebbe comunque potuto trovare riparo. Ma mentre sverzava per l'atrio davanti all'ingresso, una radice che non aveva visto lo fece inciampare e scivolare per alcuni metri. Grim gemette di dolore, piagnucolò, chiamò ancora aiuto, poi si girò sulla schiena e la bestia era già su di lui. Si avvicinò alla sua piccola preda con i denti aguzzi ben in mostra, ringhiante e pronto a divorarlo. Era enorme, con il pelo grigio come il suo, ma più lungo e arruffato, con gli occhi blu come i suoi, ma senza iride e pupilla, e soprattutto con un intricato disegno sulla fronte simile a quello dei maghi in Overblot.

Grim sussultò, consapevole che fosse giunta la sua ora, poi urlò il nome di (Y/n) un'ultima volta, come una disperata richiesta di aiuto, e un nuovo rombo tuonò nel cielo subito dopo il lampo, nell'esatto momento in cui la bestia si scagliò contro di lui con le fauci spalancate.

Grim si svegliò di soprassalto quando un rombo fece tremare le pareti del dormitorio sgangherato, con le lacrime negli occhi e il cuore che correva a mille. D'istinto si districò da qualsiasi cosa lo stesse tenendo stretto, graffiandola con le zampe posteriori, e fuggì via dalle lenzuola. Non sapeva che stesse facendo, né dove stesse andando, era solo spaventato e sapeva che doveva correre, perciò l'istinto aveva preso il sopravvento e si era scaraventato fuori dalla camera in cui si trovava.

Era tutto buio, probabilmente era notte fonda, e le lacrime gli annebbiavano la vista, ma ogni tanto la sua via era illuminata da occasionali lampi che gli permettevano di vedere un po' meglio che direzione avesse preso. Le sue orecchie avrebbero potuto essergli un minimo utili per capire dove stesse mettendo le zampe, se non fosse che per la paura le aveva piegate all'indietro. Evitò a mala pena uno dei pochi mobili che si trovavano nel corridoio imboccato e poi volò giù per le scale del dormitorio. La sua corsa trovò fine sotto il divanetto del Lounge, dove il mostro si acciambellò tremante e osservò frenetico ciò che lo circondava.

La pioggia batteva contro le finestre, le gocce che filtravano dal vecchio tetto bucato riecheggiavano per il dormitorio quando cadevano in alcuni secchi piazzati ovunque sul pavimento; per il resto era tutto tranquillo e dell'essere che l'aveva inseguito fino a poco prima non c'era traccia.

Piano piano il battito cardiaco cominciò a rallentare, Grim non si guardava più attorno freneticamente e il tremolio diminuì. La bestia non c'era, non era in pericolo, era stato tutto un incubo, per fortuna, e la pioggia, da nemica qual era, iniziò a consolarlo e calmarlo. Era stato solo un incubo, era tutto finito. E (Y/n) non era venuta in suo soccorso solo perché lì dentro non esisteva. Perché in fondo (Y/n) era il suo minion, loro due erano una squadra, lei non l'avrebbe mai abbandonato, soprattutto non nelle situazioni di difficoltà. Era certo che sarebbe andata persino in capo al mondo se lui fosse stato in pericolo. Grim non sarebbe più stato solo, ne era certo.

Lentamente sgusciò da sotto il divano e con cautela risalì le scale e ritornò in camera. (Y/n) era nel letto, raggomitolata su un lato, con le spalle rivolte verso porta, e Grim si arrampicò di nuovo sul lato vuoto e si infilò sotto le coperte.

Ora era tranquillo e non piangeva più, i suoi occhi erano capaci di vedere bene anche al buio, perciò riuscì a fare ciò che durante le frenetiche corse non era riuscito a fare, ovvero osservare anche in assenza di luce. E la prima cosa che notò fu il braccio della ragazza con due strisce di graffi freschi ma non profondi. Grim spalancò le orbite e il muso gli tremò quando realizzò che nel momento in cui si era svegliato era fra le sue braccia, che era lei che lo stava tenendo, probabilmente perché l'aveva visto tremare, e lui, in cambio, l'aveva ferita. Grim non avrebbe mai voluto farle del male, ora non sapeva che fare e la vista si annacquò ancora. Singhiozzò un paio di volte, poi assecondò l'unica idea che gli venne in mente, cioè raggomitolarsi di nuovo fra le braccia del Prefetto e strofinare la testa e una zampa sull'avambraccio sfregiato, chiedendole tacitamente scusa.

Era stato fortunato ad aver incontrato (Y/n), prima di lei non ricordava nessuno che l'avesse mai amato o che semplicemente lo avesse accolto, e ferirla era l'ultima cosa che avrebbe voluto. Le voleva bene, si era affezionato a quel minion, e grazie a lei non era più solo. Avrebbe fatto di tutto per proteggerla.

E con questo pensiero, Grim si addormentò.



Buon 5° anniversario di Twisted Wonderland!

Spero che almeno voi abbiate avuto delle carte decenti dal pull.

Love Me (Twisted Wonderland x Reader)La tua prossima ossessione. Scoprilo ora